Non ho confini

walking

di Giuseppe CARELLA

Vera o falsa che sia la notizia che i capi di Hamas siano milionari e vivano nel lusso, non sposta di un millimetro l’idea che ogni guerra è voluta ed è funzionale solo all’interesse di pochi, e si basa sempre su interessi economici o per la conservazione di posizioni dominanti. Non vi è e non vi può essere alcuna altra ragione. Sono false, ipocrite le motivazioni ufficiali basate sulla difesa di identità culturali, religiose, territoriali e altro ancora.

Ho da tempo maturato l’idea che questo nostro piccolo mondo, suddiviso in centinaia di stati, in realtà gli unici confini che ha all’interno di esso sono quelli naturali , dei fiumi, dei monti, dei mari. E all’esterno, l’unico confine è quello della atmosfera terrestre. Negli infiniti universi che non conosciamo, la Terra è un pallino piccolissimo, insignificante, sia pur splendida, che l’avidità umana sta inesorabilmente distruggendo.

In questi giorni dell’estate 2014 assistiamo con un senso di impotenza che ossessiona il cervello, al massacro di vite umane, non importa se civili o meno. Sono esseri umani, adulti, vecchi, bambini. Uccisi mentre giocano o sono in ospedale a curarsi, mentre volano ignari nel cielo per lavoro, svago o per affari.

Quasi 600 morti ad oggi 22 luglio, nell’indifferenza generale.

Palestina. Un piccolo lembo di questo nostro piccolo mondo, che i guerrafondai di entrambi i fronti da oltre 60 anni hanno trasformato in un infinito campo di battaglia. Uno Stato che prima non esisteva, creato in nome di una religione e di una ingiusta persecuzione, oggi pretende di annettersi tutto per difendere il proprio credo religioso. E allora perché non riconoscere ad ogni confessione religiosa, piccola o grande, il diritto di essere nazione?

Sull’altro fronte pazzoidi criminali che combattono una guerra infinita con la pretesa di eliminare fisicamente esseri umani di un credo religioso diverso. Affermano di voler difendere, con le unghie e con i denti, quei confini che gli sono stati sottratti, piano piano, un pezzo alla volta. E noi facciamo finta di credere all’uno o all’altro. O forse ci crediamo per davvero.

E non ci poniamo la più banale delle domande: CHI ARMA ENTRAMBI? Come è possibile credere che armi e munizioni dai costi proibitivi siano nelle mani di poche decine di uomini, in quantità infinite e che tale disponibilità sia dovuta alla provvidenza? E lo stato israelita che dispone delle più costose tecnologie militari, grazie a chi? Chi paga entrambi? Quali interessi nasconde in realtà l’assurda guerra che nessuna delle due parti vuole fermare?

Sulla Terra non vi sono confini politici o religiosi, sono una invenzione degli uomini, una sporca invenzione. Dovremmo cancellare dal vocabolario universale la parola PATRIA, perché essa è causa di milioni di morti ad ogni latitudine. Deve essere compito della sinistra del duemila liberare il genere umano dalla schiavitù ideologica del concetto di patria. Anche la sinistra del passato ha le sue responsabilità per aver essa stessa abusato di questa parola.

Abbiamo combattuto battaglie contro l’imperialismo, per la libertà di popoli oppressi e sfruttati dal capitalismo senza scrupoli. Spesso è accaduto che a quell’imperialismo se ne è sostituito un altro, che ha voluto schiavizzare e sottomettere altri popoli che solo apparentemente erano fratelli politici e ideologici.

E’ ora di liberarci definitivamente di tali fardelli ideologici e iniziare la nuova battaglia, l’unica possibile: il governo democratico del mondo.
Che abbia come scopo prioritario la sua difesa dalla distruzione che il capitalismo selvaggio sta inconsapevolmente(?) attuando.
Che si prefigga di permettere le condizioni minime di sopravvivenza degli esseri umani in ogni parte.
Che attui politiche internazionali atte ad evitare che il pianeta sia soffocato dal suo stesso inquinamento, che i territori siano devastati da cataclismi che tutto sono fuorché naturali ed inevitabili.
E’ utopia allo stato puro: sarà la più prevedibile delle obiezioni.

E’ sempre stato così. Era utopia che un uomo come Mandela liberasse la sua gente dal più crudele dei razzismi. Era utopia che il commercio legale degli schiavi venisse abolito. Era utopia che i lavoratori dei campi e delle fabbriche conquistassero diritti impensabili.

Le utopie esistono perché si realizzino. #E’POSSIBILE

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