Cronaca di una morte naturale

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Eluana Englaro 9 Febbraio 2009 – 9 Febbraio 2015


Oggi, Essere Sinistra, vuole ricordare Eluana e la sua storia attraverso le parole di Claudia Baldini, cugina della mamma di Eluana che lei stessa considerava come una sua “zia”. Lo facciamo in accordo con la stessa Claudia per rammentare a tutti che l’impegno per il riconoscimento dei diritti di un popolo, è una battaglia di civiltà prima ancora che politica ed è importantissima.
Ci stringiamo con grande abbraccio, carico di affetto e stima, a tutti i famigliari di Eluana ma in particolar modo a papà Beppino.
Ciao Eluana, sei sempre con tutti noi.

La Redazione di Essere Sinistra


 

Vorrei ricordare in breve questo anniversario che riguarda la morte di una donna nata nel 1970, due anni prima di mia figlia, e morta nel 2009 dopo 17 anni di vita vegetativa.

Era splendida Eluana, non solo in bellezza. Era bella dentro, matura, affettuosa.
Non poteva essere diversa con genitori come Saturna e Beppino. Saturna era figlia di una cugina di mia mamma.
Vivevano tutti a Urbino. Io tutte le estati ero là, insieme a Saty, più grande di me, ci dividevamo la casa della zia Tina.

Chiacchiere, confidenze, cugine insomma. Per molti anni. Poi il lavoro, le famiglie, le vite diverse, ma sempre, ogni estate, ci si trovava dalla zia Tina.
Poi anche Saturna si sposò e dopo un bel po’ di sofferenza ebbe quello splendore di nome Eluana. Luce della vita dei suoi genitori. Devo dire che ci intendevamo bene io e lei. Ero la ‘zia’ di Modena che la capiva molto, mentre quelle di Urbino anche per l’età legavano meno.

Maturità, patente e macchina. Si iscrisse all’Università a Lingue. Arrivò quella maledetta data, il 18 gennaio 1992, 21 anni.
Di ritorno da una festa, sulla strada ormai vicino a casa,  il ghiaccio, lo schianto prima contro un palo e poi contro un albero.
La salvarono ma entrò in coma vegetativo, per sempre. Dalle 00.20 di quella maledetta notte del ’92.

Elu l’aveva detto in più occasioni, aveva avuto un amico in coma vegetativo e aveva sentito dello sciatore David, “Siete tutti testimoni, disse durante un pranzo insieme, se io dovessi finire così, non ci voglio restare, lasciatemi andare in pace. Mi hai sentito, zia, ricordalo anche a loro (i suoi), dovessero non averne il coraggio.”

Così feci e quando Beppino cominciò la battaglia stetti al suo fianco. Saty si ammalò di cancro, ma non si muoveva dal letto di Elu.
E le brave e caritatevoli suorine la incoraggiavano a pregare e ad avere fede. Care suorine.
Si inventavano che Elu sorrideva, solo a loro, e non dico altro.

Ma Bepi tirò dritto. Dal 1997 fu un calvario senza fine per tribunali. Si studiò le leggi,i codici. Sempre si appigliò alla Costituzione:
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Dopo 10 anni di tribunali, cause, appelli, convocazioni a deporre come testimoni a non finire ecc., la Corte d’Appello di Milano, il 9 luglio 2008 accolse il ricorso di Beppino Englaro e lo autorizzò ad interrompere l’alimentazione artificiale di Eluana.

Ma non era ancora finita, perché la procura di Milano fece ricorso contro la decisione della Corte d’Appello. Per la quarta volta il caso arrivò alla Corte di Cassazione che pronunciò la parola definitiva sul caso.
Con una sentenza che venne definita “storica”, la Corte denunciò il vuoto legislativo – cioè l’assenza di leggi chiare – che regolassero i trattamenti come l’alimentazione forzata in caso di stato vegetativo permanente.
Chiese al Parlamento di rimediare e respinse il ricorso della procura.

E da qui in poi, i politici ci fecero a brandelli. Giuliano Ferrara, Magdi Allam dai loro giornali con appelli a tutti i movimenti cattolici, Berlusconi, una corsa contro il tempo, con affermazioni allucinanti: “Eluana è bella e in buona salute, le tolgono la possibilità di avere figli…” cose irripetibili.

Cose irripetibili che incitarono, però, la ‘brava gente’ a sentirsi in diritto di arrivare a manifestazioni di odio gridandoci parole come ‘assassini’ o come ‘la prendo io – mi disse una donna – ci bado io a quella poveretta’ e non si contano le bottigliette d’acqua che ci tiravano addosso a Udine, dove la folla presidiava l’ospedale attendoci e obbligandoci a farci strada tra due ali di folla completamente ostile.

E’ stata la parte più dolorosa e rabbiosa. Il nostro dolore, la tragedia dentro. La mia che ero loro vicina in ogni passaggio, quella di un padre disposto a farsi linciare, persino denunciare per omicidio volontario, pur di rispettare la volontà di una figlia che adorava, quella di una mamma, povera Saty, ammalata che non voleva lasciare mai la figlia per timore che la trattassero male.

Tutto ciò, in questo nostro Paese per fare rispettare il Diritto e la Costituzione.
Beppino ha aperto una strada, con tanto dolore e sofferenza. Tutti noi vogliamo che Eluana sia rispettata, che lo sia la sua volontà e la volontà di chi vuole decidere della sua vita.

Eluana è morta in modo naturale il 9 febbraio.
Fate tesoro di questa testimonianza. Nessuno obbliga nessuno. Ma nessuno può impedire a nessuno di scegliere e decidere per la propria vita.
Il Rispetto della dignità umana e del Diritto, sono principi inalienabili. Ricordiamolo sempre che è anche il miglior modo per ricordare Eluana.

 

Claudia Baldini

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