25 Aprile. La nostra festa

Partigiane

Partigiane entrano a Bologna il giorno della Liberazione

 

di Massimo RIBAUDO

Il 25 Aprile è la nostra festa.
E’ la celebrazione civile più importante dello Stato italiano.

I partigiani, gli italiani e gli angloamericani il 25 Aprile hanno sconfitto le forze nazifasciste italo-tedesche e ne hanno determinato il fallimento storico.

Molte volte ci si chiede: ma cos’è stato il fascismo per l’Italia ?
Perché è esistita e continua ad esistere una mentalità fascista, totalitaria e dittatoriale nel sistema di relazioni tra individui ?

Il fascismo introdotto in Italia attraverso la dittatura di Benito Mussolini è una risposta ad una novità storica: la società di massa. Comportamenti, usi, costumi, diritti, prima appannaggio delle élite politiche, finanziarie e professionali divengono, dopo la caduta delle grandi aristocrazie europee, strumenti diffusi tra un vastissimo numero di persone. La tecnologia e l’industria permettono lo spostamento di masse di individui. Le conquiste della scienza farmacologia e medica assicurano l’allungamento dell’esistenza di tutte le fasce sociali. Sempre più individui votano, e sono quindi soggetti politici.

La fabbrica industriale permette lavoro retribuito, sostentamento economico e status sociale ad un numero sempre maggiore di persone, sia uomini che donne. D’altra parte, visto l’altissimo numero di vittime provocato dalla Prima Guerra mondiale, le donne, sostituendo l’uomo nel lavoro operaio, richiedono sempre maggiori diritti soggettivi. Questo, per la prima volta nella storia dell’esistenza umana.

E’ un mutamento delle relazioni sociali ed individuali epocale. Prima c’erano uomini di fede, politici, magistrati, finanzieri, militari, scienziati, professionisti, proprietari terrieri e artigiani. Poche persone.

Tutto il resto era la moltitudine di piccoli interessi individuali non rappresentati. Dopo le rivoluzioni industriali e la Prima guerra mondiale giungono ad essere protagoniste del divenire esistenziale i giovani, le donne, le famiglie, gli imprenditori, gli operai, gli anziani. I numeri dei soggetti dell’azione sociale sale vertiginosamente. E’ difficile adattarsi ad un nuovo modello storico. Qualcuno, a livello filosofico, sente l’esigenza di un nuovo ordine. Lo invoca.

Benito Mussolini e, successivamente, Adolf Hitler e Josiìf Stalin rispondono a questa esigenza.
La risposta è: le masse devono essere organizzate secondo un modello di ordine sociale prestabilito.
Il duce, il fuhrer, il capo del partito sono i depositari carismatici dell’ordine: interpretano il modo di stabilire l’ordine sociale e di assicurarne la continuazione con la dottrina e con la forza. Il comunismo sovietico meriterebbe un approfondimento ulteriore, legato, come è, a specifiche circostanze sociali russe. Parliamo del 25 Aprile ora.
Il nazi-fascismo fu quindi un metodo di organizzazione politica basato sulla certezza della verità.
Se una verità è certa, chi si oppone alla verità è un nemico. Se un’organizzazione è quella vera, chi la ritiene falsa deve essere represso e annientato.
Hitler e Mussolini furono i leader del fascismo politico, ma vi sono “fascismi” religiosi, scientifici, economici, tecnici, filosofici e persino fascismi artistici. Vi è sempre un fascismo quando si ritiene di possedere, di comprendere l’assoluto. Di dire l’ultima parola, di poter pensare: “ok, c’è una spiegazione a tutto ed io ne sono l’interprete”.

Il 25 Aprile dimostra che la risposta nazi-fascista è stata ritenuta dal popolo italiano una risposta sbagliata. Puoi reprimere dieci, cento, migliaia di voci contrarie. Puoi nascondere gli errori della tua teoria per anni. Anche dopo secoli si scopre che è la terra che gira intorno al sole.
Che se un uomo non è costretto a vivere in condizioni povere e disagiate desidera migliorare la propria cultura, esplorare, lavorare, innovare.
Che ogni modello di programmazione sociale dall’alto, gerarchizzata, prevede la guerra interna od esterna.
E giungerà sempre la rivolta delle masse: perché sono state tradite.

Mussolini ha reso la terra italiana dominio dei nazisti. Ha tradito il suo popolo. E’ stato sconfitto. Il 25 Aprile.

Ed ogni 25 Aprile ricordiamo a tutti i fascisti che ritengono di possedere la verità assoluta che noi non sappiamo quale sia questa verità. Ma se questa verità ha bisogno dell’omicidio, della violenza coercitiva fisica e psicologica per essere ricercata e affermata, se questa verità non permette l’evoluzione dell’essere umano nel suo ambiente esistenziale, c’è sempre chi resisterà fino alla sua morte fisica pur di pronunciare un’altra possibile soluzione.

Per prevenire, per impedire la possibilità che si fondi ancora un modello unico e oppressivo delle libertà umane la Costituzione italiana è una costituzione politica. Ha un suo preciso orientamento, che è stato solo parzialmente realizzato. Mai più il governo di un singolo e della sua cerchia con controlli soltanto formali sul loro operato. Mai più il potere di un solo partito e della sua classe dirigente senza possibilità di alternanza effettiva e libera. Perché la vera ed unica essenza della democrazia non è il voto, non soltanto almeno. E la possibilità che la minoranza divenga maggioranza: vera, concreta, reale. E’ la possibilità di cambiare classi dirigenti senza stravolgere il modello democratico. Ed in questo senso il sogno di libertà e democrazia dei partigiani non è ancora stato compiutamente realizzato. C’è ancora molta strada da fare, per dare all’Italia la possibilità di scelta tra alternative di governo e non una burocratica gestione dell’esistente a vantaggio delle stesse classi sociali, che appaiono sempre più non caste, ma corporazioni di stampo fascista.

Onore a chi seppe resistere. E attenzione continua al fascismo che è in noi, nessuno escluso. Attenzione continua ai traditori della Costituzione italiana, che non è la verità, ma il sistema, il meccanismo procedurale di costruire verità verificabili e mutevoli nel tempo e di impedire quindi ogni forma di assolutismo.

Divertiamoci, cantiamo, celebriamo e, se abbiamo tempo, ricerchiamo nuove possibilità esistenziali che non danneggino quelle di qualcun altro.

Ce lo hanno permesso gli eroi del 25 Aprile.
A loro va il nostro quotidiano ringraziamento.

 

(foto dal web)

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