Fermiamoli!

ucraina-06

 

di Giuseppe CARELLA

Sì, fermiamoli davvero.
I nuovi criminali di guerra, gli Obama, i Putin, le Merkel e anche i Renzi. Per quel poco che conta lui nello scenario internazionale.
E fermiamo tutti gli altri, che in zone diverse del pianeta, inscenano guerre ad uso e consumo di pochi, non certo delle migliaia di vittime, uomini, donne, bambini, bianchi, negri, gialli, cristiani, musulmani, sciiti, atei che ci rimettono la loro unica esistenza.

Fermiamo gli imbecilli. Fermiamo gli imbecilli che sostengono anche solo con un commento le azioni criminali. Non importa se a favore degli uni o degli altri, qualunque posizione assuma a favore della guerra rimane un imbecille. Perché non ha ancora compreso l’unica verità: ogni guerra, da sempre, nasconde solo l’avidità di pochi.

Mi appare davvero miserevole la discussione italiana di fronte a quello che sta accadendo sull’uscio di casa: la guerra in Ucraina, con il rischio che si trasformi in un conflitto piu pericoloso, in una escalation incontrollabile, anche dagli stessi fomentatori e promotori.

Cosa volete che importi se Berlusconi torna alla opposizione dura, se Renzi dice che ne fa volentieri a meno, se Salvini continua a girare l’Italia per qualche punto percentuale in più e se Alfano non capisce piu con chi stare e cosa gli conviene.

Piccole storie, di piccoli uomini, di fronte alle tragiche immagini che giungono dal confine Ucraino, o dalla Siria, o dall’Iraq o dal mare antistante la Sicilia dove profughi in fuga continuano a morire dì’inedia e di freddo, dopo aver profumatamente pagato i loro carnefici.

Piccolo uomo anch’io che non trovo più la forza di esporre bandiere di pace, che non riesco più a convincere i miei compagni a scendere in piazza con me, che non ho più un leader che mi trascini con lui e che assisto impotente alla tragedia continuando a guardare Sanremo e mi indigno perchè Siani ha stupidamente e scioccamente prende pesantemente e vigliaccamente in giro un bambino in sovrappeso.

Basta, davvero basta con tutto questo. Vorrei almeno tacitare per qualche ora la mia coscienza, raccontandole che più che urlare la pace a me non è dato di fare altro.
Ma forse se a urlarlo fossimo in milioni, come è già accaduto in passato, avrei da sperare piu di ora.

 

(immagine dal web)

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