Perchè un siciliano sceglie Renato Soru

(immagine dal Web)

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di Nino CHILLEMI

 

Le elezioni europee del 25 maggio sono ormai alle porte, e per chi, come me, non è entusiasta della linea politica del proprio partito di riferimento né a livello nazionale, né ai livelli territoriali, si pone il problema di scegliere come votare, e di prendere una decisione in tempi brevi.

Mi considero un riformista di sinistra, convinto che la proposta di Martin Schulz sia la più vicina al mio sentire politico e la più credibile per dare alla UE le risposte che servono per uscire dalla crisi di sistema in cui è precipitata negli ultimi anni. Appartengo a quella fetta non trascurabile di militanti ed elettori nel PD che continuano a votare questo partito più per quello che dovrebbe essere che per quello che effettivamente è oggi, e, abitando in Sicilia, non ho la fortuna di poter votare Elly Schlein, Paolo Sinigaglia, Ilaria Bonaccorsi, o altri coi quali, in questi ultimi 12 mesi, a livello nazionale ho condiviso il percorso politico tracciato nella mozione Civati.

Volendo però evitare di segnare solo il simbolo, mi tocca trovare motivi plausibili per scrivere il nome di almeno uno dei candidati in lista nella circoscrizione insulare, e per farlo, occorre analizzare la lista, e soprattutto considerare l’accidentato percorso che ha portato alla sua formazione: nel PD siciliano è in atto da mesi una vera e propria guerra per bande, che ha per protagonisti i cuperliani di Raciti e Cracolici, i renziani ortodossi di Faraone, e i crocettiani di… Crocetta, e che, attraverso una deprimente serie di veti incrociati, ha portato all’eliminazione di candidature altamente competitive (Nicolini, Cracolici, Lumia, Scilabra, Raciti), causando un considerevole danno non solo d’immagine, ma anche strettamente numerico-elettorale al partito.

I candidati di punta di questi tre schieramenti sono il magistrato Caterina Chinnici (figlia, di Rocco, ucciso dalla mafia nel 1983) e il giurista Giovanni Fiandaca (ultimamente in prima linea, come un novello Sciascia, contro i professionisti dell’antimafia) per l’area Cuperlo, il sindaco di Agrigento Marco Zambuto (uno che negli ultimi anni, tra Udc, Pdl, di nuovo Udc e infine PD, ha cambiato verso con frequenza e disinvoltura) per i renziani di Faraone, e Michela Stancheris (bergamasca, dapprima assistente di Crocetta a Strasburgo, e in seguito scelta a sorpresa dallo stesso governatore per sostituire Franco Battiato all’assessorato regionale al turismo) per la componente che fa capo al Presidente della Regione. A me, anche senza considerare il fatto che nessuno di loro riesce a convincermi fino in fondo, possono bastare le rispettive appartenenze e la mia ferma determinazione a non partecipare a questa competizione interna tutt’altro che edificante per decidere di non votare per alcuno di questi.

Continuando a scorrere la lista, trovo un solo candidato di alto profilo, con ottime possibilità di risultare eletto, ed estraneo alle suddette logiche di potere siciliane: è l’ex-presidente della Sardegna Renato Soru, imprenditore capace e illuminato, con esperienza e competenza in campo politico e amministrativo.

E’ renziano? Sì, pazienza, ma è uno con una sua storia personale autonoma, uno che deve dire grazie a sé stesso e non all’ex sindaco di Firenze se è diventato quello che è.

E’ sardo? Sì, ma storicamente PDS, DS e PD in questa circoscrizione hanno mandato a Strasburgo esclusivamente siciliani (tra l’altro spesso bravi a promettere, ma di memoria corta nei confronti delle istanze di chi li ha sostenuti in campagna elettorale), e, giusto stavolta che l’altra grande isola esprime una candidatura di indubbio spessore, sarebbe opportuno premiarla.

Voglio mandare in Europa un personaggio di alto livello, e, se toglierà un posto a una delle correnti siciliane, non potrà che farmi piacere. Questo PD siciliano va punito, e per farlo c’è un modo virtuoso, che valorizza una personalità di rilievo, e non penalizza il progetto di Schulz e del PSE: è il voto a Renato Soru.

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Un pensiero su &Idquo;Perchè un siciliano sceglie Renato Soru

  1. Io lo voto invece… si perché è imprenditore capace e illuminato, con esperienza e competenza in campo politico e amministrativo ma soprattutto perché ha saputo, da amministratore, guardare alla sua terra con occhi rivolti al futuro, pensando a ciò che la Sardegna avrebbe potuto offrire alle generazioni future, mettendo in evidenza una lungimiranza che può essere solo di chi nutre un amore immenso per la propria terra.

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