Io sono con il popolo GRECO

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di Ivana FABRIS

Ottobre 2014. Angelo, taxista greco col nonno originario di Bari ci dice: “Io sono per Tsipras, lui bravo, lui moderno, lui per la gente povera.
Prossime elezioni lui governa. Noi greci ormai solo fame, noi solo 300 euro al mese.”

Con quelle poche parole ma soprattutto col trasporto con cui le ha pronunciate, ci ha raccontato un mondo di rinunce e sofferenza e insieme di una rinnovata speranza.

Perchè è così, che piaccia o no, è così.
Quando sei disperato e non hai più nulla, se quel brandello di speranza in qualcuno che possa fare, sottolineo, fare qualcosa per la tua condizione lo perdi, allora non hai più nulla, non hai più neanche le lacrime, non hai neanche più una ragione per sopravvivere. E i greci, con Tsipras, l’hanno ritrovata.

Ma per noi italiani, in genere, è difficile capire cosa significhi. Difficile perchè a quella fame ancora non ci siamo arrivati e di chi, invece, già ci vive in quella condizione, preferiamo non parlare, cerchiamo di rimuovere pensando che siano condizioni limite, situazioni isolate mentre non è così.

Leggo che alcuni si stanno schierando a favore della posizione assunta dalla BCE perchè gli accordi sono accordi e i debiti sono debiti.
Ma quali accordi, quali debiti?
Gli accordi presi da un governo truffaldino che ha gabbato il popolo greco riducendolo alla fame? I debiti contratti su un denaro che non esiste se non nella realtà virtuale su cui le banche hanno speculato come peggio(meglio) non si sarebbe potuto? Continua a leggere