Lettera aperta a Pippo Civati

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di Andrea NOBILE

 

Ciao Pippo, ti do del tu come si conviene a chi sta dalla nostra parte.
E per “nostra parte” intendo non un assembramento, una bandiera o un partito. Intendo quella parte ideale dove è permesso continuare a sognare a sinistra.

C’è un sacco di gente che ti chiede quando ti deciderai a venir via dal PD. Io ho in mente di chiederti qualcos’altro, qualcosa di molto più ambizioso. Non mi interessa molto sotto a quale vessillo alloggerai.

Se guardo a quanto avviene da alcuni anni a questa parte, mi pare sciocco pensare che sia la “costruzione di un partito” la strada maestra per trovare il farmaco adatto a curare il malessere che ci ha travolti. Un malessere che viene da lontano e che tutti vorrebbero curare in un attimo, con un colpo di bacchetta magica, senza impegno di passione e di intelletto. Un malessere che ci ha appiattiti nella speranza che un uomo forte ci guarisca dai disastri di un ventennio “pieno di vuoto”.

Non mi interessa proprio se e quando uscirai dal PD. Come ti dicevo, ho in mente di chiederti qualcos’altro, qualcosa di molto più ambizioso.
I partiti non esistono più. I partiti che erano un contenitore di ideali, di convinzioni e di princìpi, ora sono solo cartelli elettorali simili più alla raccolta punti di un supermercato che non a dei laboratori di speranza.
Mi interessa tornare alla realtà. Quella realtà figlia di chi la sinistra l’ha coltivata e non proclamata, quella realtà figlia dei sogni e non schiava delle abitudini.

#Èpossibile, certo che è possibile! È sempre stato possibile, e lo è stato anche e soprattutto quando il partito della sinistra era davvero di sinistra. Quando le battaglie vere si combattevano nelle scuole, nelle fabbriche e nelle piazze.
E allora siamo noi che dobbiamo credere in questo possibile, smettendo di ambire ad una percentuale e riprendendo per mano quelle che sono da sempre state le nostre armi di difesa più efficaci. Presidiando fabbriche asservite a referendum/ricatto per seppellire le conquiste sindacali, riempiendo le piazze di fronte al genocidio di un popolo che soccombe alla prepotenza delle armi, riconquistando le scuole e la cultura per ridare un futuro ai nostri figli.

Tutte cose che sono la storia della sinistra e che la sinistra ha smarrito per strada. Alla ricerca di un partito di sinistra abbiamo trovato un cartello elettorale liberticida ed abbiamo perso la nostra identità.
Sono molti anni che il nostro voto non conta più nulla, che i governanti non sono espressione della volontà dell’elettorato.
Oggi si vuole addirittura sancirlo per legge ed è sacrosanta la battaglia di chi, come te, si oppone allo scempio.

Ma ancor più urgente è la riconquista degli spazi sociali che abbiamo ceduto ai saldi di fine stagione e al grande fratello. Ancor più urgente è riaprire una discussione vera a sinistra per riappropriarci di parole, gesti e comportamenti di cui siamo stati espropriati.

Per comprendere che ciò che sta facendo oggi il Partito democratico è ciò che nemmeno le destre son riuscite a fare.
Per avere ben chiaro in testa che la definizione della parola democrazia è: “Forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce a ogni cittadino la partecipazione in piena uguaglianza all’esercizio del potere pubblico.” (Enciclopedia “bolscevica” Treccani)
È possibile, oggi più che mai. Ma è possibile al di fuori dei partiti, soprattutto di questi partiti. È possibile dove vive la tua gente e non dove vive “quella gente”.

Per inciso, caro Pippo, tutto questo te lo scrive chi non ha mai votato PD nè si dichiara “Civatiano”, ma di chi riconosce in te una speranza e non vuole perderla. Perchè chi ti “tira per la giacchetta” non è la gente come me, ma chi continua a ragionar di percentuali e di posti di potere inquinando le tue idee.
Perchè le idee sono tutto ciò che ci rimane. Allora te lo scrivo.

 

(foto dal web)

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8 Pensieri su &Idquo;Lettera aperta a Pippo Civati

    • Caro Andrea nobile, non capisco la tua proposta a Civati.Uscire dal Pd e poi? Fare un piccolo partito tipo Ingroia, tipo Sel, Tipo bertinotti? quindi in pratica annullarsi.Io invece sono una civatiana e penso che Pippo debba rimanere dentro a combattere nel PD.Le sue ,le nostre idee si stanno affermando sempre più.e vedrai che prima o poi si affermeranno maggiormente perchè sono le più vere per la sinistra,le più giuste.Io penso che questa ubriacatura renziana passerà.Bisogna andare avanti e combattere con coraggio come stanno facendo i cosiddetti dissidenti.

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      • Cara Riccarda, a noi non sembra proprio che Andrea Nobile stia chiedendo a Civati di uscire dal Pd. E, quando proprio si dovrà creare una grande Sinistra unitaria (perchè sarà necessario e ce ne accorgeremo presto tutti), questa dovrà essere basata su battaglie concrete, sulla rappresentanza di classi sociali, non su nomi.

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      • “Non mi interessa proprio se e quando uscirai dal PD. Come ti dicevo, ho in mente di chiederti qualcos’altro, qualcosa di molto più ambizioso” Scusami Riccarda, a me non sembra proprio che Andrea proponga a Pippo di uscire dal PD. E’ chiarissimo. P.S. #sonoiscrittoalpdpercolpadicivati! 🙂

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  1. Per me è’ ora di creare un soggetto politico di sinistra. Non mi interessa se sia un partito, un movimento o qualcos’altro. In questa organizzazione di sinistra vorrei elaborare insieme a tanti altri un programma di sinistra senza le mediazioni con gli ex democristiani del PD. Rivendicare i diritti civili, stop al consumo del territorio, contro il conflitto di interessi, contro il falso in bilancio, una vera legge anti corruzione etc. Etc, senza se è senza ma. Con questo programma vorrei contare nelle istituzioni e agire senza troppi condizionamenti per avviare un vero programma per salvare il Paese dalla bancarotta, come siamo adesso…

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  2. Pingback: I giovani in politica | Essere Sinistra

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