Il Presidente travicello

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di Sil Bi

Dopo aver tanto promesso di “condividere con tutti” la scelta del prossimo Capo dello Stato, l’altroieri Renzi ha scoperto il suo gioco, che è quello di giocare a carte coperte: il Pd voterà scheda bianca durante i primi tre voti (così, sarà facile individuare i “disertori” che si attardano a scrivere un nome nella cabina…) e poi inizierà a votare un “nome secco” dalla quarta, salvo poi cambiare ancora verso quest’oggi apparentemente minando anche il patto del Nazareno.

In ogni caso, niente dibattito pubblico, dunque; niente “rose di nomi”. Il Segretario del Pd si giocherà tutto su una proposta unica, da rivelare all’ultimo momento utile, persino ai “suoi” parlamentari.
Sullo sfondo, i conciliaboli misteriosi che si moltiplicano tra Lotti e Verdini, tra Renzi e Berlusconi, e poi chissà. Riunioni segrete in cui nessuno sa che cosa entri nelle tratttative, oltre al nome del candidato al Quirinale; ogni sospetto, così, diventa lecito.

E’ davvero difficile, dopo una procedura così “escludente”, pretendere dai parlamentari la disciplina di partito; Renzi sa benissimo di non poterlo fare, anche perchè nel 2013 fu proprio lui a rigettare la scelta di Bersani, affossando la candidatura di Franco Marini.

In questo modo, però, deputati e senatori – e, di conseguenza, i cittadini che essi rappresentano – sono tagliati fuori dalla scelta del prossimo Presidente della Repubblica, che verrà compiuta da colui che oggi riveste il ruolo di capo dell’esecutivo, sulla base di criteri sconosciuti. Ancora una volta, i parlamentari saranno posti davanti al solito ricatto: volete chinare il capo alla volontà del Leader o vi assumete la responsabilità di gettare il Paese nel caos?

L’unico antidoto ad una simile arroganza, che vìola tutti i princìpi di legalità costituzionale, sarebbe un atto di coraggio e di dignità da parte del Parlamento:un buon numero dei suoi membri dovrebbe accordarsi su un nome “altro”, sfidando Renzi ad imporre il suo.
La proposta è già arrivata da parte di SEL: peccato che il M5S esiti ad aderire, perso anch’esso dietro i mille assurdi tatticismi del premier. Peccato che la minoranza del Pd pensi più a “pesare” il proprio ruolo nel partito che al bene degli italiani…

Il probabile risultato è che Renzi potrà ottenere ciò che desidera – un “presidente travicello” – docile strumento nelle sue mani, che asseconderà tutte le forzature che egli vorrà compiere contro le regole della nostra democrazia parlamentare e gli “coprirà le spalle” nei momenti di difficoltà.

Che sia Amato, Fassino o Delrio, Finocchiaro o Veltroni, avremo un Presidente che reggerà il moccolo al governo e proteggerà le “larghe intese” fino a quando faranno comodo al suo “creatore”.
E, oltre al danno, avremo la beffa delle consuete strida dei grillini: capaci solo, come sempre, di piangere sul latte versato.

(immagine dal web)

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