Pensieri di Sinistra (a pugno chiuso)

1975-peschiera-pugni-chiusi

di Giuseppe CARELLA

Non si fa alcuna fatica a riconosce l’autore di queste riflessioni, scritte oltre un trentennio fa. Ho
solo cambiato la parola “comunista” con “Sinistra”. E sembrano scritte oggi.
Ma allora, se sono ancora valide, perché sono cadute nell’oblio?

Da ragazzo c’era in me un sentimento di ribellione. Contestavo,se vogliamo usare una parola di moda, tutto. La religione, lo Stato,le frasi fatte e le usanze sociali [..] Penso che la mia migliore qualità sia quella di non aver abbandonato gli ideali della mia gioventù e di essere
ancora oggi di sinistra, smentendo il percorso per cui si è rivoluzionari a 20 anni, socialdemocratici a 30, moderati a 40 anni, fino ad arrivare con l’età ad essere reazionari e rinnegare gli ideali della propria gioventù
”.

Io le invettive non le lancio contro nessuno, non mi piace scagliare anatemi, gli anatemi sono espressione di fanatismo e c’è troppo fanatismo nel mondo”.

La sinistra ha fatto bene a disfarsi di vecchi miti, a riaffermare la sua piena laicità, ma non può vivere e vincere senza valori ideali, che sono poi quelli di cui il movimento popolare è portatore da sempre – pace, giustizia, eguaglianza ,lavoro, sapere, solidarietà – ma che hanno bisogno di essere diversamente pensati e tradotti perché si applicano a una realtà diversa. Devono ridiventare
anch’essi senso comune

Io considero il movimento per la pace come un fatto di grandissima importanza […] Esso esprime la volontà di milioni di uomini di non lasciare che le questioni fondamentali della loro vita, il loro futuro siano decisi da altri: dai governi, dagli apparati, dai complessi militari-
industriali

I partiti di oggi sono sopratutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, non sono più organizzatori del popolo, sono federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un boss e dei “sotto-boss”.

Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni. Noi di sinistra abbiamo decenni di
storia alle spalle e queste cose abbiamo dimostrato di perseguirle e di farle sul serio: in galera con gli operai ci siamo stati noi; sui monti con i partigiani ci siamo stati noi; nelle borgate con i disoccupati ci siamo stati noi
”.

Non può essere libero un popolo che opprime un altro popolo, scriveva Marx. E potremmo parafrasare così quella affermazione: non può essere libero un uomo che opprime una donna

Queste riflessioni sono di un solo autore, dette e scritte nel corso della sua militanza politica.

Prossimamente se ne potranno aggiungere altre, di altri uomini, anche da parte di chi legge questa pagina. Occorre ribadire che questi pensieri sono intramontabili e sono il manifesto per la Sinistra.

Potrebbero anche diventare il manifesto dell’incontro di popolo a Livorno del prossimo Luglio, per far ripartire una nuova sinistra. Impossibile che qualcuno abbia da obiettare anche su una sola virgola delle citazioni riportate.

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