E’ cosa ‘e niente

Eduardo-De-Filippo

di Vincenzo PALIOTTI

E’ cosa ‘e niente”, cioè è cosa che conta poco e di scarsa importanza. Prima di leggere il post vi invito a guardare la clip di Eduardo De Filippo che per noi napoletani non è solo un grande commediografo ed attore ma è un filosofo, un maestro di vita.

Qualunque cosa succede “è cosa ‘e niente“, e così dalle piccole cose sbagliate, che dovrebbero essere condannate, si arriva a quelle importanti, ma oramai tanti si sono abituati a tollerare, a contestualizzare, a valutare se un reato è meno importante, ai fini della morale, di un altro. E così siamo passati sopra a tanti abusi, basti pensare alle frequenze di Rete4 che a memoria doveva essere oscurata da anni e che è ancora lì, ma la gente pensava “E’ cosa e niente” in fondo quella TV occupa tante persone, senza pensare che però chi aveva già tutto pronto – ed in modo legittimo e concorrenziale – per prendersi quelle frequenze ha dovuto licenziare, quindi creando disoccupazione oltre al danno economico e alle mancate entrate.

E questo è uno dei tanti esempi ai quali tanti, troppi hanno reagito con “è cosa ‘e niente“. Poi c’è l’acquisto dei deputati per non perdere il governo del Paese, anche lì “è cosa ‘e niente“, l’hanno sempre fatto tutti, una buona ragione quindi per continuare. Poi la farsa sulla nipote di Moubarak per la quale abbiamo letteralmente “stuprato” il Parlamento permettendo di mettere all’ordine del giorno questioni di questo genere mentre il Paese aveva bisogni ben distanti da questi. Ma “è cosa e’ niente“: alla fine la questione, il processo, si riferiva alla vita privata di un politico non quella pubblica.
E poi si arriva alla condanna definitiva per frode fiscale contro lo Stato ed alla cacciata dal Senato di Silvio Berlusconi – il minimo in un altro paese occidentale – eppure il segretario del partito maggioritario di governo, il Partito Democratico, trova “utile” concordare con questo pregiudicato le riforme della Costituzione. E allora? “E’ cosa ‘e niente” continuano a raccontare tutti, anche tanti del partito del premier – che ha fatto della questione morale un suo cavallo di battaglia (“l’Italia giusta” ci chiamavano): le riforme si fanno con tutti.

E di “è cosa e niente” in “è cosa e niente” siamo arrivati ai giorni attuali dove è giusto ricevere nelle sedi istituzionali un pregiudicato e finalmente leggo, per fortuna, tante persone indignate alle quali dico però che si doveva cominciare al primo “allarme”, al primo “E’ cosa ‘e niente” per non arrivare ad assuefarci a questa espressione che è diventata l’alibi per chi crede che la questione morale debba avere anch’essa una valutazione, una contestualizzazione.

Non è così, la questione morale è “rigida”, non concede deroghe, non ammette eccezioni perchè poggia su regole non scritte ma chiare e comprensibili a tutti. Da quì credo che dobbiamo ripartire se vogliamo cambiare veramente le cose.

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