Esserci in Piazza San Giovanni. Il 25 Ottobre.

uniti

di Sil Bi

Parlando alla Direzione Nazionale del suo partito, Renzi ha contrapposto la “sua” kermesse annuale, la Leopolda, alla manifestazione della Cgil, riferendosi ad essa come “la sfida della piazza”. C’è da scommettere che il Presidente del Consiglio baderà ad una sola cosa: quanto affollata sarà San Giovanni. Se non sarà gremita, la propaganda renziana sarà pronta a rimbalzarne nei social le immagini, accompagnate da commenti ironici sul “flop”; se, invece, sarà colma di persone, ci saranno le allusioni velenosette alle “truppe cammellate” e alla preponderanza di capelli bianchi (quelli dei pensionati). Nel primo caso, Renzi concluderà che il sindacato ha perso la sua sfida (perché non sarà riuscito a dimostrare di avere un seguito imponente) e continuerà, indisturbato, nella sua opera di precarizzazione e di indebolimento dei diritti dei lavoratori; nel secondo, invece, dovrà quantomeno porsi qualche problema.

Soprattutto in tema di diritti, chi legifera dovrebbe tener conto di tutte le voci, anche di quelle più flebili; perché i diritti servono, per definizione, a rendere tutti uguali: anche i più deboli rispetto ai più forti.
Si tratta, a mio giudizio, di un’esigenza democratica insuperabile; ma non è questa la logica del Presidente del Consiglio, che ha disinvoltamente sostenuto che l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori può essere eliminato perché “viene applicato in poche migliaia di casi all’anno”. Poiché riguarda pochi, la scomparsa dell’elemento cardine della tutela del lavoratore dipendente (cioè la possibilità per un giudice di disporre l’obbligo di reintegro in caso di licenziamento illegittimo, prevista dall’art. 18) dovrebbe, secondo Renzi, interessare pochi elettori. Quando parla di “totem ideologico”, il premier sottintende che questo tema viene utilizzato da politici e sindacalisti in modo strumentale, ma non è in grado di mobilitare la gente e di spostare i sondaggi elettorali.

E’ triste pensare che un capo di governo condizioni le proprie scelte politiche più significative ad esigenze di immagine e di consenso; ma mi pare ormai assodato che Renzi fa proprio così. Proprio per questo è così importante partecipare sabato alla manifestazione di S.Giovanni (e mi dispiace davvero non poterci essere): per lanciare al Presidente del Consiglio l’unico messaggio che sembra in grado di cogliere.

Tanta gente che scende per strada in difesa dei diritti dei lavoratori è l’unico “campanello di allarme” che può forse indurlo a “cambiare verso”, rinunciando ad assecondare le aspettative dei Sacconi e delle Santanchè. Il mio è un appello a chiunque ne abbia la possibilità (e capisco che non è facile, di questi tempi): andate a S.Giovanni anche per me…

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