CIFA: dalla parte dei bambini. Tutti i bambini del mondo

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Con questa riflessione e questo invito che ci sono stati inviati da Monica Nobile, collaboratrice del CIFA che ringraziamo, Essere Sinistra sceglie di sostenere un’importantissima iniziativa invitando tutti i suoi lettori a donare e a donarsi.

Perchè donarsi? Perchè quando inviamo il nostro click in favore di una campagna come questa, doniamo un pezzettino di noi stessi, della nostra voglia di ritrovare un valore imprenscindibile come la solidarietà.
Perchè impegnamo un piccolissimo ma fondamentale frammento del nostro essere umani in favore di chi ogni giorno si spende e si prodiga per fare di questo mondo così difficile, un posto migliore per i bambini. E ritornare umani è un dovere di ciascuno di noi.

Leggiamo le belle e significative riflessioni di Monica e DONIAMO QUI il nostro click!

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Una riflessione sull’adozione internazionale da dove nasce il progetto Cifa In viaggio.
Per un bambino adottato sentirsi accolto nella sua interezza significa sentirsi accettato. E’ la base per poter lavorare serenamente alla strutturazione della propria identità di persona.

I bambini adottati NON SONO MAI paragonabili ai bambini biologici, la loro storia ne fa persone profondamente diverse. Per questo i piccoli hanno diritto a godersi le proprie diversità senza suscitare stupore. Questa è la chiave per comprendere la necessità dell’informazione sull’adozione.

L’adozione internazionale non è l’adozione di un bambino straniero, è il lavoro che il bambino fa per essere accolto in una famiglia straniera. Siamo noi ad essere gli stranieri per lui.

Ciò premesso e fermo restando l’attenzione e la centralità sul tema dell’adozione, è fondamentale la preparazione e la sensibilità su contenuti teorici e strategie che possano essere spesi nelle molteplici situazioni che l’adulto affronta con bambini speciali.

Temi centrali in questo senso sono la capacità di ascolto attivo, l’elaborazione di strategie per la gestione delle emozioni, l’aggiornamento dell’insegnante sulla progettazione didattica per riconoscere e affrontare le difficoltà di apprendimento.

Prima di tutto con un bambino, specialmente con un bambino portatore di una storia dolorosa, deve essere stabilita una relazione affettiva, un clima sicuro e di fiducia, dove nessuno si senta escluso e ciascuno senta di essere accettato.

I bambini adottati suscitano sentimenti ed emozioni forti e l’adulto può attivare due meccanismi contrapposti: forte coinvolgimento emotivo o al contrario allontanamento e distacco.

Con tali sentimenti l’adulto dovrà fare i conti, dovrà rendersi consapevole dei propri sentimenti, elaborandoli, guardandoli, vivendoli attraverso lo scambio autentico e sincero. In particolare, a scuola il rapporto emotivo richiede che l’insegnante sappia relazionarsi con le proprie reazioni emotive, le proprie incertezze e forse anche con le proprie paure: delle critiche, dell’ostilità, di perdere il controllo, della sofferenza.

Laddove sia possibile l’insegnante troverà supporto e aiuto ad affrontare la relazione emotive con il bambino adottato negli operatori esperti del settore; delle equipe adozioni dei servizi territoriali di riferimento e degli enti che si occupano di adozione internazionale. Conoscere approfonditamente le modalità e le caratteristiche dell’adozione, essere ben informati, superare gli stereotipi attraverso una documentazione e una formazione corretta consentirà all’insegnante di non incorrere, anche involontariamente, in comportamenti e atteggiamenti lesivi o dolorosa nei confronti del bambino.

La possibilità di relazione educativa significativa e positiva con il bambino passa anche attraverso la capacità di instaurare un rapporto di reciproca collaborazione degli adulti che si occupano di bambini (ad esempio insegnanti ed educatori) con le famiglie.

I genitori adottivi hanno alle spalle un lungo percorso che li ha portati all’adozione e una conoscenza della provenienza e delle specifica realtà del proprio figlio; vanno ascoltati, senza indagare, rispettando la loro privacy e la le loro decisioni sul dire o non dire ciò che appartiene alla storia del proprio figlio.
Vanno informati su ciò che avviene in classe in un’ottica di costruzione di un rapporto di rispetto e di collaborazione che sia la base del ponte tra casa e scuola, fondamentale per la crescita armonica del bambino, indispensabile per affrontare le problematiche che l’inserimento scolastico potrebbe far emergere.

Il percorso di accoglienza di un bambino adottato parte dalla creazione di un “clima” che possa agevolare il racconto, la libertà di espressione, la possibilità di un dialogo profondo e confidenziale sulla propria storia.
E’ un percorso che non può e non deve riguardare SOLO il bambino adottato, ma che deve partire dal presupposto che un bambino adottato è occasione preziosa per affrontare e godere della ricchezza delle diversità all’interno di una comunità: ogni bambino ha una storia, un tesoro di cui tutti gli altri possono fare bagaglio in un clima di rispetto e di autentico interesse.

Va infine ricordato e sottolineato che le LINEE DI INDIRIZZO PER FAVORIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI ADOTTATI approvate di recente dal Miur (Ministero Istruzione Università Ricerca) prevedono e mettono in primo piano la formazione degli insegnanti e la cooperazione educativa tra insegnanti e famiglie all’interno di un lavoro di rete che coinvolge esperti del settore.

Occorre che ora i propositi sulla carta si traducano in buone pratiche educative, affinché si intraprenda il necessario percorso di costruzione di una comunità accogliente e rispettosa nei confronti delle bambine e dei bambini.

L’Ente Cifa, che opera da oltre trent’anni nel campo della cooperazione e dell’adozione internazionale, dedica il suo impegno nella formazione degli insegnanti, nei gruppi dedicati ai genitori adottivi e a quanti intendono iniziare il percorso per l’adozione, nelle attività dedicate alle bambine ai bambini, soprattutto nella scuola.
Cifa in viaggio è il progetto attivato dall’ente per promuovere la formazione, la rete solidale tra genitori, il benessere delle bambine e dei bambini.

Per sostenere il progetto Cifa In Viaggio vota l’organizzazione Cifa: è semplice e non costa nulla, basta solo un click.

Monica NOBILE

(foto dal web)

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