V’oo ricordate?

renzi ricordare

 

di Sil Bi

V’oo ricordate il Renzi che ha vinto le elezioni europee di primavera con slogan come “Dobbiamo uscire dalla sudditanza che in Europa andiamo a fare gli esami, li esami li fanno i cittadini non le grandi istituzioni europee“?

V’oo ricordate il Renzi che quest’estate diceva “L’Europa non può diventare la patria delle burocrazie e delle banche, dobbiamo difenderla dall’assalto della tecnocrazia”; “Non serve a niente condividere una moneta se non condividi un destino. L’Europa non è un insieme di slides e vincoli economici ma di valori“?

V’oo ricordate il Renzi di quest’autunno, che litigava con Juncker e proclamava bellicoso: “in Europa non vado a dire ‘per favore ascoltateci’, non vado con il cappello in mano. Non vado a Bruxelles a farmi spiegare cosa fare“?

V’oo ricordate il Renzi invernale che, un paio di mesi fa, n un’intervista al NYT definiva l’Europa “una dittatura di burocrati e tecnocrati che non vuole accettare che la politica è il regno della flessibilità“?

Bene, scordatevelo.
Da oggi si cambia verso.
Oggi, Renzi è in prima a fila a lodare la BCE che ieri ha bloccato il rifinanziamento alle banche greche, con un comunicato che è un capolavoro di spericolato mirror climbing e di politichese:

La decisione della Bce sulla Grecia è legittima e opportuna dal momento che mette tutti i soggetti in campo attorno ad un tavolo in un confronto diretto e positivo che, andando oltre una concezione burocratica tutta rivolta all’austerità, sia capace di rispettare e far rispettare gli impegni presi e di guardare con maggiore fiducia e determinazione ad un orizzonte europeo fatto di crescita e investimenti“.

E la cravatta? Ah, forse era una versione raffinata della corda con cui impiccarsi.

 

 

(immagine dal web)

Il Paese del meno peggio

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di Vincenzo G. Paliotti

È finita così, con il “meno peggio”. Almeno credo sia così leggendo i tanti post, su un social come Facebook.
Nessuno esulta ma neppure recita il “de profundis” e ho notato che il coro generale era: “poteva andare peggio”.

Ma è una vita che andiamo avanti così, e con questa elezione siamo tornati in piena epoca DC dove se chiedevi alla gente perché voti DC, in maggioranza ti rispondeva: “perché è il meno peggio”.

Eppure il meglio c’è, c’è sempre stato ma purtroppo gli interessi del popolo quasi sempre non coincidono con quelli della politica, a maggior ragione in questo periodo che stiamo pagando una sorta di oligarchia ventennale di Berlusconi che di interessi conosce solo quelli di Mediaset e oggi vedere al Quirinale qualcuno che è meno peggio ci si “consola” chi con il “meno peggio” chi con il “bicchiere mezzo vuoto”, ergo andiamo sempre per la “mezza porzione” mai per la porzione intera che ti soddisfa.

È vero che una delle parti comunque sarebbe scontenta ma almeno avremmo qualcosa di definito, da combattere pure, ma di definito. Parlando quindi del nuovo Presidente non discuto che sia una brava persona, ci mancherebbe, anche se questo non ha nessuna attinenza con le capacità, così come la sua parentela con quel Piersanti Mattarella vittima della mafia, che tutti noi rispettiamo e ricordiamo.

Inoltre di persone per bene ce ne sono a bizzeffe ma sono capaci? I miei timori sono solo legati alla sua appartenenza a quel partito che era il campione del “meno peggio” e non vorrei inoltre fosse semplicmente la continuazione della Presidenza di Napolitano, anche lui è una brava persona e che però…

Un vantaggio rispetto a Napolitano però ce l’ha: essendo lui un Giudice Costituzionale non dovrà attendere anni per capire se una legge è costituzionale o meno, come ha fatto Napolitano con la legge elettorale per esempio, ma ne terrà conto? Lo farà? Io lo spero.

In quanto alla scelta che ha la paternità di Renzi, con la disapprovazione di Berlusconi che io non ritengo veritiera, non vorrei che questa sia il frutto di un disegno dei due, molto scaltro, per dare un “contentino” alla sinistra minoritaria del PD e metterla a tacere eleggendo Mattarella al Quirinale, per poi richiedere di essere “ricambiato” nella discussione e l’approvazione in Parlamento dell’Italicum e delle altre riforme a venire.
Questo accadrebbe comunque anche nel caso fosse vero il dissenso di Berlusconi, perchè Renzi, che ha avuto un grande maestro in quest’arte, non fa nulla per nulla.

 

 

 

(foto dal web)