Essere e non subire

comunicazione art andrea

 

di Andrea NOBILE

Assistere ogni giorno alla rissosità determinata da un senso malato di “appartenenza” a questo o quel gruppo, partito, leader o bandiera, diventa davvero fastisioso. Fastidioso e pericoloso.
Si sono scritti fiumi di parole sulla frammentazione della sinistra e, mentre si scriveva nasceva un nuovo leader o partito da seguire, abbandonando un’altra briciola del nostro spirito critico e di analisi.

Oggi, più di sempre, si parla della necessità di un nuovo soggetto che raccolga la istanze della sinistra, ma, pare, che la condizione prioritaria sia trovare il leader adatto a calamitare intorno a sè la maggior parte di consensi.
Ci stiamo preparando ad una nuova sonora e meritata batosta. Vorremmo di colpo che UNA persona sola ci restituisca ciò che abbiamo dimenticato, svenduto, banalizzato in vent’anni di berlusconismo, di consumismo becero, di globalizzazione e omologazione.

Già, dopo vent’anni di berlusconismo, credo che non si possa non parlare ancora di un qualcosa che ci ha profondamente cambiati sotto un punto di vista culturale ed antropologico.
Ci ha sottomessi al potere mediatico che ha condizionato le nostre scelte che ci ha fatto rincorrere questo o quell’imbonitore con le stesse dinamiche (poveri noi) con cui si inseguono Vanna Marchi e il Mago Otelma.

Come diceva Pasolini:
” […] la televisione è un medium di massa, e come tale non può che mercificarci e alienarci […] non posso dire tutto quello che voglio. No, non potrei perché sarei accusato di vilipendio, uno dei tanti vilipendi del codice fascista italiano. Quindi in realtà non posso dire tutto. E poi, a parte questo, oggettivamente, di fronte all’ingenuità o alla sprovvedutezza di certi ascoltatori, io stesso non vorrei dire certe cose. Quindi io mi autocensuro. Comunque, a parte questo, è proprio il medium di massa in sé: nel momento in cui qualcuno ci ascolta dal video, ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico. […] in genere le parole che cadono dal video, cadono sempre dall’alto, anche le più democratiche, anche le più vere, le più sincere.

Lui un genio, un premonitore, noi distratti sembriamo non accorgerci nemmeno che ciò sia avvenuto e stia avvenendo, e continuiamo a subire invece che riprenderci protagonismo e centralità.
Nemmeno in un momento storico così grave e pericoloso.

Saltare oltre l’ostacolo delle mille “fazioni” di perdenti rissosi che spalancano le porte ai poteri che smantellano la nostra costituzione, le nostre tutele sul lavoro, il nostro territorio. Saltare quell’ostacolo parlando SEMPRE del merito delle questioni e MAI scivolando nella tentazione di raccogliere banale consenso attorno ad un totem inutile.
Saltare l’ostacolo dell’antagonismo tra simili divisi e condividere le battaglie, le proposte e le obiezioni senza cadere nella tentazione di parteggiare acriticamente per qualcuno a cui affidare tutto questo.
Saltare l’ostacolo del tifo da stadio e delle demagogie dei capipopolo urlanti.
Non trovate curioso ed illuminante che i tre padroni dei principali partiti abbiano a che fare con la televisione?

Saltare, dunque, l’ostacolo della dipendenza del “superiore” che ci debba guidare e diventare motore e benzina del cambiamento che vogliamo.
E questi ostacoli si possono saltare se la forza è nelle nostre nelle nostre gambe e nei nostri cuori. Non ricercando il leader più attraente.
Si può parlar di politica senza fare nomi.

Siamo noi a dover essere attrattivi, con le nostre idee, ma soprattutto con la compattezza legata alla nostra identità, alla nostra unione determinata dalla chiarezza dei nostri ideali e non delle nostre diverse bandierine.
Dobbiamo diventare attrattivi per non rimanere soli.

 

(foto dal web)

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Un pensiero su &Idquo;Essere e non subire

  1. Sono d’accordo con te Ben per questo mi batto perché la Sinistra si svegli si dia delle finalità, dei valori, ritrovi di nuovo la capacità di lottare e mi arrabbio quando vedo che sui gruppi molti si accapigliano ancora arroccati in difesa dei nomi più in vista dell’ex PD ovvero in difesa di chi questi valori l’ha svenduti e ancora si spera su dui loro per riportare dall’interno (?) il PD a sinistra. Altro che Golia e Davide… Condivido

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