Tra il dire ed il fareh

renziportaaporta

di Sil Bi

Proprio ieri, parlando in aula alla Camera, Matteo Renzi si è lanciato in un appassionato pistolotto sull’ingiustizia dell’attuale mercato del lavoro, usando un termine forte come “apartheid” per stigmatizzare la discriminazione che colpisce i lavoratori giovani e precari

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L’impegno a non avere più i lavoratori divisi due categorie (“di serie A” e…”di serie B”) riguardo ai diritti lasciava adito a qualche dubbio (il governo li metterà tutti nella prima o nella seconda?), ma lasciava ben sperare.

Oggi, invece, la doccia gelata – questa volta, purtroppo, figurata e senza alcun fine benefico: secondo l’ineffabile Sacconi, l’emendamento presentato oggi dal governo alla legge delega prevede che l’art. 18 rimanga in vigore solo per i vecchi assunti e non per i nuovi (anche se “ri-assunti”: dunque smetterà di valere anche per persone di mezza età che, avendo perso il posto, avessero la fortuna di ritrovarne uno). Le sue parole vengono confermate da Stefano Lepri, vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, e da Annamaria Parente, anche lei del Pd.

La notizia ha, naturalmente, scatenato le reazioni negative dei sindacati e di alcuni esponenti politici. Io sarei piuttosto prudente prima di scaldarmi (domani, Renzi potrebbe smentire tutto: non sarebbe la prima volta); se così fosse, però, il famoso “apartheid” (che già, nel suo piccolo, il decreto Poletti aveva contribuito ad alimentare) sarebbe pienamente confermato.

Ancora una volta, potremmo dunque misurare la distanza che separa il dire del Presidente del Consiglio e il fare del suo governo. Ma una distanza così grande, e nel giro di così poche ore, assomiglia decisamente troppo ad una presa in giro.

PS Alcuni giornali ,più prudenti, dicono invece che il problema della vigenza dell’art. 18 per i nuovi contratti verrà rimandato ai decreti attuativi della legge delega. Come al solito, grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente, perchè nel frattempo nessuno chiede conto al governo delle sue intenzioni sulla legge di stabilità. E il vertice della UE sulla crescita viene rinviato. Come la crescita.

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