In Liguria i nodi sono arrivati al pettine (2° parte)

cofferati conferenza stampa

 

di Nello BALZANO

UN APPROFONDIMENTO E UNA RIFLESSIONE

In merito a quanto scrivevo ieri  riprendo da qui con l’intenzione di spiegare l’andamento della campagna elettorale per le Primarie nei fatti più salienti e spendendo due parole per chiarire meglio la posizione di Sergio COFFERATI relativamente a quanto avvenuto.

Immaginiamo il clima.
Dal momento che qualche esponente di destra, sostenitore dell’avversaria, mai ha rinnegato “certe appartenenze”, per giunta “caricato” dalle sale sempre piene che con gli applausi dei presenti confermavano i timori che tutti noi nutrivamo, COFFERATI era costretto ogni giorno all’indignazione, ad esternare in ogni istante la sua contrarietà e quella dei suoi sostenitori, contrarietà che lo riguardava anche nel suo essere antifascista, tanto che ha continuato a chiedere a gran voce che a livello nazionale si prendesse posizione, ma a parte isolate dichiarazioni di alcuni esponenti della minoranza, regnava il silenzio assoluto di chi doveva assumere giuste decisioni.

In primo luogo quelle del Segretario/Presidente del Consiglio che, (FORSE) preoccupato di non rovinare il clima con il centro-destra nel riuscire a realizzare le sue riforme, non ha ritenuto opportuno “intromettersi” in “beghe” locali e a seguire tutto il Pd nazionale e locale.

Conosciamo tutti l’epilogo: le Primarie nel loro risultato inquinato, così come confermato dall’esame dei garanti dei verbali dei soli rappresentanti di COFFERATI, compreso l’intervento della Magistratura che autonomamente e dietro esplicite richieste (ad esempio quella del Segretario Provinciale del Pd di Savona) ha aperto diverso fascicoli d’inchiesta, hanno proclamato vincitrice la candidata PAITA, con il riconoscimento anche della Segreteria Nazionale.
Anche qui pochi i distinguo della minoranza in particolare nelle persone di Andrea RANIERI, eletto in Direzione Nazionale e dei deputati FASSINA, CIVATI e PASTORINO.

Sergio COFFERATI a fronte di tutto questo, confermando i suoi principi di coerenza, colpito dal silenzio nel merito proprio del Segretario RENZI, non ha potuto far altro che dimettersi dal Partito Democratico anche in considerazione del fatto che essendo uno dei suoi 45 fondatori, vede evidenziare una grave ferita nei suoi fondamenti principali.

Su di lui ognuno è libero di esprimere la propria valutazione politica, può ricercare aspetti apparentemente contradditori, ma sempre ammessi da lui stesso e ampiamente giustificati, in questa campagna elettorale, non trascurando nemmeno la parentesi da sindaco di Bologna che, nella voce di una parte dei suoi cittadini ne lamentavano il metodo e l’efficacia, trascurando però il fatto che la sua candidatura, allora, ha spodestato il centro-destra di GUAZZALOCA e ha riconsegnato, dopo un mandato, la città al centro-sinistra di DELBONO.

Nel merito dei dettagli non sono in grado di esprimere valutazioni nette, ma personalmente voglio evidenziare i suoi aspetti caratteriali che lo portano ad esprimere autorevolezza, coerenza nelle sue attività, l’aver sempre richiesto moralità e trasparenza ai suoi interlocutori, il  rispetto che ha sempre espresso verso gli aspetti generazionali, di competenza e di genere sin da quando ricopriva ruoli nella CGIL e a seguire in tutto il suo percorso.
Non sottovaluto inoltre un aspetto fondamentale: non ha mai cercato “sponde”, ha sempre cercato di agire con la sua autonomia, ma soprattutto l’aspetto più importante è quello che tutti i ruoli che ha ricoperto e tuttora ricopre, godono dell’investitura non dall’alto, ma diretta degli elettori.

Queste caratteristiche lo indicavano come candidato ideale in Liguria, dove un PD diviso e alquanto inerte, non è riuscito ad imporre una Politica chiara di ricerca delle giuste candidature, un PD schiacciato dalla forte influenza, da 30 anni ormai, dalle innegabili capacità politiche di Burlando e di pochi altri dirigenti, che hanno sempre saputo interpretare ogni stagione senza però mai scendere dal loro piedistallo, tarpando le ali ad ogni alternativa interna.

La logica dei fatti e il profilo di COFFERATI, di fronte ad uno scenario così descritto, avrebbero dovuto vedere l’espressione di un coraggio nell’azzerare tutto, compreso il controverso risultato delle Primarie, che, a mio giudizio, avrebbe goduto di un duplice effetto: ossia aggregare tutte le forze e le intelligenze di centro-sinistra ed evidenziare, mettendole all’angolo, le forti contraddizioni di chi sostiene la “conservazione” del potere. Ma purtroppo questo non è avvenuto.

L’opinione che io personalmente mi sono fatto ragionando sul passato e valutando lo svolgersi dei fatti relativi alle Primarie, mi fa dire che quanto è accaduto non solo è inconcepibile per un partito che si definisce di centro-sinistra ma è persino paradossale, tanto che mi sono fatto addirittura l’opinione che ci sia stata una sorta di “astuzia” delle forze del centro-destra nel mettere in campo questa opzione: far vincere le Primarie alla PAITA così da renderla invisa alle forze ed agli elettori di sinistra proprio per allontanarli dal voto.

Ma non è detto che tutti i mali vengano per nuocere, perchè anche se costretti a cercare altre opzioni di voto nel passaggio delle Primarie, non è affatto escluso che poi gli elettori di sinistra sapranno ricompattarsi in un altro organismo e sconfiggerla alle elezioni di maggio.

È inevitabile che un sostegno alla vincitrice da parte di chi non si riconosce nei metodi e nella continuità amministrativa, di chi considera una gravità enorme l’eventualità di accordi con parte del centrodestra, è improponibile.

Nascerà quindi dal basso (ed è giusto che sia così) un’aggregazione alternativa in grado di interpretare il più possibile le esigenze dei liguri, una coalizione che definire con il semplice, ma importante appellativo di “sinistra” è riduttivo, perché dovrà rivolgersi a tutti coloro i quali non si riconoscono più in questo modo di far Politica, che dovrà proporre un programma chiaro che identifichi le potenzialità e le specificità di questa regione, soprattutto nel lavoro e nel turismo, che dovrà saper riconoscere i giusti interventi per rimediare i guasti e le trascuratezze di tutti questi anni nella tutela del territorio, nella sanità, senza trascurare gli aspetti culturali e di ricerca, presenti, ma sottovalutati.

Non è fantasia sostenere che questo schema può riguardare aspetti a livello nazionale.
Forse è improprio definire la Liguria “laboratorio politico” ma di certo può essere un buon punto di riferimento per tutti.

 

(immagine dal web)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...