Perché non hai più paura?

aids nastro

 

di Gianfranco MENEO

Io mi domando perché tu non abbia paura, anzi perché tu non abbia la stessa paura che avevamo noi alla tua età.
Se mi hai raccontato che hai chiesto espressamente di avere rapporti sessuali non protetti e ti sei arrabbiato dinanzi al rifiuto, allora vuole dire che davvero tu sei libero dalle paure che hanno caratterizzato la mia adolescenza.

Ed ora, parlandoti da quarantenne, posso solo dire che se mi volto indietro la percepisco ancora quella paura di metà anni ottanta, quell’odio sociale che colpì prima le persone omosessuali e tossicodipendenti che vennero considerate punite per le loro “colpe”.
E invece ci si accorse solo dopo che tutti erano a rischio: i comportamenti da dongiovanni o le facili scappatelle maschili e femminili erano responsabili di una delle più tremende pandemie proprio a causa di quella mancanza di conoscenza delle abitudini sessuali del partner incontrato.

Abbiamo appreso in quegli anni che si poteva parlare di preservativo, la pubblicità finalmente mostrava il volto della prevenzione. In senso cattivo le persone contagiate erano considerate come degli emarginati.
Non scherzo se ti dico che sembra quasi la stessa velocità con cui oggi i media sembrano approcciarsi al virus dell’ebola quando dipingono in terrore del contagio mentre si interviene accanto alle persone che lo hanno contratto.

Io ho avuto paura ma quella stessa paura mi ha insegnato cosa significa proteggersi, anzi cosa significa proteggermi e proteggere. Una sorta di completamento della relazione di cura che esiste tra due persone. Anche se dovesse trattarsi di semplici partner occasionali.

Ora però tu non hai più paura.
Non te lo dicono più in televisione, non ti parlano delle tante altre malattie sessualmente trasmissibili che si possono contrarre, non ti dicono che quella brezza che puoi avere alla tua età di dominare il mondo la potresti pagare molto cara.
Non vogliono spendere più soldi per informare e per diffondere.

E allora falle tu le domande, pretendile a scuola dai tuoi insegnanti, dai tuoi fratelli o amici più grandi, dai mezzi informatici che non avevamo, dal tuo medico ma non rovinare il sogno più bello che puoi avere: vivere.
E se qualcuno dovesse assecondare il tuo desiderio pensaci un attimo prima perché quei pochi minuti non valgono una vita intera.

***

La Giornata Mondiale contro l’AIDS, indetta ogni anno il 1º dicembre, è dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. L’idea di una Giornata mondiale contro l’AIDS ha avuto origine al Summit Mondiale dei Ministri della Sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS del 1988

 

 

(foto dal web)

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