Grazie Mafia!

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di Sil Bi

Mi è venuto spontaneo un titolo così “eccessivo” quando, qualche giorno fa, ho letto una notizia “inspiegabilmente” passata senza troppo clamore sulle pagine dei giornali.
Dal prossimo ottobre, l’Istat modificherà il sistema di calcolo del nostro PIL, includendovi una stima della ricchezza generata dal giro d’affari legato a droga, prostituzione e contrabbando.
Non solo: le spese sostenute dal governo per gli armamenti (ad esempio, per gli F-35) non saranno più considerate “consumi intermedi” ma “investimenti”.
Tutto ciò potrebbe causare un aumento del nostro PIL stimato tra l’1 e il 2%, con una conseguente riduzione del rapporto deficit/PIL (che, come è noto, non può superare la fatidica soglia del 3%).

A parte considerazioni di ordine semantico (in quale senso gli armamenti sono investimenti? Quale ricchezza futura è in grado di garantire un caccia-bombardiere?) e “morale” (a questo punto, perché non includere nella stima anche il traffico di armi?), la notizia mi ha sconfortato perché mi è sembrata un’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia che affligge l’Italia.

Vi sono Paesi in Europa nei quali la vendita delle “droghe leggere” e la prostituzione sono attività lecite: non mi stupisce più di tanto, quindi, che l’UE abbia acconsentito a questa modifica dei criteri di calcolo della nostra ricchezza nazionale. Ma trovo che, a questo punto, sarebbe più corretto legalizzarle anche da noi.
In questo modo, invece, il Paese trarrà un vantaggio (seppure puramente contabile) da queste attività; ma si continuerà a deprecare a parole “la piaga della tossicodipendenza” e a pontificare contro “il mercimonio del corpo femminile”.

Legalizzare il commercio delle “droghe leggere” e la prostituzione darebbe vantaggi molto più concreti della loro semplice inclusione nelle stime del PIL dell’Istat: vorrebbe dire sottrarre alla criminalità organizzata una fonte di guadagno ed avere un consistente ritorno fiscale. Ma, soprattutto, vorrebbe dire iniziare a riconoscere il vero volto della nostra economia: che è fatta in tanta parte di sommerso, di attività illecite, di “si fa, ma non si dice”.

Ad ottobre, nessuno si ricorderà di questa storia. Il miglioramento dei nostri conti sarà attribuito alla ripresa, alla vigorosa iniziativa riformatrice del governo, all’oculata gestione del Ministero dell’Economia.
Naturalmente mi auguro che, da qui ad allora, questi saranno davvero i fattori preponderanti che l’avranno causata: ma se, invece, i “fattori positivi” saranno la vitalità del business illegale gestito dalle mafie o un nuovo acquisto di F-35, vorrà dire che ci staremo raccontando un’altra favola. Una favola davvero triste, mi pare…

 

(immagine dal web)

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