Camping a cinque stelle

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di Sil Bi

Oggi, per la seconda volta in due anni, il Presidente della Repubblica verrà eletto senza che il Movimento Cinque Stelle si sia reso determinante nella scelta del candidato.

Certo, la manovra in extremis di includere Prodi nella lista delle “quirinarie” – promettendo di votarlo sin dal primo scrutinio se così avesse decretato la consultazione on line degli iscritti – ha probabilmente contribuito ad affrettare la decisione di Renzi per Mattarella, l’unico tra i nomi in campo nelle varie trattative che fosse alla pari con Prodi. Nonostante ciò, però, le esitazioni e le contraddizioni hanno impedito al Movimento di attuare una strategia – quella di sostenere il Professore insieme a Sel fin dal primo momento – che avrebbe potuto davvero sparigliare le carte; in tal modo, i Cinque Stelle si sono condannati, una volta di più, ad una sostanziale irrilevanza. Continua a leggere

Storie di uomini e Presidenti

In questi giorni è materia di discussione un po’ ovunque, l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, e sui social dilaga il parlarne.
Cogliamo l’occasione per fare un po’ di storia dei Presidenti anche nel nostro blog anche a beneficio di chi, per questioni anagrafiche, non ha conosciuto tutte queste figure di cui ormai non parla nemmeno più nessuno, neanche la scuola italiana, anche se solo per un breve ripasso e per un minimo di conoscenza.

La Redazione di ESSERE SINISTRA


ENRICO DE NICOLA 1874 -1961

La guerra è finita, il Re e la Monarchia lasciano il Paese. E’ il 1946 L’Italia ha scelto, diventa una Repubblica Democratica Costituzionale. Enrico De Nicola è il Primo Presidente della Repubblica Italiana.
Il 9 gennaio 1948 il Presidente dell’Assemblea Costituente Enrico De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana.

 


LUIGI EINAUDI 1874 – 1961

E’ il 15 maggio del 1948 Luigi Einaudi, Liberale, diventa il secondo Presidente della Repubblica Italiana, resterà in carica fino al 1955.
“Voce del Parlamento, voce del Popolo…voce del Popolo, voce di Dio”

 


GIOVANNI GRONCHI 1887 – 1978

Giovanni Gronchi viene eletto Presidente della Repubblica Italiana il 3 maggio 1955, resterà in carica fino al 1962.
Soprannominato ‘il Peron di Pontedera’, fu il primo Presidente Democristiano della Repubblica, colui che iniziò la marcia di avvicinamento e apertura agli ideali socialisti. Si spese nella ricerca continua di una equidistanza politica fra i due blocchi continentali assumendo talvolta posizioni molto criticate dal suo partito.
“Lavora per vivere in un’industria di colori” questo il testamento del Presidente Gronchi.

 


ANTONIO SEGNI 1891 – 1964

Antonio Segni, Democristiano, viene eletto presidente della Repubblica Italiana il 10 maggio 1962 e resterà in carica solo fino al 1964 per gravi problemi di salute che gli impediscono di proseguire il suo mandato.
Fu un conservatore, insensibile alle esigenze di quella parte più progressista, anche del suo stesso partito, che si spingeva nella ricerca di riforme sociali e strutturali per la rinascita del Paese.
Rimase affascinato dalla personalità del Generale De Lorenzo, principale autore del ‘Piano Solo’ che prevedeva l’individuazione di 731 uomini politici e sindacalisti di sinistra e il loro trasferimento in Sardegna in una base militare NATO, il presidio della RAI-TV, l’occupazione delle sedi dei giornali di sinistra e l’intervento dell’Arma in caso di manifestazioni filo-comuniste, con il bene placito dell’allora Presidente che forse non intendeva appoggiare il Golpe, ma voleva servirsene per ridimensionare l’apertura a sinistra delle alleanze di Governo tanto auspicate da Aldo Moro.
Le trattative politiche posero un ridimensionamento dell’ala Socialista, e la situazione si riequilibrò, anche se non senza strascichi. Il 7 agosto 1974, fu colpito da trombosi cerebrale e pochi mesi dopo si dimise volontariamente.

Storia di un golpe tutto italiano – Il ‘Piano Solo’ del Generale De Lorenzo

 


GIUSEPPE SARAGAT 1898 – 1988

Il 28 dicembre del 1964, Giuseppe Saragat viene eletto Presidente della Repubblica Italiana, resterà in carica fino al 1971.
E’ il primo Presidente Socialista della Repubblica.

La sua storia.

 


GIOVANNI LEONE 1908 – 2001

Giovanni Leone venne eletto Presidente della Repubblica Italiana il 24 dicembre del 1971 e restò in carica fino al 1978. Si dimise 14 giorni prima dell’inizio del semestre bianco in seguito alle rivelazioni giornalistiche del giornale L’Espresso sul suo presunto coinvolgimento nello scandalo Lockheed e alle pressioni del PCI.

 


 

 

(continua…)

 

Identikit di un Presidente

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di Simona GHINASSI STROCCHI

(Ringraziamo Ilda Marino per averci permesso di pubblicare questo articolo riprendendolo dal suo blog, Il Crocevia delle Idee)


 

Leggere la Costituzione non è sufficiente per definire le qualità e le caratteristiche di un Presidente.

“ Tutta colpa” dei nostri Padri Costituenti, che concessero ‘maglie larghe’, perché forse troppo fiduciosi che gli italiani , e soprattutto la loro politica, mantenessero le promesse e le aspettative formulate in quel momento d’oro che fu la fase Costituente del 1948, così piena di speranze. La realtà di questi ultimi anni ci conferma invece quanto il decadimento generale della politica abbia inficiato il loro lascito così importante e fondamentale per la democrazia.
A scanso di ogni ironia legata all’attualità, se la politica fosse stata ciò che i Padri Costituenti immaginavano, la loro scelta lungimirante lasciava ampia libertà alle leggi future di adeguarsi mano a mano con nuovi sviluppi normativi, legati alla mutevolezza della società nel suo divenire.

Il Titolo Secondo della Carta Costituzionale inizia con gli articoli – dal numero 83 al numero 91- che regolano le modalità di elezione del Presidente della Repubblica, i compiti, le deleghe e le tutele che la sua figura assume durante il settennato, ma nulla spiegano nel merito del ruolo specifico se si esclude il suo giuramento di fedeltà al dettato Costituzionale dal quale consegue la sua figura di garante e osservatore imparziale dell’approccio alle regole democratiche espresse dai legislatori.

La figura del Presidente come Capo dello Stato, rappresenta una delle novità più rilevanti all’interno della Carta, perché egli, viene non designato per asse ereditario o successione divina, ma eletto democraticamente dall’assemblea Parlamentare a Camere congiunte con la partecipazione dei grandi elettori – Presidenti delle Regioni Italiane- tramite voto segreto. La durata settennale dell’incarico presidenziale, assume contemporaneamente l’aspetto di provvisorietà e di continuità, atte a garantire democrazia e stabilità istituzionale, fatti salvi quei casi in cui per motivi indipendenti dalla volontà o a causa di gravi impedimenti – si pensi alla durata di soli due anni dell’incarico al Presidente Mario Segni, colpito da ictus e quindi impossibilitato a proseguire – il mandato si conclude prima o si protrae oltre i sette anni, ma mai per più di nove anni complessivi – cosa accaduta ad esempio nel 2013 con la rielezione di Napolitano e ancor prima a De Nicola, primo Presidente della Repubblica Italiana –. Continua a leggere

Il Presidente travicello

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di Sil Bi

Dopo aver tanto promesso di “condividere con tutti” la scelta del prossimo Capo dello Stato, l’altroieri Renzi ha scoperto il suo gioco, che è quello di giocare a carte coperte: il Pd voterà scheda bianca durante i primi tre voti (così, sarà facile individuare i “disertori” che si attardano a scrivere un nome nella cabina…) e poi inizierà a votare un “nome secco” dalla quarta, salvo poi cambiare ancora verso quest’oggi apparentemente minando anche il patto del Nazareno.

In ogni caso, niente dibattito pubblico, dunque; niente “rose di nomi”. Il Segretario del Pd si giocherà tutto su una proposta unica, da rivelare all’ultimo momento utile, persino ai “suoi” parlamentari. Continua a leggere

Quirinale, un’elezione di plastica?

Plastico Vespa Napolitano Quirinale Porta

 

di Luca SOLDI

Andiamo incontro proprio a giorni difficili.
Non per gli annunci della BCE.
Non per le tante crisi che ci circondano.
Neppure per i pericoli provenienti dal fondamentalismo.

Bensì, ogni sera (per i più fortunati, al ritorno dal lavoro) per il dover assistere ed affrontare l’incognita su chi sarà l’inquilino del colle più alto.
Di colui che andrà ad occupare il Palazzo dei Palazzi.
Per essere il custode, il guardiano dei nostri destini.
Il garante per eccellenza. Continua a leggere

I Protocolli degli Anziani di Sion

Una bugia pericolosa: "I Protocolli degli Anziani di Sion", mostra inaugurata nel Gonda Education Center del Museo Statunitense dell'Olocausto nell'aprile 2006. Fonte: US Holocaust Memorial Museum

Una bugia pericolosa: “I Protocolli degli Anziani di Sion”, mostra inaugurata nel Gonda Education Center del Museo Statunitense dell’Olocausto nell’aprile 20
Fonte: US Holocaust Memorial Museum



Vorremmo tanto concludere questa giornata con una buona notizia com’è ormai consuetudine della pagina Facebook del blog di Essere Sinistra e purtroppo, sugli argomenti che abbiamo trattato, non è possibile, tant’è che ancora oggi viene contrabbandata come verità questa nefandezza della propaganda che sono i “I protocolli degli Anziani di Sion” di cui parla ampiamente il sito dell’Enciclopedia dell’Olocausto.

Chiudiamo riprendendo nuovamente la frase di Primo Levi che ha aperto questa giornata sulla nostra pagina: “Auschwitz è fuori di noi ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia

NON DIMENTICHIAMOLO

La Redazione



“Se mai è esistita un’opera in grado di generare odio di massa, i Protocolli di Sion sono quell’opera… Questo libro contiene solo bugie e calunnie”  Elie Wiesel, Premio Nobel per la Pace

I Protocolli degli Anziani di Sion costituiscono la pubblicazione antisemita più famosa e più diffusa dell’era moderna. Le bugie che essi contengono sugli Ebrei, anche se più volte screditate, continuano a circolare ancora oggi, specialmente su Internet. Le persone e i gruppi che hanno usato i Protocolli sono legati da un unico obiettivo: diffondere l’odio contro gli Ebrei.

I Protocolli sono in effetti un’opera di pura fantasia, scritta appositamente con l’intento di addossare agli Ebrei la colpa di tutta una serie di problemi. Coloro che li diffondono sostengono che essi documentino una cospirazione ebraica che avrebbe come obiettivo il dominio del mondo. In realtà, la cospirazione e i suoi supposti ideatori, i cosiddetti Anziani di Sion, non sono mai esistiti.

LE ORIGINI DI UNA MENZOGNA

Nel 1903, alcune parti dei Protocolli degli anziani di Sion furono pubblicate in serie da un giornale russo, Znamya (Il Manifesto). La versione dei Protocolli poi tramandata e tradotta in dozzine di lingue è però quella pubblicata per la prima volta in Russia nel 1905, come Appendice a Il Grande all’interno del Piccolo: la Venuta dell’Anti-Cristo e il dominio di Satana sulla Terra, dello scrittore russo Sergei Nilus.

Nonostante l’esatta origine dei Protocolli rimanga sconosciuta, il suo intento è chiaramente quello di rappresentare gli Ebrei come cospiratori contro lo Stato. In 24 capitoli – che contengono la presunta trascrizione di incontri dei capi della comunità ebraica – i Protocolli “descrivono” i “piani segreti” degli Ebrei per governare il mondo attraverso il controllo dell’economia e dei media e attraverso la provocazione di conflitti religiosi.

Dopo la Rivoluzione russa del 1917, alcuni fuoriusciti anti-bolscevichi portarono i Protocolli ad Occidente. In poco tempo essi cominciarono a circolare in tutta Europa, nonché negli Stati Uniti, Sud America e Giappone. Una traduzione araba apparve per la prima volta negli anni Venti.

A partire dal 1920, il giornale di proprietà del magnate dell’automobile Henry Ford, il The Dearborn Independent,, iniziò la pubblicazione di una serie di articoli basati in parte sui Protocolli. Il libro contenente questa serie di scritti, L’Ebreo Internazionale, venne poi tradotto in almeno 16 lingue. Sia Adolf Hitler sia Joseph Goebbels, che sarebbe poi diventato Ministro della Propaganda, lodarono Ford e l’ Ebreo Internazionale.

LA TRUFFA SMASCHERATA

Nel 1921 il London Times confermò che i Protocolli erano stati in larga parte copiati da un satira politica francese in cui gli Ebrei non venivano mai menzionati: Maurice Joly Dialogo all’Inferno tra Machiavelli e Montesquieu (1864). Altre ricerche rivelarono che i Protocolli si erano ispirati anche a un capitolo del romanzo dell’autore prussiano Hermann Goedsche Biarritz (1868).

L’ERA NAZISTA

L’ideologo del Partito Nazista Alfred Rosenberg portò all’attenzione di Hitler i Protocolli all’inizio degli anni Venti, quando Hitler stava lavorando alla sua ideologia e visione del mondo. Hitler fece riferimento ai Protocolli in alcuni dei suoi primi discorsi politici e, per tutta la durata della sua carriera, sfruttò il mito degli “Ebrei-Bolscevichi” che cospiravano per controllare il mondo.

Durante gli anni Venti e Trenta, i Protocolli degli Anziani di Sion giocarono un ruolo importante nella propaganda nazista: il Partito infatti pubblicò almeno 23 edizioni dei Protocolli, tra il 1919 e il 1939. Inoltre, dopo la presa del potere da parte del Nazismo, nel 1933, alcune scuole usarono i Protocolli per indottrinare gli studenti.

LA TRUFFA SMASCHERATA

Nel 1935, un tribunale svizzero multò due leader nazisti per aver fatto circolare a Berna (Svizzera) un’edizione in tedesco dei Protocolli. Il giudice che presiedeva il processo dichiarò i Protocolli “diffamatori”, “un chiaro falso” e “un cumulo di ridicole sciocchezze “.

Nel 1964 il Senato Americano pubblicò un rapporto che dichiarava i Protocolli un’opera di pura “invenzione”. Il Senato definiva i contenuti dei Protocolli “privi di senso” e criticava coloro che li “diffondevano”, accusandoli di usare gli stessi metodi propagandistici di Hitler.

Nel 1993, un tribunale russo deliberò che Pamyat, un’organizazione di estrema destra, aveva commesso un atto antisemita pubblicando i Protocolli.

Nonostante questi episodi in cui i Protocolli sono stati pubblicamente dichiarati un falso, essi rimangono il testo antisemita più influente pubblicato negli ultimi cento anni e continuano ad attirare gli antisemiti, sia gruppi sia singoli individui.

I PROTOCOLLI AL GIORNO D’OGGI

Secondo il “Rapporto sull’Antisemitismo Globale” redatto nel 2004 dal Dipartimento di Stato Americano, “L’obiettivo dei [Protocolli è] chiaramente quello di incitare all’odio contro gli Ebrei e contro Israele”.

Negli Stati Uniti e in Europa, i Protocolli vengono promossi e fatti circolare dai Neo-nazisti, da coloro che sostengono la supremazia della razza bianca, e dai Negazionisti. Libri basati sui Protocolli sono disponibili in tutto il mondo, persino in paesi dove non vi sono che pochi Ebrei, come il Giappone.

Molti testi scolastici in tutto il Mondo Arabo e Islamico sostengono che i Protocolli siano autentici. Innumerevoli discorsi politici, così come articoli di giornale e persino cartoni animati per bambini si ispirano ai Protocolli. Nel 2002, la televisione egiziana, sponsorizzata dal governo, mandò in onda una miniserie basata sui Protocolli, un evento condannato dal Dipartimento di Stato Americano. L’organizzazione palestinese Hamas utilizza in parte i Protocolli per giustificare gli atti terroristici contro i civili israeliani.

Internet ha aumentato drammaticamente la possibilità di accesso ai Protocolli. Anche se molti siti denunciano i Protocolli come una frode, Internet ha reso facile usarli per diffondere l’odio contro gli Ebrei. Oggi, una semplice ricerca su Internet restituisce diverse centinaia di siti che disseminano, vendono o discutono i Protocolli, mentre, in altri casi, li denunciano come una frode.


Testo e immagine: http://www.ushmm.org/wlc/it/article.php?ModuleId=10007058

Copyright © United States Holocaust Memorial Museum, Washington, DC

La costruzione del consenso: il fascismo e la comunicazione

IL RAZZISMO

 

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NELLA SOCIETA’

 

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DUCE! DUCE!

 

IL DUCE COMBATTENTE

DUCE COMBATTENTE

 

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DUCE PADRE

 

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DUCE ARTISTA

 

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DUCE E RE (FRANCOBOLLO)

 

DIO PATRIA-FAMIGLIA

DIO
PATRIA-FAMIGLIA

 

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IL DUCE DOMINA IL TEMPO (CALENDARIO)

 

IL DUCE HA PARLATO!

IL DUCE HA PARLATO!

 

VINCERE!

VINCERE!

 

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L’ORA SEGNATA DAL DESTINO E’ SCOCCATA!

 

 

(immagini dal web)

Dichiarazione sulla razza

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Con questa dichiarazione anche in Italia si arriva alla genesi dell’orrore.
Un orrore ottenuto con il consenso, il consenso costruito, inculcato e ben radicato di un germe che non è mai morto.
Non dimentichiamolo mai.

La Redazione



Dal sito Olokaustos

Il Gran Consiglio del Fascismo, in seguito alla conquista dell’Impero, dichiara l’attualità urgente dei problemi razziali e la necessità di una coscienza razziale.
Ricorda che il Fascismo ha svolto da sedici anni e svolge un’attività positiva, diretta al miglioramento quantitativo e qualitativo della razza italiana, miglioramento che potrebbe essere gravemente compromesso, con conseguenze politiche incalcolabili, da incroci e imbastardimenti.

Il problema ebraico non è che l’aspetto metropolitano di un problema di carattere generale. Il Gran Consiglio del Fascismo stabilisce:
a) il divieto di matrimoni di italiani e italiane con elementi appartenenti alle razze camita, semita e altre razze non ariane;
b) il divieto per i dipendenti dello Stato e da Enti pubblici – personale civile e militare – di contrarre matrimonio con donne straniere di qualsiasi razza;
c) il matrimonio di italiani e italiane con stranieri, anche di razze ariane, dovrà avere il preventivo consenso del Ministero dell’Interno;
d) dovranno essere rafforzate le misure contro chi attenta al prestigio della razza nei territori dell’Impero.

Ebrei ed ebraismo

Il Gran Consiglio del Fascismo ricorda che l’ebraismo mondiale, specie dopo l’abolizione della massoneria, è stato l’animatore dell’antifascismo in tutti i campi e che l’ebraismo estero o italiano fuoriuscitoè stato, in taluni periodi culminanti come nel 1924/25 e durante la guerra etiopica unanimemente ostile al fascismo.
L’immigrazione di elementi stranieri, accentuatasi fortemente dal 1933 in poi, ha peggiorato lo stato d’animo degli ebrei italiani, nei confronti del regime, non accettato sinceramente, poiché antitetico a quella che è la psicologia, la politica, l’internazionalismo d’Israele. Tutte le forze antifasciste fanno capo ad elementi ebrei; l’ebraismo mondiale è, in Spagna, dalla parte dei bolscevichi di Barcellona. Continua a leggere

La costruzione del consenso: il fascismo, i giovani, la famiglia

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COLONIA ELIOTERAPICA

 

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MILANO - raccolta della lana durante il regime fascista due giovani studenti durante il tragitto per una via del quartiere portano a mano la busta con la lana.

MILANO – raccolta della lana durante il regime fascista due giovani studenti durante il tragitto per una via del quartiere portano a mano la busta con la lana

 

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(foto dal web)

La costruzione del consenso: il fascismo e la scuola

Le materie di studio

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Obbedire, obbedire, obbedire

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QUADERNO DEGLI ESERCIZI DI MATEMATICA

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Libro di testo di I elementare

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Il-libro-della-II-classe

 

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saluto

 

(immagini dal web)