Grecia-Germania: partita rinviata

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di Massimo RIBAUDO

E’ il giorno dei tifosi che si scatenano ad urlare, da campi contrapposti: “Ha vinto la Merkeeeeel!”, “No. Ha vinto Tsiiiiipras!”.

Come al solito gli italiani si distinguono: per il nostro Ministro dell’Economia Padoan hanno vinto tutti.
Bisognerebbe ricordare le parole del ministro dell’Economia greco, Yanis Varoufakis: “Non è il tempo per i giochi, in Europa“.

Infatti non è un gioco, ma è una lotta politica ed ideologica che durerà per anni – credo per decenni – e sul campo ci sono cinquecento milioni di europei. Democrazia costituzionale contro capitalismo patrimoniale.

In un sistema caratterizzato da quello che Piketty definisce il “capitalismo patrimoniale”, fondato sull’accumulazione, da parte di pochi, di redditi costituiti da rendite improduttive, e cioè provenienti da beni ereditati piuttosto che da beni accumulati con il risparmio originato dai redditi da lavoro, come afferma Piketty “il passato divora il futuro”. E come affermava Marx il Capitale si trasforma da fattore innovativo e creativo a elemento distruttivo della società. Se il processo di crescita del prodotto netto rallenta a causa di fattori esterni (demografici o tecnologici) e il capitale cresce più rapidamente del reddito nazionale, i redditi da capitale assumono un’importanza sempre maggiore rispetto ai redditi da lavoro. Non solo aumenta la diseguaglianza, ma si innesta un circolo vizioso tra diseguaglianza e crescita. Povertà, chiama povertà. Di beni, scelte, cultura e quindi di civiltà.

Questo lo stiamo constatando nella realtà in tutta Europa con il fenomeno della deflazione, che non si verifica da mesi solo in Italia, ma anche in Svezia, e arriverà, ritengo entro poco tempo, a manifestarsi anche in Germania. Qual è la ricetta magica degli Stati Uniti d’America? Sempre la solita. Immettere nel mercato denaro in quantità abnormi per sostenere la domanda – il consumo di beni – e aspettare la prossima crisi. Il Paese del capitalismo sa come salvare il capitalismo – letteralmente – “a tutti i costi”.

Lo ricorda anche Stiglitz – un economista sicuramente superiore a tanti blogger e giornalisti nostrani con “zero tituli” e grande propensione alla prostituzione intellettuale -, il debitore deve essere aiutato a rialzarsi, altrimenti la democrazia liberale – per la quale sono morti nella II guerra mondiale milioni di uomini e di donne – viene eliminata per consunzione. E questo elimina ogni possibilità di crescita economica.

La Grecia doveva fallire il 28 febbraio.
Le sono stati concessi altri quattro mesi di aiuti – che però verranno versati al termine del giudizio sul piano di riforme da codecidere con BCE, Commissione e Fondo Monetario Internazionale – per constatare quanto e sopratutto COME il nuovo Governo di Syriza saprà rispettare gli impegni con le banche creditrici. Sopratutto, come esorta il nuovo governo greco, combattendo contro frodi, corruzione e oligarchie. Il contrario di quello che si fa in Italia.

Potrebbero essere quattro mesi per concedere a Syriza di dimostrare che un altro modo per governare l’economia di un Paese, c’è. Ma sarebbe il fallimento della dottrina dell’austerity, già fallita nella pratica in sette anni di crisi continua, ma della quale l’ideologia neoliberista al potere in Europa ha bisogno come l’aria che si respira.

In questi quattro mesi Tsipras e Varoufakis potrebbero ottenere l’interesse degli investitori esteri, proprio in ragione di un mercato finalmente libero dai ladrocini di piccoli potentati interni ed esterni. Le vera caste economiche contro cui M5s non ha detto e fatto nulla.

Ma si potrebbe trattare anche di un tempo tecnico per permettere alla Grecia l’uscita dall’Euro con il minor numero di danni possibili. Stiamo molto attenti agli sviluppi, sempre analizzando documenti e dichiarazioni ufficiali e non le grida da stadio, perchè la Grecia è lo specchio delle condizioni di TUTTI gli stati europei in futuro. Non ci sarà nessuna ripresa dell’economia senza aumento dei salari, senza welfare pubblico e senza reddito minimo di cittadinanza. Ma questo sembra non impensierire i cavalieri dell’austerità e dei diritti del creditore.

J.G. Fichte in Germania, dopo le guerre napoleoniche e la sconfitta della Prussia, esortò i tedeschi nel 1808 a riprendersi la propria sovranità e la propria dignità di popolo, nei suoi Discorsi alla Nazione Tedesca, la bibbia del nazionalismo tedesco. Sappiamo com’è andata nei cento anni successivi.
Varoufakis, oltre all’economia, studia la storia, la geopolitica e la filosofia. Letture che i ragionieri ritengono inutili. Vedremo cosa succederà coi loro bilanci.

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2 Pensieri su &Idquo;Grecia-Germania: partita rinviata

  1. Quattro mesi sono niente. Niente. In termini economici non possono esserci cambiamenti veramente significativi, a meno di un vero e proprio “miracolo greco”. E’ un tempo fissato in modo che immediatamente dopo Marker e soci possano alzare il loro “dito tedesco” (cit. Massimo Troisi) e dire “ve l’avevamo detto che era impossibile.” E dopo, tutti allineati e coperti.

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    • Vedremo, se poi ne daranno altri. Ricordiamo sempre che il Quantitative Easing di Draghi ha, di fatto, durata illimitata. Cioè fino a quando l’inflazione non raggiungerà il 2%. Cosa che potrebbe non avvenire mai.

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