Un movimento da organizzare. I sindaci disobbedienti.

venariareale

di Gianni MARCHETTO

In quel di Venaria Reale (dove abito), in provincia di Torino, si voterà per le amministrative la prossima primavera. Mi pare, quindi, sia tempo di stilare programmi (per tutte le forze politiche). Generalmente sono ben fatti, pieni di buoni propositi. Personalmente ho contribuito al programma di SEL.

Mi sono stati chiesti due contributi, uno sul Welfare e uno sul Lavoro. Ho fatto il mio compitino e adesso è agli atti. Per fare il programma della nuova giunta bisognerà fare tante riunioni per trovare la mediazione sul documento finale. Epperò…

Mi sa tanto che, anche se ben ben fatti, precisi, alla fine della fiera rimarranno sulla carta. Così come è stato del programma di questa consigliatura. A Venaria c’è una giunta di centrosinistra con Sindaco un medico esponente dell’Italia dei Valori. Perché chi li ha stilati (e approvati) è uno che bara? Ma no!
È che uno qualsiasi di questi programmi “non fa i conti con l’oste”: i due patti di stabilità, il primo (esterno) voluto dai burocrati della UE, il secondo (interno) voluto, accettato, da qualsiasi governo in carica nel nostro paese, che nei fatti si traduce nel fare diventare dei “gabellieri” i nostri futuri amministratori.

C’è un test da fare il primo giorno di insediamento della nuova consigliatura. Ed è il seguente: il Sindaco (e ogni assessore) nel momento in cui si siederà sul suo scranno come si sentirà? Come un AMMINISTRATORE o come un DELEGATO? Se si sente come un Amministratore siamo alla “coazione a ripetere”: i tagli lineari, far quadrare i conti (non nostri) e un eccetera sconfinato. Se invece si sentirà come un Delegato, forse siamo sulla strada giusta: Delegato dei propri cittadini (che in maggioranza lo hanno eletto) nei confronti di altri interlocutori e controparti (la Regione, lo Stato centrale, le organizzazioni datoriali, ecc.).

In pratica si tratta di contrarre un altro “patto di stabilità”: quello con la propria cittadinanza i cui problemi, BISOGNI, devono venire sempre prima di ogni altro patto. Per fare questo, ovviamente, occorre avviare con coraggio e determinazione un percorso di PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA con i propri cittadini, di ascolto, in pratica di stabilire con loro una sorta di “connessione sentimentale” (mi pare che l’ultima delibera sulla “partecipazione” vada in questa direzione).

Occorre cambiare paradigma. Passare da “amministratori” (per conto di altri) ad un moderno “Consiglio di Fabbrica” (= la Giunta) che vive, certamente facendo della buona amministrazione, ma impostando delle RIVENDICAZIONI a precisi interlocutori e controparti. E se necessario impostare delle manifestazioni e lotte con il consenso e la partecipazione dei propri cittadini. È la fase di crisi epocale che motiva tutto ciò.

Perché parlo di “manifestazione e lotte” da promuovere: perché è il Sindaco e suoi Assessori (per non dire i consiglieri tutti) CHE CI METTONO LA FACCIA, non sono altri. I Sindaci e i loro Assessori sono il primo riferimento che i cittadini (specie quelli oberati da problemi) a cui si rivolgono.

È chiaro che da soli come Venaria il problema diventa più grande di noi. Però in tutta Italia i comuni si contano per più di 8.000. Bisogna tentare di costruire una serie di alleanze con l’obiettivo di creare un “movimento di sindaci disobbedienti”. Disobbedienti nel senso di essere consapevoli che in questo modo di fare gli “amministratori” si corre il rischio di essere commissariati.

E a questo proposito vanno previsti due bilanci: il primo “obbediente” ai patti di stabilità, il secondo “obbediente ai bisogni dei cittadini” (quindi disobbediente rispetto al primo), che dovranno essere convolti e informati su ambedue.

È chiaro allora che bisogna superare la fase attuale di scarsissima credibilità di questa consigliatura tra i cittadini. Il sottoscritto ne è portatore, in quanto, su mandato dell’Assessore alle Politiche Sociali e alla Partecipazione con la mia Associazione Esperienza & Mappe Grezze sto conducendo un percorso di ASCOLTO dei gruppi organizzati della città (si tratta di persone socialmente attive, dai Sindacati, alle ACLI, alle Caritas, ai Comitati di Quartiere, ecc.) al fine di socializzare il Piano Regolatore Sociale (è lo strumento di programmazione dell’assistenza voluto dalla legge 328/2000) per tradurlo in una Piattaforma Sociale che verrà presentata in pubblico ai cittadini di Venaria nel prossimo autunno.

Da questo percorso di ascolto vengono fuori tre temi fondamentali: IL LAVORO (come mancanza o come stato di crisi dimostrata da CIG/O, CIG/S, CIG/Deroga, ecc.) viene indicato da tutti come la prima priorità, oltre ai giovani in cerca di prima occupazione investe pure una fascia di età oltre i 40 anni che espulsi dal lavoro, determinano una vero muro insormontabile: chi darà lavoro a queste persone?

La seconda è rappresentata dalla CASA in termini “morosità incolpevole”, di mutui non pagati, in ultima analisi di sfratti in continuo aumento. La terza riguarda i problemi degli ANZIANI: da quelli non autosufficienti, dalla esigenza di avere i servizi sanitari efficienti (vedi il problema della navetta per l’Ospedale di Rivoli), per finire con quelli che stanno esaurendo i loro risparmi per far fronte a figli e parenti senza lavoro.
E come risponde il Comune con i suoi Servizi Sociali (o con i Servizi erogati dal CISSA)? In maniera molto inadeguata. Perché questa “officina di riparazioni” funzionava con una certa efficienza ed efficacia prima della crisi, ma adesso le “auto danneggiate” (i cittadini con bisogni) la crisi li ha fatti aumentare in modo esponenziale e “l’officina” non è in grado di aggiustare più nulla.

Problema del LAVORO. Com’è la situazione attuale? Sulle 385 aziende manifatturiere presenti nel territorio di Venaria (una cinquantina delle quali supera i 15 addetti la crisi morde in profondità.

Parecchie sono in CIG/O, in CIG/S o in CIG/Deroga per non dire quelle che sono fallite e che chiuderanno a breve.

(Dati al 2011) Numero

Unità locali: 2.931

Attività manifatturiere 385
Costruzioni 459
Commercio 961
Turismo 163
Altri servizi 794
Altre attività 39
Alimentari 40
Non alimentari 224
Esercizi misti 46
Medie, GDO 16
Bar e Ristoranti 120

Il tutto coinvolge ca. 10.000 addetti, tra i quali sono presenti un numero più che cospicuo di contratti precari. Ci sono pure nel territorio di Venaria 459 imprese edili tutte al di sotto dei 5 addetti. La struttura della manifattura in questo territorio è prevalentemente metalmeccanica e all’interno di questa la faceva da padrone il settore auto motive. Ambedue sono in crisi nera.
Domanda: quale probabilità esiste di ritornare alla situazione pre-ante? Io credo nessuna. Allora è prevedibile una situazione molto preoccupante. Però la Reggia e i suoi Giardini sono diventati “Patrimonio dell’Umanità”. Per la presenza della Mandria come polo ecologico che insieme appunto alla Reggia, ai suoi Giardini rappresenta un “unicum” nel panorama della provincia di Torino.
Occorre allora pensare (almeno nel medio lungo periodo) ad una riconversione produttiva di questo territorio: da manifatturiero industriale ad una vocazione all’artigianato di qualità, ai servizi, al turismo, ecc.
Come fare questa riconversione, visto che nel territorio manca l’esperienza? IMPARANDO da quelle realtà che lo hanno fatto nei decenni passati.
Proposta: sulla base di un accordo con la Regione (e il Ministero dei Beni Culturali) indire una serie di Convegni da effettuarsi nella nostra Città mettendo assieme tutte quelle esperienze (di città di arte, di turismo qualificato) presenti nel territorio nazionale, prevendendo anche la presenza di città come Versailles (Francia) e Postdam (Germania).
Per prima approssimazione la proposta sarebbe quella di dotare il Comune di un “Osservatorio sulla crisi e la recessione” con l’uso dei dati e delle informazioni provenienti dagli archivi della Provincia di Torino in merito alle aziende (del comune di Venaria), all’uso della CIG/O, CIGS, Mobilità e varie forme di assunzione.

E tutto questo per:
1° monitorare l’andamento della crisi e osservare le aziende virtuose presenti sul nostro territorio al fine di esaltarne le performance;
2° promuovere (trovando degli sponsor interessati) una “mostra” delle attività produttive, commerciali e di servizio presenti nel territorio di Venaria.

Senza continuare a chiaccherare.

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