Il silenzio di Mattarella genera mostri

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di Massimo RIBAUDO

Anche sul decreto Milleproroghe il Governo Renzi chiederà la fiducia. E la otterrà come sempre con il ricatto di andare ad elezioni che impauriscono ogni membro del Parlamento nominato dal proprio partito ed eletto tramite liste bloccate.

Il record del Presidente del Consiglio, che continua ad obbligare il Parlamento a votare con la fiducia più della metà dell’attività normativa provoca una ferita insanabile alla sovranità popolare che si esprime attraverso la centralità del Parlamento nel sistema politico.

Sovranità che non esiste più a causa di una legge elettorale dichiarata incostituzionale con sentenza n. 1 del 2014 della Consulta e del principio – che non ha altra fonte che la volontà personale del Presidente del Consiglio – di prevalenza dell’Esecutivo su tutti gli altri poteri dello Stato. Volontà personale contraria al dettato costituzionale che istituisce una Repubblica parlamentare e non presidenziale, come, senza infingimenti, vorrebbero le ideologie neocapitaliste (le Costituzioni? roba vecchia) e lo stesso Matteo Renzi.

Va ricordato che sulle riforme costituzionali, il ricatto dello scioglimento delle Camere – ove non vengano accettati i voleri di Renzi – viene espressamente esercitato da questi, in violazione di ogni principio di separazione dei poteri. Una Costituzione voluta da chi governa. Non succedeva dagli anni ’20, in Italia.

Il Parlamento non ha più il tempo e le modalità per affermare il proprio diritto ad un impulso autonomo dell’attività legislativa, e questo ormai da troppi anni. Anni di crisi, che il mito della governabilità – governabilità che diligentemente rispetti i dettami di banche e organismi finanziari internazionali – non ha mai risolto ed ha anzi acuito.

Tutto ciò può essere tranquillamente accettato dal Presidente della Repubblica, che è stato Giudice della Corte Costituzionale? Il suo silenzio è preoccupante.

Per la Troika europea la democrazia greca non conta: non vorremmo che anche il Presidente Mattarella la pensi come Jeroen Dijsselbloem.

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Un pensiero su &Idquo;Il silenzio di Mattarella genera mostri

  1. Non vorrei essere offensivo o considerato prevenuto verso il Presidente della Repubblica: la sua storia passata non me lo permette e non me lo perdonerebbe.
    Dobbiamo però evidenziare che dopo una votazione che ha rotto ancor più la coesione Politica (nel Paese ormai la rottura è al limite della pre-rivolta popolare) che in un momento come l’attuale, dove abbiamo di fronte sfide difficili da superare, sarebbe più che mai necessaria. Una votazione del pur fino ad oggi bravo Mattarella, ha creato una frattura a prescindere dal becerismo berlusconiano che non è diverso da quello renziano e che non sarà facile rimarginare.
    Detto questo semplificando, credo che poiché Matterella deve riconoscenza a chi l’ha sponsorizzato e tutti (specie i politici) sono legati alla riconoscenza possiamo dire parafrasando una frase di Cristo: “E’ più facile che i renzusconiani (cammelli) passino dalla cruna di una ago che Mattarella dica o faccia qualcosa in merito.
    Dobbiamo anche dire che Istituzionalmente il Presidente della Repubblica (al contrario di quello che fece Napolitano) quando il Parlamento, diciamo lavora, lui TACE. Il suo intervento è sperabile che avvenga all’atto della firma di provvedimenti che sono passati con un Parlamento che lui stesso facendo parte della Corte ha definito incostituzionale e per giunta con un comportamento del Governo che Storicamente solo Mussolini usò.

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