Ma che piccola storia ignobile

Sono state celebrate oggi in Nuova Zelanda le prime nozze gay

di Massimo RIBAUDO

Cosa fa il capodelegazione di un partito a Bruxelles?

La neoeletta Patrizia Toia, capodelegazione del Pd al Parlamento Europeo, non ha dubbi: “La delegazione del Partito democratico è costituita di 31 personalità eccellenti, con storie molto forti. Ora – dice – queste eccellenze devono diventare una squadra”.

E’ un allenatore, un coordinatore, un mediatore, un portavoce nei confronti del gruppo S&D e le altre delegazioni dei partiti nazionali ed europei.

Vediamo quindi di conoscere questo nuovo allenatore del Partito Democratico a Bruxelles.

Non era molto concorde con la Relazione Estrela. “Nel merito della Relazione Estrela, che non è stata messa in votazione, personalmente avremmo votato contro alcuni punti: vi era infatti un impianto troppo concentrato sull’aborto, delineato quasi come un diritto fondamentale della persona, e poco al sostegno della maternità.
Altro punto negativo era la formulazione sull’obiezione di coscienza: riteniamo che l’obiezione sia uno dei diritti da garantire agli operatori sanitari, come da garantire è l’accesso a tutti i servizi previsti dalla legislazione, aborto compreso”. (Nota su Facebook del 13 dicembre 2013). E ha fatto in modo, con la propria astensione, che fosse approvata una relazione del PPE molto più “a destra”.

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Hebron, questa è la mia terra

(dalla Redazione)

Proponiamo un video che è stato postato su Facebook, dalla pagina ufficiale di Vittorio Arrigoni.
Troviamo che sia un documento a dir poco sconvolgente e vi riportiamo alcuni passaggi fondamentali.
Il video dura circa un’ora e pensiamo che sia indispensabile vederlo interamente per poter capire esattamente chi siano i coloni e come viva la propria esistenza un palestinese ad Hebron.

• URI AVNERY – (ex parlamentare israeliano)

“In ogni altro paese, 500 persone che ne tengono in ostaggio e vessano 160.000, verrebbero chiamati fascisti.
Loro che sono arrivati 30, 40, 50 anni fa dall’Europa, considerano gli abitanti di Hebron come stranieri e loro vivono lì da 5000 anni.”

“L’israeliano medio non ha idea di cosa succede là. Non lo sa e non lo vuole sapere. Qui (a Hebron n.d.r.) succede quel che è successo a noi, nel momento più buio della nostra storia. Dopo che era finito tutti dicevano: “Non lo sapevamo, nessuno ce l’ha detto.”
Certo che non lo sapevano, perchè non volevano saperlo.”

 

 

• YAHUDA SHAULI – (Ex militare dell’esercito israeliano, oggi guida i turisti a Hebron per mostrare il vero volto dei coloni)

“…All’inizio quando siamo andati nel centro storico, siamo rimasti tutti shoccati. Dovevamo “sterilizzare” le strade per farci passare solo i coloni e proibire il passaggio ai palestinesi. Dovevamo sempre imporre coprifuochi ed invadere le case. Per strada vedevamo dei graffiti che ricordano la Germania di una volta.
Come: “Arabi nelle camere a gas”; “Fuori gli Arabi” con la stella di David. Un gruppo di noi non voleva prestare servizio ad Hebron. Eravamo shoccati, non riuscivamo a crederci.
Ad Hebron valgono due regole: devi proteggere i coloni e non arrestarli se li vedi attaccare i palestinesi.”

 

• DAVID WILDER – (Portavoce dei coloni di Hebron)

“Non è un militare, Yahuda Shauli che guida le visite, in qualsiasi paese normale sarebbe processato e impiccato (come traditore n.d.r.). Sfortunatamente Israele non ha ancora raggiunto questo livello di giustizia.”

 

•  GOSIAME CHOABI – (Sudafricano volontario nell’Ecumenical Accompaniment Programme)

“Come nero del Sudafrica non riesco a capire quello che Israele sta cercando di fare ai palestinesi. Alcuni hanno paragonato i due scenari ma per me sono incomparabili. Non avevamo muri alti, un’unica via di accesso e di uscita, nè strade solo per quelli di un’altra etnia. Potevamo tutti muoverci nelle stesse città ed entrare negli stessi negozi. La situazione qui non è paragonabile. Spesso lo chiamano ‘apartheid’ ma qui è molto peggio. E’ veramente angosciante.”

 

• HAMED QAWASMEH – (Residente palestinese)

“Se ancora credono di essere il popolo eletto beh, noi non crediamo che Dio sia un agente immobiliare che dice: “Questa terra è per voi, ragazzi e questa per voi”. Se Dio c’è, uno dei suoi grandi meriti è di essere giusto. Non dirà certo: “Questo è il mio popolo e gli altri sono spazzatura”. Questo non solo noi palestinesi, nessun altro accetterebbe di essere trattato come bestie e non solo, si prendono pure le nostre terre e ci deprivano dei nostri diritti. Nessuno, nessuno lo accetterebbe.”

 

• GIDEON LEVY – (giornalista israeliano)

“Se fossi un palestinese…Quando si vede Hebron e quello che gli sta accadendo, si può giungere ad un’unica conclusione. I palestinesi sono tra le persone più tolleranti e meno violente al mondo. Chiunque altro esploderebbe in una situazione così.”

“Come diceva Golda Meir, dopo l’Olocausto gli ebrei possono fare tutto quello che vogliono.
I diritti umani sono roba da salotti europei, per noi.”

 

• JESSICA MONTELL – (Organizzazione Israeliana Diritti Umani)

Per le leggi internazionali le colonie sono illegali. I cittadini israeliani non dovrebbero vivere ad Hebron. E’ territorio occupato, gli occupanti non possono viverci. Se poi si confronta questo con la realtà di Hebron ci sono poche centinaia di coloni e migliaia di palestinesi che stanno pagando un prezzo molto caro con restrizioni di movimento, violenze e soprusi a causa di una piccola popolazione di coloni. Insomma, se tutte le colonie vanno rimosse è chiaro che Hebron deve essere la prima.”

 

(grazie alla pagina Facebook di Vittorio Arrigoni per averlo proposto)