Io sono con il popolo GRECO

Antonis_Samaras_Grecia-585x389

di Ivana FABRIS

Ottobre 2014. Angelo, taxista greco col nonno originario di Bari ci dice: “Io sono per Tsipras, lui bravo, lui moderno, lui per la gente povera.
Prossime elezioni lui governa. Noi greci ormai solo fame, noi solo 300 euro al mese.”

Con quelle poche parole ma soprattutto col trasporto con cui le ha pronunciate, ci ha raccontato un mondo di rinunce e sofferenza e insieme di una rinnovata speranza.

Perchè è così, che piaccia o no, è così.
Quando sei disperato e non hai più nulla, se quel brandello di speranza in qualcuno che possa fare, sottolineo, fare qualcosa per la tua condizione lo perdi, allora non hai più nulla, non hai più neanche le lacrime, non hai neanche più una ragione per sopravvivere. E i greci, con Tsipras, l’hanno ritrovata.

Ma per noi italiani, in genere, è difficile capire cosa significhi. Difficile perchè a quella fame ancora non ci siamo arrivati e di chi, invece, già ci vive in quella condizione, preferiamo non parlare, cerchiamo di rimuovere pensando che siano condizioni limite, situazioni isolate mentre non è così.

Leggo che alcuni si stanno schierando a favore della posizione assunta dalla BCE perchè gli accordi sono accordi e i debiti sono debiti.
Ma quali accordi, quali debiti?
Gli accordi presi da un governo truffaldino che ha gabbato il popolo greco riducendolo alla fame? I debiti contratti su un denaro che non esiste se non nella realtà virtuale su cui le banche hanno speculato come peggio(meglio) non si sarebbe potuto?

E quel che è triste è che la propaganda di un sistema che tende a schiacciare qualunque popolo in favore del sistema finanziario di banche che hanno giocato profondamente sporco mettendo in ginocchio le economie di non pochi paesi, sta funzionando.
C’è già una schiera di gente indignata dal dover pagare il debito della Grecia (che non è comunque quanto proposto dal governo di Tsipras) invece di cominciare a reagire ad un sistema economico che presto schiaccerà molti milioni di persone come fossero blatte.

Parlo di quel sistema in cui tutto è virtuale fatto salvo l’arricchimento mostruoso e velocissimo di pochi uomini, di grandi centri di potere a livello mondiale per i quali l’essere umano altri non è che una semplice pedina, sempre più sacrificabilissima.
Parlo del liberismo, parlo di quella impressionante metamorfosi del sistema capitalistico che sta stravolgendo e travolgendo tutto ma, sopra ad ogni cosa, le vite di ciascuno di noi rendendole sempre meno possibili o, peggio, probabili.

Ancora una volta, quindi, dinnanzi a questa colossale guerra che è lo scontro di poteri come quelli bancari, “loro” riescono a farci credere che sia un nostro problema che la Grecia non assolva ai suoi debiti mentre il problema è ben altro ed è quello del voler far pagare ad un popolo la speculazione finanziaria.
Questo è ciò che Tsipras e Varoufakis stanno mettendo in discussione e la cosa preoccupa il sistema perchè quel granello di sabbia che hanno inserito nell’ingranaggio, potrebbe trasformarsi in un macigno.

E siamo dunque ad un bivio: è il momento di scegliere e di scegliere da che parte stare.

Vogliamo difendere gli interessi delle banche ancora una volta o il diritto di un popolo (ma anche di tanti altri) ad esistere?

Vogliamo accettare passivamente che tutto il sistema si basi su questa nuova forma di sfruttamento dell’individuo, quale è il capitalismo finanziario? Sfruttamento in cui, non avendo più forza lavoro da vendere, l’essere umano per la prima volta nella storia non avrà alcun potere rivendicativo. O vogliamo fare in modo di invertire una rotta che prima o poi coinvolgerà tutti, noi compresi, in questo processo che farà una mattanza della qualità e della stessa vita degli individui?

Vogliamo un’Europa vera con un vero governo, con un fisco e una banca veri che facciano interventi ad hoc quando necessitano nell’interesse comune o andiamo avanti così con un sistema che difende solo gli interessi particolari di quei paesi che possono dettare le condizioni agli altri?

Vogliamo davvero consentire a questa nuova forma di imperialismo di prendersi un Paese e svenderlo ad altre potenze come potrebbe accadere alla Grecia? Perchè è così che andrebbe. In Europa guerre con i carri armati non se ne faranno mai più ma l’avvento del capitalismo finanziario e la sua strutturazione creano le basi perchè un Paese se ne prenda un altro.

Vogliamo accettare passivamente questo attacco alla democrazia greca che prima o poi investirà anche noi o vogliamo opporci? Essere dalla parte della Grecia oggi significa essere dalla parte di tutti domani.

Continuo a pensare che il no della BCE alla Grecia segua perfettamente il principio del “Colpirne uno per educarne cento” e che, al di là di ogni teoria economica, dietro a tutto questo, cambino i modi ma ci sia sempre e solo la banalità del male, la stessa che viene perpetrata da millenni da un pugno di uomini a danno di tutta un’umanità: la sopraffazione.

Io, quindi, sono con il popolo greco, con Tsipras e con Varoufakis. E voi?


Il 14 febbraio, a Roma, ci sarà una mobilitazione a sostegno della protesta che si terrà ad Atene il 16. Partecipiamo tutti, questo è il solo modo per dire a chi ci vuole in ginocchio, che siamo con il popolo greco, che la Grecia siamo anche noi. 

(immagine dal web)

Annunci

2 Pensieri su &Idquo;Io sono con il popolo GRECO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...