A Pisa si ritrova la Sinistra, tutta la Sinistra

straccio rosso

 

 

di Alessandro VALENZA

(Blogger di Fuori Campo)

 

Certe speranze sono dure a morire e quella di assistere alla rinascita italiana di una nuova, incisiva e determinante sinistra unitaria resta la più difficile da realizzare, quanto meno nel breve periodo. Non tutti la pensano così e molti contesteranno questa mia affermazione, ma con una devastante dose di realismo la situazione odierna non apparirà tanto diversa da come l’ho brutalmente rappresentata.

Per molti i modelli da seguire sono Syriza o Podemos. Una volta erano Zapatero, poi è arrivata Die Linke. Ogni volta cerchiamo di ispirarci a qualcuno dimenticando che le sinistre di mezzo mondo si ispirano alla storia italiana.

Da dove dover partire allora? Le strade possono essere tante. Mi pare, tuttavia, ve ne sia una da evitare a tutti i costi. Permettere ai ceti politici che, nel bene o nel male, hanno contribuito a ridurre la sinistra italiana ad un ammasso di partitini con la loro bandierina colorata da applicare ad ogni occasione, di mettere le mani sul nascente progetto unitario. E di piccole forze ne abbiamo veramente tantissime.
Solo per citare le formazioni comuniste abbiamo: Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista – Comunisti Sinistra Popolare, Sinistra Critica, Lotta Comunista, Partito Marxista-Leninista Italiano. Di questi solo Rifondazione Comunista supera, nei sondaggi, l’1%. Tutte le altre formazioni vi stanno al di sotto. Volendo operare un’eccessiva semplificazione, sarebbe già interessante assistere ad un processo unitario di tutti i partiti comunisti italiani con l’intenzione di dare adeguata rappresentanza ad un’ideologia definitivamente marginalizzata dopo le ultime scissioni. Ma forse la vera utopia sta proprio nella capacità di ricomporre i pezzi di questa divisione pluriennale.

Al di fuori del recinto comunista troviamo altre realtà di sinistra a partire da Sinistra Ecologia Libertà, forza di sinistra parlamentare che si ispira ai valori dell’ambientalismo e del socialismo democratico. Infine, va citato quel pezzo di PD che contrasta le politiche del governo Renzi (qualche volta in maniera poco decisa) e che trova i propri riferimenti in Civati, Fassina e Cuperlo.

Oltre i recinti partitici c’è tutto un mondo fatto di sindacati, associazioni e movimenti che animano il mondo della sinistra e ne rappresentano la vera essenza. Dagli studenti agli operai, dai lavoratori del pubblico impiego ai comitati per la difesa del territorio, dai pensionati alle associazioni ambientaliste, è tutto un fermento di incontri, attività, battaglie e progettazione di un mondo diverso, possibilmente migliore.

Si, lo so che per i marxisti-leninisti quelli di rifondazione non sono di sinistra, ma servi del potere capitalista. E lo so che per quelli di rifondazione i militanti di Sel sono dei traditori al soldo del PD e che il PD è il male assoluto, ma capiamoci bene: l’unità della sinistra si fa con tutta la sinistra e non solo con la parte che ci sta più simpatica. Altrimenti si chiamerebbe “unità di quelli simpatici”, che poi anche qui ci sarebbero divergenze soggettive sull’argomento e nuove scissioni atomiche.
Ok, proprio tutti tutti è oggettivamente impossibile, ma cerchiamo di non porre limiti alla provvidenza e ricordiamoci il significato di quel pugno chiuso di cui si va tanto orgogliosi, rappresentato dalle dita deboli che si uniscono per creare qualcosa di potente.

Insomma, compagne e compagni, finiamola di dividerci sul sesso degli angeli, mentre il mondo ha già sterminato ogni angelo esistente. Sarebbe arrivato il momento di finirla di riunirsi in 10 in una stanza e presentare 11 mozioni divergenti. Sarebbe più interessante riunirsi in 200 in una stanza e, pur nella diversità di opinione, trovare punti di incontro per tornare a fare Politica con un ruolo sociale e politico riconoscibile.

A me pare che a Pisa si stia cercando di fare qualcosa del genere. No, non è ancora l’atto del concepimento di una nuova sinistra unitaria, ma quanto meno uno dei primi incontri conoscitivi tra le diverse realtà coinvolte. E’ quello che succederà sabato 6 dicembre 2014 al CINEMA TEATRO LUX di Pisa a partire della 15.30. Un contributo per una nuova stagione del lavoro e dei diritti cercando di immaginare la sinistra possibile. Una sinistra possibile che vedrà insieme Marco Furfaro (coordinamento nazionale SEL), Elly Schlein (europarlamentare PD), Simone Oggionni (Associazione Sinistra Lavoro), Maria Pia Pizzolante (Tilt), Alberto Campailla (portavoce nazionale Link – coordinamento universitario). E poi, ancora, amministratori locali, dirigenti di partito, ARCI, Left-Lab, Giovani Democratici, Gioventù Federalista Europea, CGIL.

Una giornata ricca di contributi, di idee, di intuizioni verso quell’unità che il popolo di sinistra aspetta da troppo tempo. Se poi il contributo arriva da quella generazione che vive il dramma della precarietà, della perdita di diritti, del futuro mai, allora quella “Nuova Speranza” di cui parlavo qualche tempo fa comincia a diventare qualcosa di ancora più concreto che proietta la fantasia verso un mondo che non sembra più tanto irraggiungibile. Speriamo solo che questa volta non ci sia qualcuno che lanci attacchi gratuiti etichettando tutti come renziani.

 

(fonte http://fuoricampopisa.blogspot.it/2014/12/a-pisa-si-ritrova-la-sinistra.html)

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8 Pensieri su &Idquo;A Pisa si ritrova la Sinistra, tutta la Sinistra

    • Quante volte si è cimentati nell’aggregare la sinistra italiana? Dire che gli altri ci copiano è singolare visto che lo fanno meglio di noi, ma non accorgersi che Podemos fa storia a parte significa essere ciechi. Il fenomeno Podemos, perché tale è, arrivato al primo posto dei sondaggi in meno di un anno rappresenta una moderna e futura visione della politica di sinistra ma diversa dalla vecchia sinistra litigiosa e inconcludente, diversa sia nei vocaboli che nella struttura, di questa lezione non possiamo farne a meno, il mondo va avanti, guardare sempre indietro si conclude mai nulla.

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  1. Resta il fatto che non leggo nomi di comunisti o rappresentanti del GUE, quindi non è tutta la sinistra, è quella socialdemocratica che si riunisce. Poi fate come credete. Se non ci si parla la colpa è di entrambi!

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  2. una sinistra di sinistra per rendersi credibile ed influente nel paese e in Europa deve porsi un obbiettivo minimo : raggiungere un 10% dell’elettorato altrimenti la vedo dura la trasformazione della società.

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    • Personalmente posso capire il tuo pensiero, Pasquale, ma sono dell’idea che uno dei grandi mali della politica italiana sia stato proprio il pensare ai numeri e a come ottenere consensi in termini utilitaristici anzichè facendo politiche di sinistra. Dal Lingotto in poi, la vera sconfitta si è creata proprio abbandonando il territorio e riducendo sensibilmente il contatto con la gente, non investendo su piattaforme che comprendessero proposte idonee ad un partito che si è sempre definito di centro-sinistra con quello che queste due parole han sempre significato per la massa. In ogni caso vorrei anche ricordarti che il PCI, benchè all’opposizione, alla trasformazione della società ha contribuito in maniera rilevante. Io credo che prima di pensare ai numeri serva pensare alle proposte che andrai a fare, a come veicolarle, al riprendere contatto con la realtà viva del paese e che solo con questo si andrà oltre il 10%. I consensi si ottengono facendo politica, non comunicazione o coalizioni che poi si rivelano trappole per topi. (Ivana Fabris)

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