Un’idea per il prossimo Politicamp

tre

di Massimo RIBAUDO

Un portatessere (io ci metterò quella dell’Avis e della Coop), un progetto concreto di battaglie trasversali con il contributo di tutte le formazioni politiche di Sinistra – che non si chiudono più in gruppi autoreferenziali e conventicole – per i diritti individuali e per quelli comuni, un’associazione per farlo: “Possibile”.
E quel popolo della Sinistra che esiste, che si comprende, che si abbraccia con tessere ed idee diverse, ma finalità ed orizzonti comuni, così ben descritto da Celeste Ingrao.
Gli abbracci, i saluti, le strette di mano, l’ascoltarsi, il rispondersi con chiarezza e coerenza.
Questo è quello che porto con me tornando da Livorno, ed è ciò che è riuscito a realizzare ed organizzare Giuseppe Civati e tutto il suo gruppo. Gli va detto “grazie”.

In una fase storica come quella che stiamo vivendo, dove si tende solo a legittimare l’autoritarismo delle elités politiche ed economiche decadute,  si sono trovate le parole e gli atti concreti per dire che una Sinistra è possibile.

E c’è già la voglia di partecipare ad un altro Politicamp. Bello come questo, partecipato anche più di questo, e con l’unico elemento che ancora manca, ma che renderà la Sinistra italiana veramente possibile. Essere europea.

Perché, sarebbe sbagliato nasconderselo, la Sinistra politica è in crisi in tutta Europa. E lo hanno dimostrato anche le ultime elezioni europee, se fossero state lette come tali e non come un mandato plebiscitario al Presidente del Consiglio italiano.

Nessun partito socialista o socialdemocratico europeo ha ancora compiutamente risposto alle domande fondamentali di questa era globale, gestita da flussi finanziari senza più controllo pubblico.

A Livorno ci sono state buone domande ed alcune risposte concrete. Vanno condivise. Con chi? Con i Verdi tedeschi e Ska Keller, con Alexis Tsipras, con Pablo Iglesias e Podemos, con l’SMC sloveno di Miro Cerar. Con chi, ormai, ha compreso che non avremo più fabbriche ed uffici per gestire il lavoro, e quindi è prioritario chiedersi cosa è LAVORARE, VIVERE DI SALARIO, nel XXI secolo, creando un territorio comune tra GUE e PSE che abbandoni il lunghissimo novecento, e risponda. Prima che lo facciano i populismi antisistema che, come unica risposta, smantelleranno la democrazia e le istituzioni di tutela delle minoranze. Costano troppo. Un pensiero angosciato va però al fatto che il Segretario del Partito Democratico sta di fatto aiutando e promuovendo questa opera di smantellamento. E non si può restare insensibili a questo.

Il Partito Democratico si sta rendendo complice di questo snaturamento delle istituzioni rappresentative in organismi plebiscitari. Va contrastato. E questo conflitto va spiegato a tutti i livelli: da quello europeo, a quello locale, dove ritengo sia molto difficile chiedere ad un elettore di votare per un partito che stai criticando aspramente per la sua azione di modifica dell’ordinamento costituzionale.

Meglio esprimere le energie per cercare soluzioni globali (e complesse) a problemi globali (e complessi).
E cercarle insieme in 28 paesi europei. Questo, anche grazie alle energie e competenze di Elly Schlein, Daniele Viotti, Renata Briano, Elena Gentile, i nuovi parlamentari europei che si riconoscono nella mozione di Pippo Civati. 28 paesi che vorrei tutti rappresentati nel prossimo Europe Politicamp.
Ep. Come #èpossibile.

Annunci

Un pensiero su &Idquo;Un’idea per il prossimo Politicamp

  1. L’ha ribloggato su Exult49's Bloge ha commentato:
    Credo che liberarci dalle inutili diatribe interne spostando il fulcro della discussione su temi europei,temi di tutti, possa aiutare la sinistra a ripensare seriamente a cio’che vuole essere.Da grande.Il percorso della Link in Germania e’molto simile all’evoluzione negativa di Sel.Allocazione delle risorse,Redistribuzione della ricchezza,Demografia.Quest’ultima poi e’fondamentale per comprendere il cambiamento avvenuto in Italia e Germania negli ultimi 20 anni In Italia la classe d’eta’15 /29 anni conta oggi circa il 15% del totale.Negli anni’70 il 25% cioe’1/4 del totale .In Germania lo stesso.Intendo dire che i targets sono profondamente mutati e non c’e’ricambio.Per non parlare dei temi che divengono sempre piu’specifici,distanti dal quotidiano,dal comune sentire .Ecco perche’riempire la politica di temi “non politici” e’fuondamentale.Il panorama europeo puo’rappresentare un nuovo modo di aggregazione , investire sui problemi comuni dal basso.Promuovere consenso attraverso la condivisione dei problemi.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...