I corvi

rossa

 

Emilia Barbato – Redazione di Essere Sinistra

Il 24 gennaio 1979 tre appartenenti alle Brigate Rosse, assassinarono a Genova, Guido Rossa.
Era un operaio dell’Italsider e sindacalista della FIOM-CGIL e fu ucciso perché aveva denunciato un altro operaio che aveva visto distribuire volantini delle BR.

Il suo fu il primo omicidio del terrorismo di quel periodo contro «l’ala riformista dello schieramento politico» (così si esprimevano le BR) e, in quell’anno terribile che fu il 1979, seguirono il Giudice Emilio Alessandrini, assassinato per essere un magistrato serio e rigoroso, un vero servitore dello Stato, il giornalista Walter Tobagi e Vittorio Bachelet, Vicepresidente del CSM, colpito dentro l’Università di Roma.

E fu proprio da quell’anno in poi che venne sconfitto il terrorismo ma è altresì vero che da lì iniziò anche a cambiare tutto: la crisi della politica, la crisi dei partiti, il craxismo, Tangentopoli, il ventennio berlusconiano e l’esito è ciò che vediamo oggi.

In questo passaggio storico, in cui il Sindacato sta subendo uno degli attacchi più gravi mai visti nella storia dell’Italia repubblicana, ci fa piacere pubblicare questo testo che Emilia Barbato ha dedicato a Guido Rossa, un  Sindacalista, attraverso il suo blog “Incauti Accomodamenti” e che vorremmo fosse uno stimolo a conoscere meglio la storia degli ultimi 40 anni di questo paese per capire meglio ciò che accade oggi e che potrebbe ancora accadere anche se attraverso modalità differenti.

***

I CORVI

Lo scalpiccio allegro oggi si allontana
facendo risuonare l’assito
nelle stanze che si fanno cassa
e la memoria di allora il sintomo.

Era passato Natale,
il mio corpo caldo nel pigiama rosso,
le luci intermittenti spente
da meno di un mese sull’albero.

Le otto del mattino,
di trentadue anni fa,
avevano il sapore del pane nel latte caldo
e le regole semplici della mia famiglia.

Tutti intorno al tavolo,
ad ascoltare le notizie dalla piccola televisione,
la commozione raccolta tra le antenne e le immagini in bianco e nero,
nella parola che non capivo ribadita dal telegiornale.

Diceva terrorismo
ed io vedevo gli occhi lucidi di mamma
e il tono cupo raccogliersi nel nome di Guido,
lavorava in fabbrica Rossa,

era un operaio,
aveva scelto una lotta ragionata,
di grandi ideali; gli hanno sparato
e dopo la politica è cambiata.

Parlava dei molti corvi,
pronti a colpire il sindacato,
correva il ‘79 ed avevo otto anni,
certo, non potevo immaginare come e cosa avrebbero beccato.

Sembravano orbitare radenti ai mobili arancioni,
aprire un solco nell’aria greve della cucina
echeggiante delle voci lente e serissime dei presentatori
ed io credevo fossero davvero uccelli le figure beffarde nella mia testa.

Guido se n’è andato e con lui le ideologie,
dopo l’opposizione si è piegata
trasformando le poltrone in una professione
e adeguandosi alle logiche dell’economia.

Il presente appartiene ad un mondo ricucito male, tornano le otto in cucina,
rombano nel ticchettio dell’orologio,
nello stridere dei minuti e degli pneumatici sulla strada,
nei brontolii del frigorifero.

Le otto del silenzio,
con le notizie mute della rete
in cui tutti non esistiamo,
la folla che fa di noi una sola dispersione.

Le otto di tutti i miei presagi,
dei frammenti di mondo
che spariscono nella vertigine dei ricordi,
del mio diventare un ‘essere‘ taciturno,

mentre fuori il mercato rischiara
sotto un cielo che si interrompe tra i rami ed il rimpianto,
in qualche sfumatura di rosa, lontana,
come la volontà dei singoli e del mondo.
Emilia Barbato

(foto dal web)

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2 Pensieri su &Idquo;I corvi

    • L’onore e la gioia sono ricambiati, Emilia, dinnanzi a qualcosa di così bello e toccante che hai scritto per ricordare un momento davvero drammatico per questo paese e per ricordare l’uomo e il sindacalista che era Guido Rossa. Grazie di averci concesso di pubblicarlo.

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