All’Onorevole Pierluigi Bersani

tesseramento-pd-2014

 

di Elsa LUSSO

 

On. Bersani,
è da tanto che volevo scriverle, ma non ho mai trovato la forza o la determinazione per farlo e per quasi due anni sono rimasta bloccata, con il desiderio di dire, scrivendo e immediatamente cancellando: in fondo, mi dicevo, sarebbe stato uno dei tanti messaggi che lei ha sicuramente ricevuto, e che magari riceve tutt’ora.

Solo che…ho anche realizzato che per voltare pagina, avevo bisogno di tracciare una linea di demarcazione tra ciò che è stato, e il cui ricordo è ancora vivo, e l’incertezza di ciò che sarà.
Io non avevo la tessera, ma credevo in un progetto, e quello bastava a farmi sentire bene, speranzosa e convinta di essere dalla parte giusta.

Ho vissuto quei giorni con grande gioia ed entusiasmo, perché sentivo di stare dove volevo essere, dove mi sentivo di essere, con lei a garanzia che, vincendo le elezioni, avremmo tentato di realizzare quel progetto, se non completamente almeno in parte. Perdere le elezioni non ha intaccato questa certezza, pur nell’enorme dispiacere per un risultato inaspettato, e certo severo.

Ma si vince e si perde, questo si può e si deve accettare: è bello sentire di stare con chi condivide le tue idee, non con chi vince a prescindere. E poi c’era lei…e tutta l’amarezza di quel risultato elettorale l’avrei buttata giù…perché c’era lei, a tenere insieme il Partito, e questo mi rendeva sicura che avremmo comunque proseguito sul medesimo solco, magari aggiustando il tiro, correggendo in corsa.

Di cadute ne avevamo viste altre, nessuna di queste mi aveva destabilizzato o fatto ricredere…io credevo nel progetto, e credevo in lei che lo portava avanti, e in un PD di Sinistra.
Quello che è successo in quei terribili giorni, lei lo sa bene…io invece l’unica cosa che capivo è che stavano combinando una porcheria immensa ai danni di tutti noi…si… noi, perché di fronte alla vergogna per quanto accadeva, il progetto cui avevo aderito restava il mio punto di riferimento, con lei a rappresentarlo. E in nome di questo, mi aspettavo un finale diverso, di rifiuto, di rottura con quanto accadeva, e con chi quel progetto tradiva.

Il suo farsi da parte in nome della sopravvivenza della “Ditta” era l’unica cosa che non potevo aspettarmi. Certamente lei avrà avuto le sue ragioni…ma quelle ragioni non potevano essere le mie, e non potevano avere a che fare col voto che fiduciosamente le ho dato, e in nome del quale avrei voluto solo un po’ di verità.

Io non so nulla di congiure di Palazzo o di come si fa la politica. Certamente vedere Berlusconi, che ho tanto avversato, ridere apertamente nel constatare che una parte del PD aveva fatto a pezzi le speranze dei propri elettori, o vedere Grillo che urlava soddisfatto mentre i suoi ci irridevano beffardi mi ha addolorato profondamente; ma vedere lei rimanere lì dentro nonostante l’aperto tradimento mi ha spezzata…perché tradendo lei la Ditta ha tradito un progetto comune in nome del quale l’abbiamo seguita, e tradendo lei hanno tradito tutti noi, che siamo caduti senza neanche sapere perché.

Non pensa che meritassimo un po’ di verità, se non altro per essere caduti insieme?
O forse sono io che non capisco, può anche essere…e le mie considerazioni le parranno assai semplicistiche: sicuramente le sue scelte sono state sofferte e fatte comunque in nome del Bene Comune, che va sempre riconsiderato a seconda dei contesti, delle situazioni contingenti.
Ma rivivo la sensazione di paura per le manganellate agli operai della Thyssen Krupp di Terni, e di sgomento per le “spiegazioni” del Ministro Alfano; e sempre sgomento provo per il fatto che, da quanto riferisce lo stesso Senatore Mineo, è stata votata la fiducia al decreto “Sblocca Italia” senza che i senatori del Pd abbiano trovato il tempo di discutere nel merito, visto che nell’Assemblea di deputati e senatori, “…Renzi è arrivato tardi, ha parlato molto e il dibattito è stato “rinviato”.

Ma d’altronde, di che stupirsi? La frase “ci siamo presi il Partito” mi sembra abbastanza in linea con quanto sta succedendo…mi sbaglio?
E oggi sento il Sottosegretario Delrio che, in caso di eventuali elezioni del Presidente della Repubblica, auspica grandi convergenze…cosa che a me, paradossalmente, non tranquillizza affatto.
Ma dico io, perché non auspicare piuttosto che al Colle arrivi una figura retta, dall’indiscutibile prestigio e spessore morale? Forse un Partito che ha realizzato il famoso 40% di consensi alle elezioni europee, non è in grado di proporre e portare avanti una candidatura “alta”, lasciando agli altri l’imbarazzo per una eventuale mancanza di convergenza?

Potrei citarne tante altre, ma mi fermo a queste considerazioni, che ritengo emblematiche, e mi chiedo: cosa è rimasto, nel PD, dell’antico progetto? E quale tessera potrei mai prendere in queste condizioni?
Lei si interroga sul perché della grande fuga…e io mi stupisco del suo stupore, ….nè ritengo Renzi l’unico responsabile: perché dovrei? E’ il Segretario di un partito che non sento più mio, e che col nostro progetto ben poco sembra aver a che fare.

Di confusione ne ho abbastanza, e lì dentro, a giudicare da ciò che sento, mi sembra tutto molto confuso…o molto chiaro, a seconda dell’angolazione dalla quale guardo.
Non penso, per concludere, che sia neanche questione di tessere, né in bene né in male. Quel Partito lo sentivo mio anche se non avevo la tessera, fino a quando lei si è fatto da parte lasciandomi sola…per salvare una Ditta che, a sentir lei, va comunque salvata, mentre io non voglio più averci a che fare, neanche per sbaglio.

Affido questa mia lettera ad una Comunità nel quale, dopo tanto smarrimento, ho ritrovato il senso dell’Essere di Sinistra, e che per questo ringrazio.

 

(Immagine dal web)

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19 Pensieri su &Idquo;All’Onorevole Pierluigi Bersani

  1. Bellissima questa lettera a Bersani di Elsa Lusso che esprime totalmente anche il mio disincanto e il mio dispiacere e che proprio per questo condivido sulla mia pagina.

    Mi addolora comunque ancora di più il fatto che pur ammesso che questa lettera venga letta dal destinatario non produrrà nel PD un effetto maggiore di un sasso scagliato nell’acqua stagnante. qualche parola, in questo gli ex capi del PD sono maestri, di rassicurazione e le cose continueranno ad andare come vuole Renzi almeno fino alle prossime elezioni, quando anche Bersani si dovrà rendere conto che la sua “ditta” (brutta espressione quando si parla di un partito votato da elettori) è passata di mano. Perché se noi della sinistra riusciremo a unirci e arimanere uniti e a creare un vero e saldo partito possiamo dargli ancora filo da torcere …. A questa speranza mi aggrappo con tutte le mie forze

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    • Gentile Ildamarino
      grazie per aver letto e commentato, ma soprattutto grazie di esserci…è bello ritrovarsi dopo tanta solitudine, io la vedo così. e proprio perchè il senso di tutto è il ritrovarsi e non fermarsi, ti chiedo di venire a trovarci nella pagina pubblica di Fb, leggendo, partecipando ai dibattiti sui temi cari alla Sinistra. eccoti il link: https://www.facebook.com/esseresinistra?fref=ts
      Un caro saluto
      Elsa

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      • Ciò che ho letto poco fa, esprime così bene i miei stessi interrogativi e i sentimenti più profondi dello smarrimento in cui vivo al punto che le stesse parole avrei potuto/voluto scriverle io.
        Grazie, Elsa, per averlo fatto anche da parte mia… 🙂

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        • Ho dimenticato di aggiungere, ma forse è evidente già nella sottoscrizione della bella e vera (e bella perché vera) lettera di Elsa Lusso… ho dimenticato di sottolineare una cosa che per me è importante e grave e dolorosa: il PD non mi rappresenta più, non è più il mio partito, esattamente dopo le dimissioni da segretario da parte dell’On. Bersani. E, per la prima volta nella mia vita, non ho votato all’ultima tornata elettorale… Fiero di non far parte di quel “miserabile” 40%… Cordiali saluti.

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    • Cara Elsa,mi permetta di chiamarla così perchè quello che ha scritto mi ha fatto sentire così vicina a lei,da pensare che le sue parole fossero farina del mio sacco.Ed io leggendo ho pianto,perchè in quel progetto credevo anche io e credevo tanto anche nel nostro segretario.Anche ieri ho dovuto constatare quanto sono lontana da quel PD,ho visto un Bersani a Milano,mentre a Firenze al Sant’Apollonia veniva organizzata l’anti-Leopolda,con fior fiore di personalità,tutte rimaste nel silenzio dei media.Io non potrò MAI PIU’ votare questo PD,ed avrei voluto che Bersani come Cuperlo e Civati avessero gridato che anche per loro il PD di Renzi era altro,ed avessero ricostituito una casa per tutti gli sfollati della vera sinistra.Sono comunque felice che poi tanto sola non sono.Un cordiale saluto.Daniela

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      • Cara Daniela…non riesco ad esprimere quello che ho provato io leggendo il suo commento…rischierei solo di banalizzare…e non voglio proprio farlo..davvero. Le dico però una cosa…quella lettera mi ha dato la possibilità di ritrovarmi in quello che io ho chiamato “comune sentire”…ed è stata…ed è…una sensazione davvero impagabile…perchè non siamo per niente soli. Davvero grazie.

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        • Gentile Fabarth…sono io che ti ringrazio. Non commento il tuo smarrimento…tutt’uno col mio. Preferisco invece gioire, si…gioire perchè indubbiamente siamo stati dispersi…ma è bastata una lettera a dimostrare che ci si può ritrovare…e che è davvero molto bello. Per questo, invito anche te a dare un’occhiata alla pagina pubblica di Fb, e a partecipare, se ti va, ai dibattiti sui temi cari alla Sinistra. eccoti il link: https://www.facebook.com/esseresinistra?fref=ts
          Un caro saluto
          Elsa

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  2. Bersani ha risposto ?. Bisogna rispondere sempre agli interrogativi che vengono posti tanto più da quelli che vengono posti da chi é dentro o vicino ma fuori da un partito. Ci sono tante bellissime persone nel PD che non arrivano giustamente a pensare a rinunciare ai propri ideali.Persone vere che valgono di più di un’eventuale maggioranza di false.

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  3. Condivido pienamente la lettera di Elsa Lusso, ed aggiungo che chi crede nei valori della sinistra ( e mi riferisco ai nostri dirigenti) , non può stare con un piede su due staffe . Necessita risposta.

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    • Ciao Gianni, grazie delle tue parole: così semplici ed essenziali, e nelle quali mi rispecchio totalmente…e infine questo rimane dopotutto…riuscire a ritrovarsi nel comune sentire.
      Un caro saluto
      Elsa

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  4. Ciao Andrea,
    Bersani non ha ancora risposto…magari lo farà, chissà…noi siamo qui comunque, e aspettiamo lui o chiunque voglia confrontarsi, dalla parlamentare che ha risposto immediatamente alla lettera, al cittadino che non vuole fermarsi.
    Ti ringrazio per aver risposto, e come ho detto ad Ilda, vieni a trovarci nella pagina pubblica di Fb:
    https://www.facebook.com/esseresinistra?fref=ts
    è importante incontrarsi e misurarsi serenamente e costruttivamente…quello che, purtroppo, a mio parere, è terribilmente mancato negli ultimi anni tra i cosiddetti “vertici” e gli elettori.
    Un caro saluto
    Elsa

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  5. Credo che la figura di Bersani andrebbe smitizzata un pò.
    È stato soltanto l’ultimo dei Segretari (lasciando perdere l’inconsistenza della gestione Epifani) oggettivamente responsabili di aver preparato il terreno al renzismo.
    Disarticolando la capacità critica, sostituendo con la tattica i valori fondanti, rincorrendo la destra anzichè combatterla culturalmente.
    O semplicemente denotando una tale pochezza di interpretazione del presente e di progettualità sociale da rendere preferibile, purtroppo per molti, l’adesione ad una insensata pulsione di rivincita, fondata sul nulla.

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    • Caro Luca,
      che Bersani abbia fatto gravi errori non ci piove…non avrei scritto quella lettera.
      Non l’ho mai mitizzato..ho solo creduto in un progetto, come tanti di noi. Va però detto che Bersani, nella sua semplicità, non ha mai voluto essere l’uomo della Provvidenza, l’uomo solo al comando…ma invocava il collettivo, che ahimè, poi, non è riuscito a gestire, questo si….forse era anche un problema di collettivo, non credi?
      Non penso neppure che possiamo definirlo politico da poco…però hai ragione, per me è stato l’ultimo Segretario in cui ho creduto. Quello attuale, sembra assai più pronto ad “interpretare” il presente…oh si…lo interpreta benissimo…a modo suo, sfruttando quella “insensata pulsione di rivincita, fondata sul nulla” di cui amaramente tu parli.
      Grazie per aver scritto…voci come la tua sono preziosissime e ti chiedo, davvero, di tornare a trovarci.
      Un caro saluto
      Elsa

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  6. Cara Elsa,

    ti ho letta con molto interesse e faccio mie alcune delle idee che esponi, delle posizioni che assumi.
    Io la tessera che tu non hai mai avuto, l’ho avuta sin dal 1977, dopo anni trascorsi con quella della FGCI in tasca, in un’epoca in cui essere “pcisti” – come dicevano gli autonomi – ed esserlo in una città come Torino, a volte poteva rivelarsi pericoloso ma sicuramente ti faceva sentire parte di qualcosa, ti faceva provare il piacere di costruire qualcosa di nuovo, una nuova società, un nuovo modo di vivere. Ricordo la gioia provata, nel 1975, in occasione dell’elezione a sindaco di Diego Novelli, dopo 8 amministrazioni DC consecutive : il primo sindaco comunista dopo il 1951.
    Ricordo anche, purtroppo, i morti, i pestaggi, le gambizzazioni nei cosiddetti “anni di piombo”; ricordo gli sforzi che noi, pur nel nostro piccolo, facevamo per contrastare l’esplosione di follia omicida dei figli di papà che giocavano ai rivoluzionari tenendo le parti (e spesso fornendo utile quanto stupida manovalanza) ai terroristi.
    Che ne è oggi, di Torino e del Piemonte (non quello “bianco” delle campagne astigiane, alessandrine e cuneesi o delle risaie novaresi) è sotto gli occhi di tutti e basta ripetere i nomi degli ultimi tre presidenti della Regione o degli ultimi tre sindaci – uno per entrambe le categorie: l’ineffabile Chiamparino, miracolato dalla dipartita di Carpanini – per avere di fronte a sé un quadro a dir poco desolante.
    Né il trasferimento in Sardegna mi ha fatto trovare una situazione migliore, anzi: dopo l’entusiasmo dell’avventura di Soru, assistere alla sua caduta, KFF, killed by friendly fire, è stato un bel colpo, credimi. E per come è “risorto” oggi, renziano ed eletto grazie a gente della risma del “Cardinale”, tanto valeva rimanesse dov’era.

    Ho mantenuto in tasca la tessera di cui ti ho detto sopra fino al congresso dello scorso dicembre, illudendomi che fosse possibile “bonificare” il partito nel quale credevo; non ho votato per Renzi, al congresso della sezione di Flumini (e lo affermo con un certo orgoglio), quando tutti – compresi quelli che poi avrebbero mollato la barca all’inseguimento delle deliranti utopie indipendentistiche in salsa Kelledda – si proclamavano renziani.

    Ho restituito quella tessera poco prima di agosto; di più: nel mio portafogli oggi c’è solo più una tessera FIOM vecchia di 15 anni (quella FLC non so nemmeno dove sia).

    Bisogna che ci si parli chiaro, cara Elsa: il partito nel quale in un modo o nell’altro abbiamo creduto, che abbiamo votato, sostenuto nelle peggiori sconfitte, resistendo quando la plebaglia dei “vaff***” ci rinfacciava la sua vittoria effimera ed inutile (peggio, dannosa), tappandoci montanellianamente il naso quando il “migliorista” insediava una fila di liberisti dopo l’altra al governo, ricordandoci dell’impegno preso verso l’Europa (nella quale comunque io, di simpatie spinelliane, credo nonostante tutto), quel partito oggi non esiste più, con buona pace di chi ancora si illude. Trasformato in un perverso mix tra la vecchia DC ed il mai rimpianto PSI craxiano grazie alle solerti cure di un ex scout AGESCI, consigliato da uno le cui ultime uscite sono (testualmente) che “la cultura umanistica non è cool” e che bisognerebbe abolire il diritto di scipero.

    Che possiamo fare noi, oltre a pronunciare un mesto “requiescat in pace”? Bella domanda: il panorama a sinistra non è certo dei più confortanti.
    Fa tuttavia piacere leggere ancora qualcuno che scrive cose sentite ed intelligenti, che non si rassegna all’oblio.

    Stefano

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    • Caro Stefano, dici bene: bisogna parlare chiaro e “con lingua dritta”, come dicevano uomini di altre terre in altri tempi. Quei tempi sono passati, ma l’esigenza di verità e di chiarezza è sempre viva e forte. Leggendoti sono rimasta colpita dalle esperienze che hai vissuto…e che penso sarebbe bello che tu mettessi a disposizione di quanti, come me, per esempio, non le hanno vissute affatto…e che per questo hanno bisogno di chi può fornire memoria…in un tempo di smemorati cronici. Non è retorico il mio invito a venire a trovarci nella pagina pubblica di FB…dove il tuo contributo si rivelerebbe davvero prezioso…e dove potresti confrontarti con altri…con tutta la ricchezza che solo il confronto reciproco può dare. Grazie davvero per la tua risposta…grazie…e un caro saluto
      Elsa

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