Cattivi maestri

Manifestazione Tribunale di Milano

 

di Andrea NOBILE

Succede una volta ancora, succede per un fatto scabroso, indecente, imperdonabile.
Succede di veder ridicolizzata una sentenza definitiva, che dovrebbe rendere giustizia a chi ha subito un grave torto.

Vedere, per l’ennesima volta, il volto della madre di un ragazzo ammazzato dalle legnate degli uomini in divisa, mi provoca un dolore vero.
Vedere il viso di quella madre, in ragione dell’applauso ai carnefici di suo figlio, mi provoca sofferenza.

Se alcuni poliziotti abusano del loro potere e picchiano fino ad ammazzare un giovane ragazzo è raccapricciante.
Se i loro colleghi, riuniti in corporazione, li applaudono a scena aperta, è disgustoso. Chi ci dovrebbe difendere ci ammazza di botte e applaude anche a questo orribile abuso.
Se la mano violenta della polizia è, purtroppo, qualcosa già avvenuto in passato, la standing ovation è una pericolosa novità.
Una pericolosa e fascista novità.

E’ bene comprendere la genesi di questo fatto gravissimo, perchè troppe cose gravi stanno avvenendo sopra le nostre teste.
Quegli applausi assomigliano troppo a quelli riservati ad un ex presidente del consiglio condannato per frode fiscale e sostenuto con tanto di contestazioni davanti ai palazzi di giustizia.
Se un Presidente del Consiglio esautora ripetutamente ed insistentemente la Magistratura, il rischio che ne deriva è il disconoscimento delle decisioni che gli organi giudicanti applicano.
Questo quantomeno sotto il punto di vista mediatico. Un’operazione violenta e pericolosa, quella di insegnare che non tutti sono uguali davanti alla legge.
Per troppi anni abbiamo ascoltato Ghedini & C. sputare veleni addosso al magistrato di turno, colpevole di avere inquisito l’uomo più potente d’Italia, reo di frode fiscale, piuttosto che di abuso di minore.

Se chi ci governa insegna per anni a non riconoscere gli organismi democratici, questo insegnamento non può che fare proseliti.
In questi anni l’esempio è stato devastante, nessuno è uguale di fronte alla legge e nessuna sentenza è giusta quando va a colpire il potente di turno o una corporazione.

Se il fatto non fosse così grave ci sarebbe da ridere sulle reazioni della politica. Il presidente del consiglio ha telefonato alla madre umiliata per l’ennesima volta. Il ministro Alfano per “rappresaglia” ha cancellato il suo previsto appuntamento con il sindacato di polizia. Potevano togliere loro la merendina e una settimana di cartoni animati, forse sarebbe stata una punizione più grave.

In un paese civile si sarebbero dovuti sospendere dal servizio coloro che applaudono a degli assassini.

Nessuno che parla di dimissioni, atto dovuto quando la situazione trascende e varca i confini della decenza, ma, in fondo, se un presidente del consiglio ridicolizza un paese svergognando e offendendo la magistratura, se inventa, con la complicità dei suoi, nipoti presunte di Mubarak per giustificare una prostituta minorenne a casa sua, se continua a decidere le sorti dell’Italia nonostante una condanna definitiva, se a lui non viene nemmeno tolta l’agibilità politica e continua ad imperversare nei talk show, se questi sono i nostri “maestri”, non deve farci meraviglia se un uomo in divisa disconosce una condanna di omicidio colposo per aver picchiato a sangue un ragazzino. Non deve meravigliarci se i suoi amici applaudono infangando la divisa che portano.

I cattivi maestri sono pericolosi, sono molto più pericolosi di quanto appaia, insegnano a disconoscere le regole del gioco, a minare l’assetto democratico delle istituzioni. L’essere potenti e impuniti insegna l’uso del potere per la conquista dell’impunità. Insegna la prepotenza, conduce al fascismo.

Chi ridarà giustizia alla madre di Federico? Temo nessuno, perchè la giustizia dell’aula di tribunale è stata insultata in un’aula di sindacato di quella polizia che la legge dovrebbe far rispettare.
Proprio come hanno insegnato certi cattivi maestri che delegittimano la giustizia e ci insegnano che la legge non è uguale per tutti, che possiamo essere scambiati per uno zainetto durante una manifestazione e possiamo frodare il fisco se siamo a capo del governo.

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