Cum-panis

cum panis

 

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di Ivana FABRIS

Non sono qui, oggi, per fare delle mie parole una sorta di autocelebrazione ma solo per parlare di un’esperienza a cui in molti hanno spesso rinunciato ancora prima di provarci.
E quell’esperienza, invece, è accaduta, accade anche oggi.
Sono qui per raccontare una storia vera.

Sono qui per dire a tanti che ci seguono e ci leggono, che credere in un’idea non è una cosa da vecchi, quindi inutile; che le speranze non sono utopie, che sognare un mondo migliore è ancora possibile e che nel momento in cui ti impegni per farlo, lo stai già migliorando.
Per abbracciare idealmente tutte le persone che da diverso tempo stanno lavorando insieme a me, affinchè siano le idee – e non i singoli leader o le singole bandiere – a diventare il motore del cambiamento.

Poco più di sei mesi fa, è nato questo blog.
Qui si sono incontrate persone di diversa provenienza collocate nell’ambito della Sinistra italiana.
Sotto a questo nome si sono unite differenti bandiere, differenti progetti passati, differenti sensibilità. Doveva essere un’impresa impossibile e non lo è stata.
Anzi, finora non fa che crescere e darci continue soddisfazioni.

Ma non solo.
In un periodo storico e politico come quello che stiamo attraversando, il gruppo di persone che si è coagulato attorno a questa idea, sta crescendo politicamente e sta evolvendo di giorno in giorno. Qualcuno ci ha lasciato, con nostro dispiacimento, qualcun altro si è unito a noi. E andiamo avanti, convinti più di prima.

All’interno del gruppo, il dibattito politico è vivace, c’è confronto e talvolta anche qualcosa di più, ma nulla impedisce a chi vi partecipa di continuare a credere in ciò che fa.
Nulla ci ferma nella volontà di riuscire a trovare una sintesi, di discutere per potersi confrontare politicamente su ogni tematica ma soprattutto non smettiamo di credere che si possa essere di sinistra ed esserlo condividendo la stessa passione e la stessa volontà di dimostrare che una Sinistra che discute e si unisce, possa esistere.

In mezzo a noi ci sono parti provenienti dalla Sinistra storica e di quella più recente; ci sono altre che hanno un passato e un presente che si colloca al di fuori dell’area partitica finora rappresentata ma soprattutto ci sono esperienze e c’è un sentire che si confrontano e si intrecciano, si fondono, si saldano e rinsaldano reciprocamente, con un’osmosi continua e con una determinazione talvolta strabiliante, specialmente dati i tempi che viviamo.

Chiusure, preclusioni, settarismi, faziosità, sono tutti termini che non coinvolgono nessuno di noi di Essere Sinistra e non serve nemmeno che qualcuno lo ricordi all’altro, all’interno del nostro gruppo. Non ce n’è mai bisogno.
Condividiamo solo la voglia di lavorare insieme e con mille difficoltà, talvolta; ognuno con i propri impegni lavorativi, personali e famigliari, ma insieme, e ciascuno per il tempo che può e l’apporto che sente di poter dare.

E nel tempo in cui la parola Compagno appare così obsoleta, secondo una narrazione che da decenni preme per isolare ognuno nel proprio bozzolo, nel rinnegare un passato importante e che ha significato molto per un intero Paese, noi tutti la riscopriamo giorno per giorno.
La riscopriamo con convinzione e con orgoglio.

Ma la nostra non è nostalgia del tempo che fu, è ben altro.
È il non aver paura di usare questa parola sapendo cosa rappresenti.
È la ferma volontà di essere e non di avere.
È l’assoluta determinazione nel sapere che siamo simili, che l’altro che ci sta a fianco è noi tutti.
È avere la profonda coscienza di essere un collettivo e che solo così si possa realizzare un’esperienza che potrebbe dimostrare a moltissimi altri che, quando esiste un progetto comune, portato avanti con consapevolezza e serietà, con passione e impegno, si realizza.
E non perchè è Essere Sinistra, quindi un’etichetta, ma soprattutto perchè è di sinistra essere così: Compagni.

Tanto per essere rispettosi della nostra bella lingua italiana, voglio ricordare che l’etimo della parola compagno è cum-panis e sta ad indicare colui che mangia lo stesso pane, con cui condividiamo il pane.
Niente è più emozionante dell’immagine che questo significato fa scaturire nella mente.
Mangiare lo stesso pane è un universo di significati e ognuno, a sua volta, è un universo.

Ci avete mai pensato a cosa rappresenti? Condivido con te ciò che ho e che sono.
Condivido le tue idee, condivido il tuo essere soggetto politico, condivido il tuo disagio e le tue difficoltà del quotidiano, condivido i tuoi problemi, condivido la tua condizione, condivido la tua sofferenza, condivido il tuo essere umano, e tutto questo in una totale reciprocità.
Io sono te e tu sei me, siamo un noi e questo noi, in quell’istante, assume una forza incontenibile perchè ogni noi è un tutti.

Così è accaduto e accade a noi di Essere Sinistra.
Ogni giorno scopriamo di appartenere a questo progetto, ogni giorno creiamo legami politici e umani, ogni giorno cementiamo le basi per poterci confrontare con sempre più persone, ogni giorno sappiamo che ognuno di noi è l’altro e sappiamo che, in mezzo a noi, c’è posto per tanti altri.

Ogni giorno ci scopriamo più uniti, più solidali e più vicini di prima e più determinati che mai nel perseguire le nostre idee che man mano si rinsaldano come le nostre vite, le une a fianco delle altre, le une vicine alle altre. Del nostro gruppo e di chi sta fuori da Essere Sinistra.
Ogni giorno scopriamo le nostre vulnerabilità ma tutti insieme cerchiamo risposte e otteniamo soluzioni.
Ogni giorno sappiamo di Essere Sinistra, ritrovando il senso di essere di sinistra.

È un’esperienza, questa, che personalmente mi sta dimostrando che non tutto è perduto, che una speranza ancora c’è.
Per questo ma non solo per questo…
Grazie a tutti voi, compagni miei.

 

 

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(foto dal web)

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3 Pensieri su &Idquo;Cum-panis

  1. grazie Ivana, è bellissimo il tuo articolo; mi piacerebbe un partito così e credo che anche i giovani apprezzerebbero un luogo in cui “non c’è bisogno” di dire ciò che non ci piace.. Teniamo aperto lo spiraglio, tutti insieme, a diversi livelli e con ruoli differenti, possiamo poi contribuire a spalancarlo. Abbracci a tutti i compagni (ma questa parola è più bello pronunciarla che scriverla…)

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    • Compagno Walter, noi ci siamo e aspettiamo con ansia il momento di poter realizzare, ciò che era anche il fondamento della mozione congressuale di Civati e che molti di noi, hanno trasferito nei Circoli, la Partecipazione, e la proposta dal basso, permettimi di dire che sono alquanto perplesso e deluso rispetto a certe vostre posizioni, al momento sono fuori dal PD e vista la piega che ha preso, sarà molto dura che riveda la mia posizione….in attesa di capire cosa si può fare e con chi, Ti inviò un cordiale saluto.

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