Da domani

alba

 

di Massimo RIBAUDO

Domani è lunedì, lo sanno tutti. Ma è un lunedì particolare.
Inizia per la Grecia, e per tutti i popoli europei, il cammino impervio per un’Europa diversa. Quella che sognavano gli europeisti sull’isola di Ventotene, confinati lì dalla dittatura fascista.
Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni scrivevano il Manifesto per un’Europa libera ed unita: per un’Europa senza confini in grado di offrire ai suoi cittadini una terra di lavoro, benessere, prosperità, conoscenza.
Un’Europa di pace e diritto. Un’utopia, forse. Ma non è di calcoli giornalieri che viviamo, soltanto. E, soprattutto, non vive così la politica, ma solo l’amministrazione delle cose. I lavoratori, i cittadini senza progetto politico diventano cose da amministrare, ed il lavoro una commodity qualunque. Body rental, non progetto di vita.

Da domani, 23 febbraio, le ragioni della giustizia sociale, gli imperativi di senso e di valore – e, quindi, della politica – si confronteranno con quelli del profitto privato che hanno condotto, negli ultimi dieci anni alla peggiore crisi economica del dopoguerra. Hanno rotto il patto democratico che aveva condotto tutti i partigiani europei a sconfiggere il nazismo e poi a sconfiggere il totalitarismo sovietico.

E’ stato compiuto un tradimento. La libertà conquistata è stata trasformata in arbitrio del più forte, che deriva la sua potenza, il suo patrimonio di ricchezza, dal mancato rispetto delle regole.

Ed allora, da domani la Grecia potrà forzare la mano delle decisioni delle istituzioni finanziarie – colpevoli della crisi -, oppure piegarsi totalmente ad esse. Ma questa seconda possibilità, viste le dichiarazioni di Alexis Tsipras, appare, al momento, impossibile.

Ascolteremo e leggeremo notizie false, fuorvianti, mistificate. Assisteremo ad una prova finale dell’Europa. O cambia – si trasforma in uno Stato federale dove la politica e la società europea conta più di una banca dove si può nascondere, con abili artifici contabili, il bottino della predazione capitalistica -, oppure, dopo la Grecia, ad uno ad uno tutti gli Stati europei abbandoneranno l’Euro. Perché questo modello economico non lascia alcuna possibilità di crescita. Forse, è esattamente quello che si vuole: lasciar decadere lentamente un continente di cinquecento milioni di individui. Non pagare pensioni e cure a molti anziani. Rendere schiavi i popoli che dal Sud del mondo emigrano in Europa, eliminando le tutele e i diritti sanciti nelle costituzioni. Si. E’ una strategia, probabilmente. Un’Europa mediterranea – Grecia, Italia, Francia, Portogallo, Spagna – come il Messico per gli Stati Uniti. Un deposito di lavoratori a buon mercato spaventati dalla precarietà su tutto e, quindi, resi servi obbedienti.
A questa strategia ci si deve opporre.
E quindi va aiutato l’esperimento greco supportandolo in ogni modo.
Da domani sapremo chi è sinistra, e chi no.
Da domani c’è una linea di confine. E due eserciti in lotta.
Ignorarlo, o non prendere parte, non sarà più possibile.

 

 

(immagine dal web)

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2 Pensieri su &Idquo;Da domani

  1. Giusto, solo per dirla chiaro e tondo. Ma gli stati ricchi, Germania in testa, lotteranno fino allo stremo pur di non cedere e di non rinunciare ai loro proficui guadagni. Sta alla sinistra, e purtroppo in Italia ne vedo poca e mal organizzata, (se così non fosse non avremmo come presidente del consiglio quel tal bamboccio fiorentino cui dobbiamo buona parte delle nostre disgrazie), unirsi con programmi validi e attuabili e andare all’attacco. Ma ho poca fiducia che almeno in Italia ciò possa avvenire. Forse riuscirà in Spagna ma sarebbe troppo poco

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