Se non c’è una Sinistra

loneliness

 

di Massimo RIBAUDO

Simona, malata di cancro licenziata per le troppe assenze.

Solo cinque scioperano con la Fiom-CGIL a Pomigliano.

Ricorderete certamente quando il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per lanciare la sua battaglia contro l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e l’intero impianto del diritto del lavoro in Italia, andò da Fabio Fazio a Chetempochefa.

E disse, urlandolo, che gli imprenditori avevano il DIRITTO di licenziare chi volevano. Io, a quel punto, se avessi avuto un ruolo, anche minimo, nel Partito Democratico mi sarei dimesso da ogni carica.

Quella comunicazione – e gli atti successivi del governo – sono state determinazioni politiche devastanti per tutti i lavoratori che sono stati divisi e posti in lotta reciproca tra chi ancora aveva (ed ha) delle tutele contrattuali e chi non le ha mai godute. Ma non solo per questo. Il fatto che a pronunciarle sia stato il Segretario del PD – partito che nell’immaginario collettivo – sempre più marginalmente – conserva ancora, come in Parlamento, una collocazione ideale “a sinistra”, ha definitivamente fatto comprendere al lavoratore salariato che non potrà mai più avere difesa e riscatto politico. E che sindacati e i magistrati saranno sempre più lasciati soli a presidiare un diritto del lavoro in stato di smantellamento.

Se scompare il lavoratore come primo soggetto da rappresentare politicamente, sparisce la sinistra. Ed è quello che da anni la politica dei vari Bush, Thatcher, Blair, Sarkozy, Aznar, Berlusconi, ed ora Renzi ha realizzato: l’eliminazione culturale, politica, storica del concetto di classe lavoratrice come garantita e tutelata dalle battaglie sociali del ‘900.

Non sono affatto morte, le ideologie. Quella che ci ha urlato in faccia la Thatcher, dicendo che “non ci sono alternative” al modello neoliberista, è un’ideologia. E molto falsa. Ma ha vinto, perché è diventata egemone in assenza di un’opposizione concreta. Ci hanno creduto tutti.

E quando vi urlano che i “debiti vanno pagati”, anche quando vengono contratti con la forza della truffa e dell’arbitrio, è sempre ideologia. Del più forte.

Adesso vi dicono che non ci sono alternative alla distruzione sistematica del mondo del lavoro e della democrazia parlamentare da parte di Renzi. Ed, in assenza di opposizione reale e concreta – quella di Grillo non lo è – tutti ci crederanno.

La dimostrazione è già sotto i nostri occhi.

Licenziano una donna, in un centro commerciale romano, perché è malata di cancro. Troppe assenze. Si, forse i giudici riusciranno a reintegrarla. Ma intanto vive nell’angoscia della disoccupazione e della malattia. Perché i suoi datori di lavoro si ritengono onnipotenti, ormai.

Come Marchionne, che piega il sindacato a Pomigliano con la sola imposizione delle mani. Di Renzi. Allo sciopero di Fiom e CGIL – indetto per sostituire l’impiego di lavoro straordinario, il sabato, con lavoratori con contratto di solidarietà – hanno partecipato in cinque, su 1478.

Hanno tutti paura, se non li difende nessuno. E non li difende nessuno.

Succede questo, quando non c’è una sinistra.

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