Sempre e solo questione di pesi e contrappesi

costituzione

 

dalla Redazione di ESSERE SINISTRA

 

Noi passiamo sempre oltre e abbiamo una memoria così corta da dimenticare troppo spesso chi siamo. C’è questa malattia diffusa che ci costringe ad ascoltare le sirene o le voci di uomini che a volte non lo meritano.

E’ arrivato il momento di fermarci a riflettere per aggiustare il punto di vista e tornare a ciò che è veramente importante per la nostra vita. Abbiamo uno strumento per farlo, uno strumento importante sempre alla nostra portata, che ci protegge e ci accompagna da 66 anni, ma siccome non ci insegnano più ad usarlo, noi non lo leggiamo più.

Si tratta della Costituzione Italiana, che torna alla ribalta soltanto quando qualcuno prova e purtroppo riesce a modificarla per attualizzarla. Ci siamo talmente abituati ai nostri diritti che li diamo per scontati, incuranti del pericolo che chiunque abbia la forza sufficiente per farlo, possa trasformarli in privilegi per pochi e annullare gli ultimi 70 anni di storia italiana.

Non ci accorgiamo più che il mondo in cui viviamo continua ad essere regolato da quelle parole scritte da uomini che sapevano di non voler perdere ancora la loro libertà.
In virtù dei suoi contenuti che non hanno età, dovrebbe premere a tutti ricordare che la Costituzione è una moderna macchina che non ha bisogno di vistose revisioni o lustrature di carrozzeria.

Ora, si avvicina il momento della scelta di un nuovo Presidente della Repubblica e tutti quanti ci affanniamo a cercare di capire chi sarà il prossimo, improvvisando un toto nomi fine a se stesso, puro esercizio di chiacchiera fra le persone. A giochi fatti, ogni pronostico non servirà infatti a modificarne il risultato perchè 101 voti a volte fanno la differenza.

Chi decide?
Partiamo da qui. L’Art. 83 stabilisce che il Presidente della Repubblica sia eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. Vale la pena farsi qualche domanda d’attualità e giudicare dalle risposte quale sarà il risultato.

Chi ci governa?
Anche qui lo sappiamo già, vista la sovraesposizione mediatica del nostro Presidente del Consiglio.

Quali sono i compiti di un Presidente?
Per rispondere in modo esaustivo e privo di fraintendimento, forse sarebbe una buona occasione per rinverdire le nostre nozioni di Educazione Civica, riprendere in mano quel “libriccino di istruzione” che smisero improvvisamente nel 1990 di leggerci e insegnarci a scuola.
Pertanto, sarebbe bene fare una lettura approfondita e chiara del testo originale della Costituzione, in particolare degli articoli che vanno dal n. 83 al n. 91.

E’ utile qui soffermarsi senza pretese a ragionare sul concetto di separazione dei poteri, perché è ciò che garantisce quell’equilibrio indispensabile a mantenere alto il livello democratico fra diritti e doveri dei cittadini e dei loro rappresentanti.
Gli eventi politici e di cronaca succedutisi negli ultimi 20 anni di storia politica italiana, hanno prodotto a volte deleteri sconfinamenti di campo, in un groviglio continuo di accuse e minacce di scomunica fra poteri dello Stato che mai dovrebbero essere discordi pur mantenendo la loro reciproca autonomia.

La neutralità della figura del Presidente della Repubblica serve a proteggere e garantire proprio il giusto equilibrio fra pesi e contrappesi fra le parti come condizione vitale per la sopravvivenza della democrazia per i cittadini che prima di tutto sono liberi e con pari opportunità di espressione, crescita e opportunità.

Non si tratta di una carica onorifica o di rappresentanza, ma di controllo e più volte nella Storia Repubblicana il ruolo del Presidente della Repubblica ha inciso fortemente sulle scelte di linea istituzionale in fasi di pericolosa deriva antidemocratica. Per un esempio più chiaro si ricordi il discorso straordinario alla Nazione con la frase “Non ci sto” pronunciata dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro la sera del 3 novembre del ’93 in risposta agli attacchi di quell’area politica travolta da Tangentopoli.

Ma siamo umani, troppo umani e lo spirito di adattamento dell’uomo, quell’ingegno che gli ha consentito di sopravvivere alle catastrofi della storia umana, noi Italiani, l’abbiamo spesso mal gestito e da risorsa trasformato in difetto. Troppe volte abbiamo infatti dimenticato una parte importante della nostra storia personale per farci accettare ai piani alti del palazzo.

 

 

(foto dal web)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...