Europa. False e vere soluzioni.

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di Massimo RIBAUDO

Quello che tutti i giornali ed il mondo dei media italiani vi stanno imponendo è una scelta tra due opzioni ugualmente sbagliate.
La scelta presentata è tra il modello neoliberista, che permette a giornali e Tv di sopravvivere alla loro crisi conclamata, e quello che viene chiamato populismo, ma non è altro che il ritorno ad un nazionalismo di tipo autoritario e protezionista.
O bevete il fiele della logica del massimo profitto azionario gestito dalle variazioni causate da informazioni pilotate dai grandi gruppi finanziari ed industriali, oppure avrete il bastone del ritorno allo Stato nazionale gestito sul modello di Viktor Orbán in Ungheria, che garantisce gli oligarchi che lo sorreggono.
Siete confusi, vero ?

Siete confusi dal fatto che vi dicono che Martin Schulz vuole le larghe intese. Non è vero. Se vincesse non ne avrebbe bisogno.
Ma se i giornali e la TV vi dicono che SARA’ costretto alle larghe intese con il partito popolare europeo, voi ci crederete.

Certo. Dovremmo tutti invitare Schulz a cercare collegamenti con la lista di Alexis Tsipras e quella di Ska Keller, ma per far questo ci sarebbero voluti opinionisti ed editori di massa che ne avessero parlato. Nessuno lo ha fatto.

Nessuno quest’oggi parla dell’interessante presentazione del libro di Martin Schulz “Il gigante incatenato” a Bologna, ieri 20 maggio, alla presenza del professor Carlo Galli, deputato della Repubblica, dove si è chiaramente spiegato il conflitto tra le visioni dell’Europa che si scontrano oggi. La visione democratica e socialista del PSE che prevede ammortizzatori, paracadute normativi, per la flexibility dovuta alla deindustrializzazione ed alla finanziarizzazione globale dell’economia, ponendo l’accento sulla security.
Quella che volevano Massimo D’Antona, Roberto Ruffilli e Marco Biagi. E sono stati uccisi.
Contro di essa, la visione neoliberista – ancora egemone nonostante l’evidente sua inadeguatezza a risolvere il problema della scarsità della domanda e della disoccupazione crescente – del pieno e totale potere dei meccanismi finanziari, lasciati liberi, da Stati ed istituzioni europee sempre più ininfluenti, di gestire la transizione tra vecchia e nuova industrializzazione in Occidente.

Carlo Galli è molto preoccupato. I partiti antisistema stanno inquinando le fondamenta stesse del processo democratico. L’unico processo possibile per un nuovo patto sociale con il capitalismo.
Pensiamo al principio di non colpevolezza, ad esempio. Vogliono processi sommari dove l’inquisito debba dimostrare la sua innocenza, e non debba essere l’accusa a provare il contrario. Non vi sembra sconvolgente?
Nigel Farage in Gran Bretagna, Marine Le Pen in Francia, Beppe Grillo in Italia. Protezionismo e nazionalismo autoritario. Le vecchie soluzioni.

L’avidità neoliberista, il capitalismo senza virtù che Weber odiava, è pronto a scatenare il suo assalto sia nell’Europa del Nord che in quella del Sud. Per rendere merce, servizio privato, ogni esigenza umana.

Io ritengo che non si possa riuscire a delegittimare il populismo antisistema, senza delegittimare anche il modello capitalista non democratico affermatosi dal 2001 ad oggi.

Nessun giornale, nessun “capo” politico dei principali partiti italiani ha parlato della possibile, reale, soluzione.
Ha certamente ragione Alexis Tsipras quando afferma che ci vuole un New Deal, una nuova frontiera per l’Europa.
La medicina dell’austerità non ci porta da nessuna parte. Per l’Europa serve un nuovo trattato, un New Deal“. E’ vero. Ma un new deal per cosa? Per proteggere le vecchie economie in perdita? Il vecchio modo di fare editoria, di fare edilizia, di fare impresa? Un new deal per i vecchi imprenditori greci, italiani e spagnoli protetti dalle loro consorterie politiche?

Impossibile.

Nuova frontiera europea è la frontiera della nuova economia dello sviluppo sostenibile e del lavoro.
Del non spreco delle risorse, del consumo consapevole.
Investire? Certo. Ma in ricerca, formazione, innovazione.

Ecco il vero NEW DEAL 4 EUROPE
Un’iniziativa dei CITTADINI EUROPEI

Obiettivi semplici, chiari, definiti.

• Programma straordinario di investimenti pubblici dell’UE per la produzione e il finanziamento di beni pubblici europei (energie rinnovabili, ricerca, innovazione, reti infrastrutturali, agricoltura ecologica, protezione dell’ambiente e del patrimonio culturale ecc.);
• Fondo europeo straordinario di solidarietà per creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani;
• Incremento delle risorse proprie del bilancio europeo tramite una tassa sulle transazioni finanziarie e una carbon tax.

Ne parlano Grillo, Renzi, Berlusconi? Ne parlano i giornali ? No.

Ne parla Giuseppe Civati. I candidati che si riconoscono nella sua mozione Paolo Sinigaglia, Elly Schlein, Ilaria Bonaccorsi, Andrea Pradi, Elena Gentile, Daniele Viotti, Renata Briano, ne parlano Alexis Tsipras e Nichi Vendola, ne parla Gianni Pittella. Firmiamola e sosteniamola tutti.

A questo programma, aggiungerei anche una legge europea di separazione tra banche d’investimento e banche commerciali. Un nuovo Glass-Stegall Act europeo. Perchè il debito degli Stati è stato creato per salvare le banche: dobbiamo ricordare sempre questo.
E istituire livelli maggiori di controllo da parte della BCE (da trasformare in Banca Federale) e di margini di liquidità necessari di fronte all’emissione di titoli e di operazioni OTC.

E’ questa la soluzione. Ma non vogliono farvela conoscere. Né votare.

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