L’Indottrinamento della Gioventù

gioventù

Un ragazzino appartenente alla Gioventù Hitleriana posa per il fotografo nella città renana di Bruehl, 1934. Nel 1939 entrare nell’organizzazione giovanile nazista divenne obbligatorio per tutti i ragazzi e le ragazze compresi tra i dieci e i diciotto anni. (Fonte: Bildarchiv Preussischer Kulturbesitz)



Ogni dittatura che “si rispetti” deve fare del consenso un meccanismo strutturato, un germe che radichi soprattutto nel terreno nelle nuove generazioni. E verrebbe da dire che sia doppiamente manipolatorio questo processo proprio perchè parliamo di bambini e giovani che hanno una pulizia di fondo e nessuno schermo con cui proteggersi.
Per il Nazismo è stato una vera e propria fabbrica, un processo sistematico e sistemico, proprio nel senso che entrava nel circolo della linfa vitale di ogni nuovo individuo e saturava ogni anfratto, ogni meandro della mente e questo articolo dell’Enciclopedia dell’Olocausto lo illustra molto bene e molto dettagliatamente.
Solo pensarlo è qualcosa che fa orrore ed anche qualcosa che non deve mai più accadere perchè quelle nuove vite, a loro volta, diverranno uomini e diffonderanno alla loro discendenza un germe che dovrebbe invece finire sterilizzato affinchè non si propaghi mai più, indipendentemente dal substrato che troverà.

La Redazione



“Questi ragazzi e queste ragazze entrano nelle nostre organizzazioni all’età di dieci anni e spesso è la prima volta che possono respirare un po’ d’aria nuova; dopo quattro anni trascorsi nel Gruppo Giovani passano alla Gioventù Hitleriana, dove li teniamo per altri quattro anni […] E anche se a quel punto non sono ancora dei Nazional Socialisti al cento per cento, poi passano nel Corpo Ausiliari e lì vengono ulteriormente ammorbiditi, per sei, sette mesi… Dopodiché, qualunque coscienza di classe o di status sociale possa essergli ancora rimasta… se ne occuperà la Wehrmacht [l’esercito tedesco].” Adolf Hitler (1938)

A partire dagli anni ’20, il Partito Nazista considerò la gioventù tedesca un obiettivo speciale dei suoi messaggi propagandistici. Quei messaggi insistevano sul fatto che il Partito costituisse un movimento particolarmente adatto ai giovani, in quanto fortemente dinamico, dalla mentalità elastica e che guardava al futuro con ottimismo. Milioni di giovani Tedeschi, inoltre, vennero conquistati dal Nazismo sia all’interno delle classi scolastiche che attraverso le attività extracurricolari. Nel gennaio del 1933, la Gioventù Hitleriana aveva solo 50.000 membri, ma alla fine dello stesso anno quella cifra si era incrementata fino a raggiungere più di due milioni di iscritti. Entro il 1936 avrebbe poi raggiunto i 5.4 milioni, ben prima cioè che iscriversi all’organizzazione diventasse obbligatorio, nel 1939. Inoltre, le autorità tedesche proibirono la costituzione di nuove organizzazioni giovanili, o sciolsero quelle già esistenti che potevano competere con la Gioventù Hitleriana.

Il Sistema Scolastico nello Stato Nazista

L’istruzione nel Terzo Reich serviva a indottrinare gli studenti e a trasmettere loro la visione del mondo del Nazional Socialismo. Gli studiosi nazisti e gli insegnanti glorificavano le razze nordiche, in particolare quella “ariana”, denigrando allo stesso tempo gli Ebrei e altri popoli ritenuti inferiori, definendoli “razze bastarde e parassite”, incapaci di creare una vera cultura o un’autentica civiltà. Dopo il 1933, il regime nazista eliminò dalle scuole pubbliche tutti gli insegnanti Ebrei o quelli che venivano ritenuti “politicamente inaffidabili”. La maggior parte degli educatori, tuttavia, rimase al proprio posto, scegliendo di entrare nella Lega degli Insegnanti Nazional Socialisti. Entro il 1936, il 97% degli insegnanti delle scuole pubbliche era entrato nella Lega e, in effetti, quella fu la categoria professionale che registrò il più alto numero di adesioni al Partito Nazista.

Sia a scuola che nella Gioventù Hitleriana, l’istruzione mirava a produrre cittadini tedeschi consapevoli delle differenze razziali e allo stesso tempo obbedienti, pronti al sacrificio, e disposti a morire per il “Führer e per la Madrepatria”. La devozione a Adolf Hitler era infatti una componente essenziale dell’addestramento impartito dalla Gioventù Hitleriana. I giovani Tedeschi ad esempio celebravano il suo compleanno (il 20 aprile) – che era anche festa nazionale – come cerimonia di ammissione nell’organizzazione. Inoltre, gli adolescenti tedeschi giuravano fedeltà a Hitler e giuravano di difendere la nazione e il suo capo una volta che fossero entrati nell’esercito.

Le scuole giocarono quindi un ruolo importante nel disseminare le idee naziste tra la gioventù tedesca: mentre i censori toglievano certe letture dalle classi, gli educatori tedeschi introducevano nuovi testi che insegnavano agli studenti l’amore per Hitler, l’obbedienza allo Stato, il militarismo, il razzismo e l’antisemitismo.

Fin dai primi giorni di scuola, i bambini tedeschi venivano imbevuti del culto di Adolf Hitler e il suo ritratto era un oggetto comune nelle aule tedesche. I libri di testo, inoltre, spesso contenevano storie che descrivevano l’emozione provata da un bambino la prima volta che aveva visto il leader tedesco.

Giochi da tavolo e altri giocattoli per l’infanzia vennero anche usati come strumenti per diffondere la propaganda politica e razziale tra i giovani tedeschi, nonché per inculcare nei bambini la cultura militarista.

Le Organizzazioni Giovanili

La Gioventù Hitleriana e la Lega delle Giovani Tedesche furono gli strumenti principali che i Nazisti usarono per plasmare le convinzioni, il modo di pensare e le azioni della gioventù in Germania. I leader dei giovani pianificavano e controllavano attentamente le attività da svolgere e organizzavano eventi per diffondere la propaganda: così avveniva, ad esempio, in occasione dei grandi raduni popolari dove si svolgevano attività di carattere rituale e spettacoli che dovevano creare l’illusione di una comunità nazionale, capace di superare quelle divisioni di classe e di religione che avevano caratterizzato la Germania prima del 1933.

Fondata nel 1926, la Gioventù Hitleriana aveva come scopo originale quello di addestrare i ragazzi al servizio nelle SA (Truppe d’Assalto), una formazione paramilitare che faceva capo al Partito Nazista. Dopo il 1933, però, i leader giovanili cercarono di integrare i ragazzi nella comunità nazionale nazista e di prepararli al servizio militare, all’inizio solo per l’esercito ma in seguito anche per le SS.

Nel 1939, l’appartenenza ai gruppi giovanili nazisti divenne obbligatoria per tutti i ragazzi e le ragazze compresi tra i dieci e i diciotto anni d’età. Gli incontri che si svolgevano dopo la scuola e i campeggi nei fine settimana – sponsorizzati dalla Gioventù Hitleriana e dalla Lega delle Giovani Tedesche – insegnavano ai ragazzi la fedeltà al Partito Nazista e ai futuri leader dello Stato Nazional Socialista. Quando giunse il 1939, più di 765.000 giovani occupavano posti di leadership nelle organizzazioni giovanili, che li preparavano a ricoprire lo stesso ruolo nell’esercito e nella ormai imminente burocrazia di occupazione tedesca.

La Gioventù Hitleriana univa lo sport e le attività ricreative svolte all’aria aperta con l’insegnamento dell’ideologia. Analogamente, la Lega delle Giovani Tedesche propugnava attività atletiche di gruppo, come la ginnastica ritmica, che le autorità tedesche responsabili delle politiche di salute pubblica ritenevano meno pesanti per il fisico femminile e più adatto a preparare le giovani donne alla maternità. Le esibizioni pubbliche di tali principii incoraggiavano altri giovani, sia ragazzi che ragazze, a rinunciare alla propria individualità e ad abbracciare gli obiettivi della collettività ariana.

Il Servizio Militare

Appena raggiungevano i diciotto anni, i ragazzi dovevano immeditamente arruolarsi nell’esercito o nel Corpo Ausiliari del Reich, per i quali le attività nella Gioventù Hitleriana li avevano preparati. I materiali creati dalla propaganda invocarono costantemente la devozione, sempre più cieca, all’ideologia nazista, persino nel momento in cui l’esercito tedesco stava ormai patendo sconfitta su sconfitta.

Nell’autunno del 1944, mentre le forze alleate attraversavano i confini della Germania, il regime nazista cominciò ad arruolare i giovani al di sotto dei sedici anni, insieme ad anziani al di sopra dei 60 anni, in unità chiamate “Volkssturm” (Squadre d’Assalto del Popolo) per difendere il Reich.

Dopo la resa incondizionata delle forze armate tedesche nel maggio del 1945, alcuni giovani tedeschi continuarono a combattere in gruppi di guerriglia conosciuti come “Werewolves” [ i Lupi mannari]. Durante l’anno successivo, le forze d’occupazione alleate obbligarono i giovani tedeschi a sottoporsi a un processo di “denazificazione” e ad essere istruiti sui valori della democrazia attraverso attività tese a contrastare gli effetti di dodici anni di propaganda nazista.


Testo e immagine: http://www.ushmm.org/wlc/it/article.php?ModuleId=10007820

Copyright © United States Holocaust Memorial Museum, Washington, DC

 

 

 

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