Il multilevel marketing non funziona in politica

Tupperware

Un partito non è la Tupperware

di Giuseppe CARELLA

Ci sono diversi modi per coagulare il consenso politico ed elettorale. Uno è quello che si basa sul rapporto di fiducia fra un leader o una organizzazione politica e che si costruisce faticosamente con la condivisione della proposta giorno dopo giorno, attraverso rapporti intrisi di coerenza e trasparenza. Lo si fa lavorando strada per strada, casa per casa, e pagina fb per pagina fb.
Un altro, più facile è quello basato sulla tecnica dei vasi comunicanti, o altrimenti detto, della vendita multilevel.


Credo sia abbastanza conosciuto e non necessita di particolari spiegazioni: si articola su una serie di soggetti che a cascata, sono raccoglitori o controllori di consenso, basato sulla promessa che quel consenso prima o poi darà una qualche utilità a ciascun controllore o raccoglitore. E’ la strada più facile, come detto, la più rapida. Solo che ha un difetto, costitutivo, nel multilevel. E’matematicamente impossibile che tutti i partecipanti possano effettivamente guadagnare una utilità. Alla fine della catena, che non può essere infinita, si trovano coloro che ci rimettono e fanno guadagnare tutti gli altri. Chi ci rimette è, in generale, la parte più numerosa, mentre a guadagnarci sono un numero limitato di persone.

Chi sceglie il secondo metodo deve necessariamente essere privo di scrupoli, perché a conoscenza di come funziona la giostra: egli sa che pagheranno i più deboli e perché la cosa funzioni sceglie di circondarsi di persone altrettanto prive di scrupoli e così via. Mi è capitato una volta di partecipare , invitato da un amico, a una di quelle convention multilevel per diffondere il “verbo” e catturare nuovi soggetti alla causa.

E’ uno spettacolo impressionante: sul palco alcuni dei leader che si raccontano di come, dal nulla, abbiano fatto fortuna, siano diventati benestanti e come ciascuno in platea ha la stessa possibilità, a condizione che sappia riunire intorno a sé altri gruppi ai quali trasmettere il verbo e diffonderlo. Il tutto fra urla di giubilo e occhi increduli fissati su immagini di auto e barche di lusso, viaggi e vacanze da mille e una notte. I più deboli cedono e dopo le urla, inebetiti, sottoscrivono i contratti arricchendo così il promoter di facili illusioni.

Funziona così, oramai, anche la raccolta del consenso, soprattutto elettorale.

Magari il leader assoluto sarà anche in buona fede, ma chi lo circonda e dei quali egli si fida, non è disposto ad aspettare una vita per raggiungere l’obiettivo. E quindi si mette alla caccia di coloro che in ogni dove sono detentori di consenso e di pacchetti di voti o di tessere, nulla importandogli di chi siano, di dove e con chi sono stati fino a quel momento, di cosa abbiano detto o fatto, soprattutto di cosa faranno dopo una volta insediati nei posti di comando ai vertici di qualsiasi cosa, a qualsiasi livello e di quale coerenza intellettuale possano costoro avere con la proposta del leader.
Può accadere così che chi sta a fianco del leader individui sul territorio un personaggio detentore di pacchetti voti o tessere, il quale a sua volta fa derivare il suo consenso da altri detentori dello stesso genere. Poco importa che alla fine vengano proposti alla guida di una struttura politica personaggi che fino a poco tempo prima militavano in campi avversi, opposti, che abbiano ricoperto cariche e incarichi e che in tale veste non si siano distinti particolarmente. Assicurano voti, solo questo conta.
Perché “dobbiamo diventare classe dirigente” urla qualcuno ai piani alti. Ecco, solo quello conta: diventare classe dirigente, occupare postazioni ,non importa il prezzo. E’ stato messo in conto che un prezzo lo si dovrà pagare.
Attenzione, però, perché il passo è breve tra la raccolta del consenso attraverso un multilevel eticamente e moralmente riprovevole ma tutto sommato confinato ancora ai confini estremi della legalità, e la raccolta del consenso nelle modalità che abbiamo spesso letto in regioni del sud (ma anche da altre parti): i pacchetti di voti controllati da associazioni a delinquere, intendo. E’ accaduto e può accadere sempre, può essere allettante farlo in momenti in cui si teme di perdere il controllo del consenso medesimo.

A questo punto mi piace porre un quesito: quale dei due modi sopra descritti è di sinistra? Risposta facile: il primo, quello che si basa sul convincimento, condivisione, partecipazione etc etc.
E se un leader o una organizzazione o un partito che si dicono di sinistra di fatto attuano il multilevel sono ancora di sinistra?
La mia risposta è NO.

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