Qualcuno E’ ANCORA di SINISTRA

Unità 2

 

di Ivana FABRIS e Massimo RIBAUDO

Difficile pensare che la scelta di non salvare l’Unità non contenga un preciso simbolismo.
In questo passaggio della nostra storia repubblicana, chiudere il giornale fondato da Antonio Gramsci -che è sempre stato l’organo di stampa del Partito Comunista Italiano e della sinistra storica- ci appare come un chiaro e inequivocabile messaggio.

La sinistra italiana, così come l’abbiamo sempre conosciuta, a tutti gli effetti non esiste più e chiaramente non esiste più il suo partito.

A questa argomentazione qualcuno (anzi, più di qualcuno) oppone che siano cambiati i tempi, che quel modo di essere sinistra è superato, che una sinistra concepita come la impostò Bordiga prima e fino a Berlinguer poi, non avrebbe senso oggi.
E in virtù di questo, una volta di più, si cede alla narrazione che induce a buttare il bambino insieme all’acqua sporca. Uno sport molto praticato nel nostro Paese che della manipolazione è vittima e complice.

E’ indubbio che la sinistra di Enrico Berlinguer oggi non avrebbe significato, ma alienare progressivamente, nell’immaginario degli italiani, cosa voglia dire essere di sinistra ed essere una sinistra di azione oltre che di governo (non ci stiamo confondendo, oggi ci riteniamo una sinistra di governo ma nell’azione siamo altro) è una scelta voluta e determinata da tempo, proprio per scardinare una forma mentis esistente nella base elettorale e militante della sinistra stessa da quasi un secolo.

Guardando i fatti, difficile non pensare che esista un progetto preciso che mira ad un cambiamento antropologico e ci teniamo a sottolineare, anche, che sia ora di smettere di tacciare di complottismo chiunque osi fare un minimo di analisi dei fatti.
Occuparsi di politica seriamente, richiede soprattutto analisi e visione e spacciare per complottista chi si permette di farla, significa prestare il fianco a chi vuole che nella massa non ci sia pensiero critico.

A nostro modo di vedere, il Pd sta sistematicamente dimostrando che si vuole a tutti i costi una gestione condivisa del potere, che si vuole instillare a goccia lenta, affinchè rimanga scolpito per sempre nella mente degli italiani, il concetto che destra e sinistra siano uguali.
Domandarsi il perchè non solo è il minimo richiesto quando ci si occupa di politica, ma è doveroso.
Quindi ci rivolgiamo a tutti voi: perchè si vuole annullare una differenziazione così essenziale e oggettivamente presente tra l’essere di destra e l’essere di sinistra?

Ma non solo. In un paese democratico, la presenza di una forza di destra e di una di sinistra, è connaturata al processo democratico.
Perchè si vuole con ogni mezzo alterare questo equilibrio annullando le differenziazioni e andando continuamente verso un Partito Unico della Nazione, come sta accadendo ormai da anni?

Ci preme molto che si apra un dibattito in merito tra di noi.
Ognuno può dare un suo contributo. Ovunque: tra la gente, in famiglia, con i propri amici e conoscenti, nei circoli Pd, in rete, in qualunque luogo esista uno spazio di discussione e, laddove non ve ne sia, crearlo.

E’ il momento di parlare e parlarne senza avere più paura delle parole, se non vogliamo essere complici di questo progetto.
E’ il momento del coraggio, quel coraggio che ha sempre contraddistinto la gente di sinistra.
Chiunque si ritenga ancora tale, a questo punto sa quale sia il suo dovere civile e politico.

(foto dal web)

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2 Pensieri su &Idquo;Qualcuno E’ ANCORA di SINISTRA

  1. Ivana & Massimo , colgo al volo l’occasione rilanciandola come un boomerang. Ho commentato proprio questa mattina : stupido meravigliarsi della morte dell’Unità , quando il PD stesso , mandante di questa morte, è deceduto a sua volta con l’arrivo in Segreteria di gran carriera del boyscout e di tutti quei cooptati che ne hanno facilitato l’ascesa .
    La sinistra c’è, c’è sempre stata e sempre ci sarà……
    Sul mio blog per un’ anno intero, fino alle Europee, ho cercato di esaminare le convulsioni di un partito sull’orlo di una crisi di nervi che poi ha partorito il diversamente abile segretario/presidente..

    Il voto delle europee per il sistema proporzionale, per la diversità stessa del dato politico , si è volutamente interpretato come la vittoria assoluta. L’astensione ricordo è stata del 48%.
    La situazione della destra in profondo stato comatoso e quella del M5S, percepito come inadeguato, come d’altronde ha poi dimostrato, hanno “aiutato” il PD.
    Tutti poi , tratto tipico dell’italianità, sono saliti sul band wagon.

    La mia del tutto personale impressione è che questo areopago renziano mostra già enormi debolezze . In particolare l’ incapacità, assenza politico- negoziale che è l’humus stesso della politica intesa come selezione delle migliori idee e progetti.
    Scontrarsi conduce sempre a contraccolpi.
    La comunicazione non è tutto . L’evidenza di una mancata risposta ai bisogni primari dei cittadini, Lavoro/Economia disconosciuti dai media. In rapporto a questi temi che vengono messi in sordina ciò dimostra che nonostante i 5 Gruppi editoriali maggiori che controllano la stampa , il problema dei problemi resta un macigno!

    Su questi temi : lavoro , diritti soggettivi, eutanasia, unioni civili occorre riposizionarsi per smuovere gli individui. Individui che sono anche cittadini, ma che in un teatrino in cui si sentono solo spettatori non si attivano, non partecipano.
    Ecco quindi che si può vincere su temi “non politici” che vengono vissuti come politichese.
    E qui si pone un’ altro problema, la demografia del paese.
    Uno dei peggiori errori della sinistra. Lasciando perdere i soliti affondi cultural /etico/elitisti, i giovani che da sempre sono stati lo zoccolo duro , sono oggi (dai 15 ai 29 anni) il 15.4% dell’intera popolazione.
    Sono e si sentono ignorati dalla politica e reagiscono a questa di conseguenza.
    E poi ci sono gli over 55 cioè tutti noi, ex sessantotto , o giù di lì . Ecco, tra questi che sono oltre il 25% della popolazione ,elettoralmente quasi il 30%! Certo voi mi direte ma quanti sono tra questi di sinistra.
    Pochi , per cultura, per istruzione, per qualità del vivere.

    Ma notate che molti di questi sono alienati dalla politica. L’alienazione proviene dalla nostra storia degli ultimi due decenni. La nemesi che abbiamo vissuto. Dallo Stato Moloch, alla sua quasi assenza . Il berlusconismo ha praticamente dato la stura al più bieco individualismo , già presente tra le prime caratteristiche nazionali.
    Ma distruggendo quel poco di solidarietà che abbiamo avuto fino ai primi anni ’80.
    Ecco mi viene da pronunciare il concetto Rifondazione.
    Senza riferimento alcuno al movimento passato.
    No, intendo che il significato intrinseco della sinistra è fondato su etica e distribuzione più equa della ricchezza finanziaria e patrimoniale del paese.
    Una diversa allocazione delle risorse che allarghi la base economica della piramide e possa rilanciare l’economia .
    Ecco, manca l’offerta politica che ponga temi seri alla ribalta.

    La domanda , mi risponderete, non si vede. Ma esiste.
    Occorre ricercarla , coinvolgerla sapendo bene che si debba essere credibili.

    Sul territorio la situazione socio-economica è pessima. Lo sarà ancor più a fine anno. Una manovra da 20 miliardi ci attende .
    Renzi sarà un uomo finito entro primavera. Elezioni? O a primavera, o in autunno in condizioni peggiori dell’ottobre 2011.

    La destra non sarà pronta, così come non lo sarà la sinistra.
    Conto però per allora di vedere due partiti a sinistra.
    Non un band wagon.
    Non solo perché un PD, unico partito, non supererebbe il 30%, e quindi presterebbe il fianco ad una coalizione a destra tra ex forzisti, leghisti e , forse, NCD.
    Quindi non comprendo neanche la strategia degli attuali eunuchi.
    Da soli perdono al secondo turno!
    Con una sinistra nuova e territoriale si può giungere ad un 12% .

    Questa è la mia visione. Una sinistra di governo , che non compia rigetti tipo Link. Una sinistra che conti in una coalizione di un partito democratico centrista , che abbia dignità e peso politico all’interno della coalizione.
    Mi direte che non c’è tempo…. L’M5S è lì a dimostrare che non è vero. l’enorme astensione deve essere riassorbita. I mezzi oggi esistono . Con metodo ed intelligenza si può. E ne sarei fiero . Riuscire a veder questo paese riprendere il cammino europeo e gestire il proprio destino.

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