Identikit di un Presidente

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di Simona GHINASSI STROCCHI

(Ringraziamo Ilda Marino per averci permesso di pubblicare questo articolo riprendendolo dal suo blog, Il Crocevia delle Idee)


 

Leggere la Costituzione non è sufficiente per definire le qualità e le caratteristiche di un Presidente.

“ Tutta colpa” dei nostri Padri Costituenti, che concessero ‘maglie larghe’, perché forse troppo fiduciosi che gli italiani , e soprattutto la loro politica, mantenessero le promesse e le aspettative formulate in quel momento d’oro che fu la fase Costituente del 1948, così piena di speranze. La realtà di questi ultimi anni ci conferma invece quanto il decadimento generale della politica abbia inficiato il loro lascito così importante e fondamentale per la democrazia.
A scanso di ogni ironia legata all’attualità, se la politica fosse stata ciò che i Padri Costituenti immaginavano, la loro scelta lungimirante lasciava ampia libertà alle leggi future di adeguarsi mano a mano con nuovi sviluppi normativi, legati alla mutevolezza della società nel suo divenire.

Il Titolo Secondo della Carta Costituzionale inizia con gli articoli – dal numero 83 al numero 91- che regolano le modalità di elezione del Presidente della Repubblica, i compiti, le deleghe e le tutele che la sua figura assume durante il settennato, ma nulla spiegano nel merito del ruolo specifico se si esclude il suo giuramento di fedeltà al dettato Costituzionale dal quale consegue la sua figura di garante e osservatore imparziale dell’approccio alle regole democratiche espresse dai legislatori.

La figura del Presidente come Capo dello Stato, rappresenta una delle novità più rilevanti all’interno della Carta, perché egli, viene non designato per asse ereditario o successione divina, ma eletto democraticamente dall’assemblea Parlamentare a Camere congiunte con la partecipazione dei grandi elettori – Presidenti delle Regioni Italiane- tramite voto segreto. La durata settennale dell’incarico presidenziale, assume contemporaneamente l’aspetto di provvisorietà e di continuità, atte a garantire democrazia e stabilità istituzionale, fatti salvi quei casi in cui per motivi indipendenti dalla volontà o a causa di gravi impedimenti – si pensi alla durata di soli due anni dell’incarico al Presidente Mario Segni, colpito da ictus e quindi impossibilitato a proseguire – il mandato si conclude prima o si protrae oltre i sette anni, ma mai per più di nove anni complessivi – cosa accaduta ad esempio nel 2013 con la rielezione di Napolitano e ancor prima a De Nicola, primo Presidente della Repubblica Italiana –.

Spesso si è parlato di quanto, alcuni Presidenti del passato fossero desiderosi di accettare una rielezione, ma formalmente un Presidente non si candida mai, sono altri organi a proporlo – organi parlamentari politici – difatti non ha un programma a sostenerne la sua candidatura e la sua designazione dipende esclusivamente dalla sua storia personale di rettitudine civile e al rispetto per la democrazia e le leggi costituzionali dello Stato.
Il suo ruolo è privo di ogni titolo legislativo, amministrativo o giudicante, con una funzione ‘atecnica’ o genericamente di influenza e persuasione. Si ricordi che nello Statuto Albertino il Capo dello Stato era il Re, nominato per successione dinastica, aveva pieni poteri di nomina e revoca del Regno, mai estranea, nemmeno nel momento di trasformazione pseudo parlamentare avvenute nel periodo fascista, alle decisioni politiche, alle nomine o alle scelte in materia di politica estera e di difesa militare.

Al Presidente democraticamente eletto, non compete nessun formale o ufficiale atto di assenso o dissenso nel merito dei contenuti legislativi elaborati in Parlamento, il suo ruolo imporrebbe un atteggiamento di totale imparzialità, mentre la storia ci ha insegnato che alcune figure presidenziali hanno oltrepassato la linea di confine assumendo un ruolo ‘governante’, in alcuni casi con smaccati comportamenti di parte, altre volte per sanare un vuoto o una crisi politica fatale all’adempimento delle regole istituzionali. In ogni caso la sua immagine di tutore dell’Unità della Repubblica non deve sconfinare mai al di fuori dei suoi rapporti con gli altri poteri costituzionali.

Ha facoltà di nominare una parte dei componenti della Corte Costituzionale – un terzo dei totali 15 membri – e deve sottostare al volere del Governo che ha il compito di controfirmare la maggioranza degli atti Presidenziali con la firma del Ministro competente in materia. E’ importante ricordare che all’obbligo di controfirma, fa da contraltare la così detta ‘Irresponsabilità giuridica del Presidente’ ex Art. 91.1 Cost. che lo solleva e lo protegge da qualsiasi responsabilità che riguardi l’ambito delle sue funzioni presidenziali, ad esclusione dei reati di ‘alto tradimento’ e ‘attentato alla Costituzione’, reati per i quali viene messo sotto stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune a maggioranza dei suoi membri.

Al di fuori delle sue funzioni presidenziali, il Presidente della Repubblica è un privato cittadino e per questo perseguibile civilmente o penalmente. L’immunità presidenziale si estende ai soli atti compiuti nell’esercizio delle funzioni di Presidente della Repubblica o a fatti ad esso strumentali o accessori, in ogni caso sono esclusi dall’immunità fatti che abbiano natura extra funzionale. In caso di reati penali, il Presidente risponde alla legge ordinaria solo al termine del suo mandato presidenziale e comunque solo se i termini di prescrizione di tale reato non sono scaduti.

Attribuzioni relative al potere legislativo della Presidenza della Repubblica:

Art. 87 Cost.
– Può inviare messaggi alle Camere per segnalare le situazioni di particolare urgenza che riguardano emergenze nel Paese.
– Indire le elezioni delle nuove Camere e fissarne la prima riunione.
– Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo ed in tale caso il Presidente ha facoltà di esercitare un controllo di legittimità di merito richiedendone il riesame ma non potendone impedire la presentazione alle Camere se il Governo insiste.
– Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
– Indice il Referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione che possono essere abrogativi o Costituzionali.

Art. 88 Cost.
– Disciplina il potere di sciogliere le Camera, sentiti i loro Presidenti, può scioglierle entrambe o solamente una di esse. Non può esercitare questa azione durante gli ultimi sei mesi di mandato, salvo che coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. Lo scioglimento delle Camere può avvenire anche nel caso di mozione sfiducia del Parlamento al Governo in carica, oppure nel caso in cui vi sia contrasto insanabile fra le Camere del Parlamento ed il Governo per indire a breve nuove elezioni , ma può peraltro astenersi dallo scioglimento e procedere a nuove consultazioni per la formazione di un altro Governo. Quest’ultima pratica è fortemente condizionata dal tipo di legge elettorale in vigore, il passaggio dal sistema elettorale proporzionale al sistema maggioritario infatti ha reso sempre meno incisivo il ruolo del Presidente in quanto la formazione di Governo è sempre stata lo specchio del successo elettorale dei leader politici posti a capo delle due maggiori coalizioni politiche. Lo scioglimento delle Camere può avvenire anche in caso di assenza di maggioranza parlamentare che determini il susseguirsi di crisi extraparlamentari, ovvero nel caso in cui appaia evidente che, ed è un caso limite, il Parlamento non rispecchi più la volontà popolare.

Attribuzioni relative al potere esecutivo della Presidenza della Repubblica:

Art. 87. Cost.
– Nomina nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
– Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici.
– Ratifica i trattati internazionali, previa quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.
– Ha il comando delle Forze Armate
– Presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge.
– Dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Art. 92 Cost.
– Le situazioni politiche contingenti condizionano le nomine del Presidente del Consiglio e dei Ministri. Se nel passato la frammentazione politica e la presenza di più forze di coalizione imponevano un tratto più incisivo nelle nomine da parte del Presidente della Repubblica, oggi è consequenziale la nomina alla Presidenza del Consiglio del vincitore della competizione elettorale diretta espressione della maggioranza Parlamentare. Tuttavia il ruolo del Presidente emerge, come già ricordato nelle fasi di crisi parlamentare, in tal caso è sua prerogativa individuare una figura alternativa che raccolga il consenso della maggioranza del Parlamento prima di dichiarare lo scioglimento delle Camere e indire nuove elezioni.

Attribuzioni relative al potere giudiziario della Presidenza della Repubblica:

Art. 87 Cost.
– Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura.
– Può concedere grazia e commutare pene.

Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali:

– Promulgazione delle leggi;
– Rinvio al Parlamento delle leggi;
– Messaggio al Parlamento;
– Nomina di cinque senatori a vita;
– Nomina di cinque giudici costituzionali;
– Nomina di otto esperti quali componenti del CNEL (Istituto ora soppresso).

Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi:

Rientrano in tale categoria quegli atti che, seppure assumono la forma del decreto del Presidente
della Repubblica, vengono predisposti dal Governo per quel concerne il loro contenuto. Rispetto a
tali atti il Presidente della Repubblica esercita un mero controllo di legittimità.
– I decreti presidenziali aventi contenuto normativo e, dunque, sia i decreti legge e i decreti legislativi ( aventi forza di legge), sia i regolamenti governativi ( con efficacia subordinata alla legge).
– Gli atti di nomina di alti funzionari dello Stato.
– Gli atti che siano espressione dell’attività di indirizzo politico (ad esempio la nomina dei Ministri)

Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente complessi:

A quest’ultima categoria appartengono quegli atti alla cui determinazione sostanziale concorrono sia il Presidente della Repubblica che il Governo.
Tali atti sono:
– La nomina del Presidente del Consiglio
– Lo scioglimento delle Camere
– La concessione della grazia.

 

 

(foto dal blog Il Crocevia delle Idee)

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