La parola fine

fine

 

di Vincenzo G. PALIOTTI

Lo abbiamo detto tante volte con scarsa convinzione: “adesso basta con questo PD” e ci siamo però sempre fatti prendere dai ricordi di un passato che è indelebile prima di tutto perché è basato sulla nostra gioventù che è la cosa che si rimpiange di più, anche più di tutto quanto ci sta scappando di mano.
Ma tornavamo quasi sempre sulle nostre decisioni perché la speranza che qualcuno potesse raccogliere le nostre delusioni, le nostre aspettative tradite era ancora viva, molto debolmente ma viveva.

Le vicende degli ultimi giorni, l’elezione del Presidente della Repubblica erano per me un test, l’ultimo, per vedere se c’era rimasto un po’ di buono in quello che un tempo fu il partito di Gramsci e purtroppo da come sono state gestite le cose ho capito che questa volta la decisione doveva essere definitiva.

Abbiano infatti assistito ad una volgare farsa intrecciata da chi oggi ha in mano il Paese – il trio Renzi Berlusconi Verdini – ufficialmente in dissenso ma sotto sotto d’accordo sul modo in cui si sta conducendo il Paese così come lo erano anche per la scelta del candidato al Quirinale, confessione spontanea del Verdini, che avrebbe incontrato a loro dire il consenso di tanti, anche quello delle minoranze del PD.

Tutto era stato concordato in questo modo proprio per “zittire” e “tenere buone” le minoranze alle quali i due soci, con un finto dissenso, hanno fatto intendere a tutti, specie ai loro “detrattori”, che nel loro patto chi decideva era il premier/segretario.

Sono in tanti ad aver “bevuto” questa ulteriore bugia a tal punto che i media e i renzusconi si sono convinti, io dico illusi, che il premier/segretario sia riuscito, con l’elezione di Mattarella, a mettere in un angolo Berlusconi mentre nell’angolo ci sono finite proprio le minoranze del PD.

A parte qualcuno di questi più “avveduto” gli altri si stanno anche illudendo che veramente Renzi proponendo Mattarella intendesse ricompattare il PD e non si accorgono, invece, che lo spazio per loro all’interno del PD è sempre più ristretto.

La smentita, o la conferma alla mia tesi se volete, non ha tardato ad arrivare quando il segretario/premier ha dichiarato, a poche ore quindi dall’elezione del “peace-maker” Mattarella, che chi non è d’accordo con la linea del partito nelle riforme a venire, Italicum in testa, non sarà ricandidato alle prossime elezioni.

Questo oltre a dare un ultimatum ai dissidenti vuol dire anche che al segretario/premier l’Italicum vada bene cosi com’è e che i candidati li voglia nominare lui così come Berlusconi, oltre a dimostrare che genere di spirito “democratico” alberghi dentro di lui.

Questa per me è la pietra tombale su tutto quanto, la parola fine di un’epoca, l’uscita definitiva da quella casa che è stata mia e di tanti altri per tanti e per tanti anni.
Mi sono quindi convinto che non c’è altra via, che tutto quello che ha rappresentato per me questo partito, che nasce dal PCI e che muore nello stesso momento in cui del PCI non è rimasto niente, neppure quella falce e martello che chissà in quale cestino è stato destinato insieme alla quercia e, soprattutto, all’ulivo dall’attuale “padrone”.

Lascio quindi quella casa che è stata assaltata, conquistata, depredata e spogliata di tutti quei valori che l’hanno sempre contraddistinta anche nei momenti bui, anche quando si perdeva ma lo si faceva con dignità, con il rispetto di tutti ed il ringraziamento per averci provato.

Oggi mi sento orfano di quella casa, mi sento truffato, mi sento deluso, ma soprattutto mi sento derubato proprio di quei valori che andrò a cercare altrove perché pare che il “nuovo” sia talmente radicato da non dare margini di speranza.
La colpa purtroppo è anche di tanti di noi che non si sono accorti del pericolo che ci sovrastava quando all’orizzonte è apparso Renzi, il nuovo leader della nuova generazione.
Quello che doveva cancellare gli errori della vecchia generazione e portare tutto il bene di questo mondo all’interno di un partito che era perdente per natura, parole sue testuali.

Ed oggi abbiamo visto la vittoria quali panni veste e a quale prezzo ed il bello è che il leader di questo contenitore che è diventato il Pd  continua ad affermare la sua matrice di sinistra mentre è evidente a tutti che sia l’esatto contrario.

Spero che vengano via da questo “contenitore” (cassonetto sarebbe più giusto) le persone che ancora si sentono oneste, pulite e che vogliono veramente dirsi di sinistra.
Caro Bersani la tua ditta è diventata un manipolo di uomini e donne senza scrupoli, fuorilegge, senza dignità, senza quei valori e quegli ideali di cui ti dimentichi, ahinoi, quando c’è da votare la fiducia. Una vera associazione a delinquere la quale vive anche grazie al quel tuo voto di fiducia, caro Bersani.

Bisogna farsene una ragione e ricominciare daccapo ed altrove, lontano da questa gente che non ha niente in comune con tanti di noi.
Ho usato termini duri, pesanti perché a mio avviso chi inganna il popolo non può essere definito diversamente. Oltre al fatto che di tutte le “buone intenzioni” espresse in campagna elettorale, parlo di quella delle primarie dove Renzi ha truffato tante persone, si sta avverando l’esatto contrario con in testa la limitazione dei diritti del cittadino lavoratore, elettore, a favore dei poteri forti proprio quelli che lui aveva promesso di combattere.

Dopo quello che è successo, che non è ancora il fondo, mi rendo conto come possa influire negativamente la “dea Victoria” sui i più, sulla maggioranza della gente che da una parte oggi festeggia ma dall’altra dovrà fare sforzi sovrumani per mettere a tacere la propria coscienza che ha rinnegato valori ed ideali per i quali tanti si sono fatti ammazzare, solo per abbracciare il “nuovo” che di questi valori ed ideali non sa che farsene.

Ho scritto ciò per certificare la mia uscita da un partito che mi ha accompagnato per quasi 50 anni della mia vita, che mi ha fatto soffrire e gioire ma mai mi ha dato tante umiliazioni come in quest’ultimo anno.
Sono sempre andato fiero, camminando sempre a testa alta e guardando negli occhi tutti senza paura, senza il timore di dovermi far perdonare qualcosa come sta accadendo da un anno in qua.

Un pensiero di profonda pena per quelli che hanno vinto, per quelli che in futuro dovranno aver paura di voltare l’angolo perché prima o poi la verità viene a galla. Le promesse mancate, i risultati che non arrivano gli si ritorceranno contro ed i responsabili saranno chiamati a rispondere, è ineluttabile, è solo questione di tempo, tanto più che stiamo parlando di truffatori, di persone anche scarsamente preparate che troveranno prima o poi il muro che non sapranno scavalcare per effetto della loro incapacità ma anche accecati dalla loro sete smodata di potere ed anche dalla convinzione di poterla fare franca, voglio vivere abbastanza per vedermeli passare davanti, primo fra tutti il “fresco” quarantenne.

Caro Pd, ti saluto cordialmente nel solo modo possibile per un uomo di sinistra come me, ti saluto dIcendoti Viva Gramsci, viva Berlinguer!

 

 

 

(immagine dal web)

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3 Pensieri su &Idquo;La parola fine

  1. E dài ! Con questo occomunare, sia pure per contrasto, Gramsci, Berlinguer al PD. Ma la volete capire fino in fondo che c’entrano come i cavoli a merenda ? Molti, critici del PD, continuano a stare dentro per questo falso sillogismo : siccome mio padre votava PCI ed il PD è il naturale discendente di quello, allora continuo a stare nel PD. Nell’antica grecia c’erano alcuni pensatori burloni che si divertivano a costruire questi falsi.

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