SONDAGGIO PER UNA PROPOSTA DI SINISTRA

La Redazione di Essere Sinistra propone un primo sondaggio per conoscere il vostro pensiero su quelle che, secondo voi, sono le priorità di cui una nuova Sinistra italiana dovrebbe subito farsi carico nel suo programma.

Questo sondaggio non ha fini statistici ma solo di orientamento.
Abbiamo lasciato ampia disponibilità di scelta nelle opzioni per permettere a ciascuno di sentirsi rappresentato ma ricordate che avete a disposizione 5 RISPOSTE e che la domanda dice: “Di cosa dovrebbe occuparsi SUBITO una nuova sinistra…”

Partecipate numerosi, condividete con tutti i vostri amici, famigliari, conoscenti e contatti sui social network, che hanno a cuore il futuro della Sinistra italiana.

Grazie anticipatamente a tutti per la partecipazione!

 

P.S.: il sondaggio durerà una settimana e alla conclusione pubblicheremo i risultati al momento oscurati per non influenzarne l’esito.


 

 

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96 Pensieri su &Idquo;SONDAGGIO PER UNA PROPOSTA DI SINISTRA

  1. Buongiorno a tutti, l’idea del sondaggio e’ molto buona e vi ringrazio per avermi dato la possibilita’ di esprimermi. Sinceramente sono votabili e belle tutte le proposte-risposte. La cosa comunque che trovo importante, ora come ora, e’ coinvolgere le persone,una ad una, perche’ la disaffezione alla politica e l’apatia della ” nostra” gente e’ un fatto molto preoccupante. Concludo dicendo che se c’e’ “lavoro da fare ” io ci sono , sento il bisogno di fare la mia parte .

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      • farei un sondaggio .partito di sinistra o federazione ? cosa ne pensano all’unificazione dei comunisti in un fronte popolare unito(dai troskisti ai marxisti-leninisti) ?

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        • Rinaldo, la tua proposta è interessante e quello dell’unificazione delle forze di sinistra è un tema che va affrontato. Abbiamo preferito, così come stanno facendo le nuove forze di Sinistra in Europa – sopratutto Syriza e Podemos – partire dalle proposte, e quindi verificare le urgenze. Per poi vedere “chi ci sta”. Fare unità sui temi. Coi comunisti, molti di noi lo sono, dovremo solo intenderci sul superamento del capitalismo e sulle forme – democratiche – con cui arrivare a questo obiettivo. Il cammino è lungo, e lo stesso Marx non ha previsto un modo unico e certo. Ma, mettendo da parte le diffidenze che caratterizzarono l’esperienza comunista del XX secolo, crediamo proprio che ci potrà essere quell’unità a sinistra che vogliamo. Sempre più necessaria.

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          • DOBBIAMO FARE UNA SVEGLIA DURA E PURA ….I segretari di partiti comunista e varie sinistre si trovano sul facebook ,i veri testardi sono i 4 prc-pdci -pc/sin.pop. -pcl e altri delle sinistre ANTICAPITALISTE FILO-SOCIALISTE DI SINISTRA MA OCCHIO AI VENDOLIANI IO NON MI FIDO .

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  2. INIZIATIVA LODEVOLISSIMA . SE POSSIBILE , AVREI SPUNTATO TUTTI GLI ARGOMENTI PROPOSTI. MI PERMETTO DI GIRARE IL SONDAGGIO A COMPAGNI FIDATI. Giuseppe Del Zotto – Udine

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  3. Cari compagni, ho appena girato il vostro sondaggio a miei conoscenti che sicuramente fanno riferimento ad una sinistra non renziana. Probabilmente il vostro indirizzario esistente si rivolge alla stessa area. Però, nell’allargare, da parte di lettori come sono io, l’indirizzario girando la richiesta di partecipazione ad una generica e sedicente sinistra , c’è il pericolo che , se non selezionato, partecipi anche un elettorato che poco ha a che fare con la sinistra. Potrebbe darsi il caso che il sondaggio riproducesse il 40,8% di Renzi ed allora penso che il sondaggio potrebbe essere anche poco utile MI AUGURO CHE PROSEGUIATE CON INIZIATIVE DEL GENERE Giuseppe Del Zotto – Udine

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  4. Cari compagni di Essere Sinistra. Ho partecipato e fatto partecipare al Vostro sondaggio. Mi piacerebbe però sapere la finalità, non generica , di tale iniziativa : a chi sono rivolti i risultati ? si farà un’analisi politica delle risposte , oltre l’esposizione delle percentuali ? A molte delle domande potrebbe rispondere anche un elettore di destra o una persona con nessun orientamento politico : come invece si potrebbe caratterizzare maggiormente la sinistra ? Quale il Vostro parere sulla mia proposta inviatavi ieri sullo stato della base del PD ? Si puo’ fare ? Giuseppe Del Zotto – Udine

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    • Giuseppe, prima di tutto, grazie per la tua partecipazione propositiva, attiva e coinvolgente. E’ questo lo spirito che ci accomuna e ci rafforza reciprocamente. Condividiamo completamente i tuoi suggerimenti ed anche i tuoi dubbi sulla possibilità che nel sondaggio ci possano essere scarti dovuti a voti di non appartenenti all’area di sinistra. Ma perché creare filtri? I primi risultati ci dimostrano che se dai la più ampia libertà viene interpretata come indice di volontà seria di conoscenza e orientamento. Le nostre finalità? Comprendere il senso delle priorità per il popolo della Sinistra, e, esattamente come stanno facendo Syriza e Podemos, promuovere subito proposte in tal senso. Con chi? E’ questo il punto, caro Giuseppe. Con tutti noi. E con chi è pronto a realizzarle. Senza cercare leader, ma desiderando azioni concrete.

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    • Certo, rimane il fatto, però, che neanche Syriza ha messo sul piatto tutto quello che vedi elencato.
      Crediamo che in ogni condizione di crisi, ci si debbano dare comunque delle priorità per ripartire da ciò che la gente vive come urgenza.
      Speriamo comunque tu abbia fdato il tuo contributo. Grazie!

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  5. In realtà mi sembrano tutte priorità da affrontare immediatamente, estrapolarne solo 5 è impresa ardua e soprattutto inutile. Un governo di sinistra, che si definisse veramente tale, in agenda dovrebbe avere tutti quei temi, anche quelli più apparentemente “scabrosi” perché sempre cavallo di battaglia delle destre, parlo dell’immigrazione. Non si può lasciare questo tema così delicato in mani inappropriate e strumentali, sicuramente è un problema che richiederà un’attenzione particolare.

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  6. di costruire un programma comune condiviso dalle diverse anime, facendo un lavoro di costruzione di reti che sappiano gestire e portare a sintesi le differenze e che risolvano il dilemma divisivo tra radicalità degli obiettivi e necessità di governare.

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  7. Tutte le categorie individuate sono di enorme interesse politico. Quella a mio parere fondamentale non c’è (e che io avrei scelto), cioè costruzione di nuove relazioni all’interno dell’UE. Ritengo infatti che molte-troppe problematiche interne siano espressione e derivino da un nocivo (volontario) vincolo esterno che danneggia e blocca l’economia interna facendoci regredire non solo in termini di pil ma anche in relazione a diritti acquisiti.

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    • Ciao Cinzia, hai ragione quella voce non c’è ma abbiamo cercato di mettere le risposte che potessero rappresentare quelli che gli italiani sentono come urgenze, anche se innegabilmente quello che tu affermi dovrebbe essere un’urgenza al pari del lavoro e di molto altro. Grazie comunque per la tua partecipazione e, se puoi, fallo girare. 🙂

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  8. Tutte buone,giuste&necessarie. Ma la
    in assoluto dovrebbe essere ripristinare l’elettivitá Senatoriale! Uno scíppo di rappresentanza ingiustificabile. Sulle FUNZIONI si può discutere. Sull’elettivitá dell’Assemblea,NO.

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  9. Le opzioni scelte potrebbero essere differenti se si parla di Sinistra che governa o comunque si prepara a governare, o di Sinistra che opera extra parlamento e sul territorio. Non è facile limitarsi a cinque opzioni, ho cercato di mirare su quello che danneggia maggiormente il sociale, ma restano fuori questioni importanti.
    Non mi porrei il problema che possano rispondere persone non di sinistra. I temi sono quasi tutti inequivocabilmente orientati, e il sondaggio potrebbe comunque fotografare le urgenze di tutti gli italiani.
    Grazie per l’iniziativa.

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  10. Tutti argomenti urgenti… dovendo sceglierne solo 5 ho dato la priorità a quelli che considero i diritti primari (scopiazzando vergognosamente i bisogni primari di Anderson, importante ideologa dell’infermieristica), quindi: bisogna mangiare e vestirsi e avere un tetto sulla testa (lavoro), bisogna essere in salute (diritto alla salute e al benessere), bisogna che lo Stato abbia i mezzi (equità fiscale), bisogna “sfamare” anche il cervello (diritto all’istruzione e alla formazione) e, in ultimo, i cittadini hanno diritto a essere rappresentati democraticamente (riforma elettorale). E’ chiaro che tutti gli altri punti non sono da mettere in un cassetto, ma da perseguire con forza, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti di TUTTI

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  11. Mi lasci scegliere 5,su una lista ben nutrita,data la situazione che si trova questo povero paese,bisognerebbe rivedere un po’ tutto,a Roma quattro di loro senza aver mandato dal popolo vanno a tutta velocità a cambiare la costituzione ,ci toglie rappresentanti con la scusa di tagliare i costi della politica.Già questo dovrebbe mettere in allerta i cittadini,con 5 scelte su questa lista,mi sembra poco,convengo che incominciamo con 5 è già una buona cosa.

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  12. Sono stata costretta dal sondaggio stesso ad escludere altre importantissime
    Ho cercato le più prioritarie, ma devono seguire altre immigrazione ambiente diritti e laicità pensioni sostegno famiglie ….
    Sicuramente avrò “ceffato” qualcosa nelle priorità
    …. Ahimè…

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    • Sicuramente, Stefano. Ed attraverso i vostri interventi ed i vostri contributi, affronteremo anche la proposta di quello che non è stato inserito qui. Per il momento vorremmo partire da quello che ritenete più urgente.

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  13. francamente tutti i quesiti sono urgenti e votabili. Prima però credo che le priorità siano : Riforma della giustizia, lotta alla corruzione, (che si ristabilisca un minimo di etica pubblica e quindi credibilità internazionale e equilibri economici), poi, una politica industriale che abbia strategie prospettiche e in contemporanea ristabilire giustizia sociale

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  14. personalmente ritengo tutte le domande importanti e prioritarie, cmq e’ gia una partenza le cinque.Cio che non mi piace e’ che la cosa sia aperta a tutti,con il pericolo vedi primarie.

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    • Caro Graziano, è vero, il sondaggio è aperto a tutti, ma onestamente quale opzione potrebbe votare una persona di destra o qualcuno che abbia la volontà di alterare in qualche modo l’esito? In ogni caso grazie per la tua partcepazione!

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  15. Decidere le cinque prime cose non è facile, un po’ vago dire “lavoro” ma credo sinceramente sia un’emergenza, se manca un mezzo di sostentamento hai un bel parlare di riforma della giustizia. Insomma per me la sinistra deve tornare ad occuparsi dello stato sociali. Temi ormai lasciati ai movimenti che cavalcano in maniera trasversale la rabbia e fanno man bassa di voti senza produrre poi un bel nulla e lasciando poi che trionfi uno come Renzi

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  16. Fatto, condivido l’opinione di molti sull’importanza e correlazione dei punti, ma sono curioso di vedere i risultati per leggervi possibilmente una consapevolezza analitica (nel senso che solo affrontando prioritariamente alcune questioni ti costruisci la base x affrontarne altre). Grazie

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    • Grazie a te, Fabio. Bisogna ripartire e vogliamo vedere cosa è più urgente. Hai ragione, sarebbe tutto urgente. Ma è meglio cominciare da quello che si percepisce come più importante, ora.

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    • Vero, con lo stato in cui versa il Paese non è semplice scegliere ma di certo chiunque si intesti la volontà di scrivere una proposta di sinistra dovrà comunque capire cosa gli italiani avvertano come urgenza. Grazie Marilita per il tuo apporto.

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  17. Bisogna investire sui nostri tesori, e permettere ad ognuno di investirci il proprio lavoro: la cultura e il paesaggio possono diventare, attraverso l’istruzione ed un reddito minimo garantito, risorse inesauribili d’energia, d’economia e crescita (sociale più che economica). Ma questo scenario può realizzarsi solo liberandosi di zavorre sociali come criminalità e corruzione ad ogni livello.

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  18. Piu’giustizia sociale, togliere privilegi ai politici…. manager….
    lavoro per tutti, pensioni dignitose, alzare le minime, valorizzare la scuola pubblica, laica, no a finanziamenti per la privata.

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  19. La vera sinistra non è un cosa astratta , ma è una regola di vita con alla base la partecipazione dei cittadini ( non sudditi) in cui l”equità sociale, il lavoro, la dignità della persona messa al centro di una politica sana per il bene comune. Ciao da Gianni.

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  20. Le priorità secondo il mio parere sono, lotta vera all’Evasione Fiscale, alla Corruzione, Conflitto di Interessi, Eliminare i privilegi della Casta, Giustizia Civile, Reddito di Cittadinanza, Riforma della legge Fornero sulle pensioni. Se abbiamo dei ladri in casa da 70 anni (Evasori Fiscali) si inizia togliendo diritti ai lavoratori? Questo è il PD (Partito di Destra) collocato abusivamente a sinistra.

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  21. Carissimi,

    il vostro poll è formulato male a prescindere…

    Non esiste infatti il “reddito minimo di cittadinanza”, esiste il reddito minimo garantito, oppure il reddito di cittadinanza, e sono due cose distinte.

    Il reddito minimo garantito è un sussidio ed è subordinato ad una serie di condizioni.

    Il reddito di cittadinanza è un diritto che discende dalla cittadinanza, è incondizionato e concesso a tutti i cittadini.

    In ogni caso ho votato il reddito “minimo di cittadinanza” come la massima priorità della sinistra, infatti prima o poi qualcuno dovrà dare una svolta a tutta la dottrina economica della sinistra e chiarire una volta per tutte che oggi, nel mondo dell’automazione, della robotica e dell’intelligenza artificiale non esiste più qualcosa che possa definirsi come “diritto al lavoro”, ma solo il diritto alla “sicurezza”, il diritto al reddito.

    L’economia dell’automazione dove produttività e PIL si sono già svincolati dal lavoro esige di separare il lavoro dal reddito, se la sinistra non riconosce quello che è già un dato empirico non avrà mai una sua proposta di politica economica appetibile e al passo con i tempi.

    Oggi la sinistra e il sindacato blaterano di “difesa del posto di lavoro”, ma onestamente guardando il trend in corso nessuno crede più realisticamente che possa essere un obiettivo credibile. Bisogna darsi degli obiettivi nuovi, anche se questo vuol dire stravolgere tutte le antiche ideologie della sinistra tradizionale. Solo così potranno rinascere la sinistra e il suo appeal elettorale.

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    • Grazie per il tuo apporto, Gianluca, molto ben argomentato.
      In merito a quanto scrivi, però, forse converrebbe chiedersi se non sia il caso di provare a scardinare quel trend perchè se ritieni che la difesa del posto di lavoro sia una questione ideologica, forse non parliamo di valori di sinistra.

      Il cosa rappresenti, anche attualizzandone la narrazione e la concezione, la difesa del posto di lavoro, per la sinistra, storicamente e fino ad oggi, dovrebbe essere più che evidente in termini di tutele e se noi per primi caschiamo in quella narrazione, siamo già finiti perchè se è ideologico difendere il posto di lavoro, vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè non si dica o si ritenga che altrettanto ideologico sia il neoliberismo.

      Spesso ho la sensazione che la mistificazione abbia “ucciso” la sinistra più del neoliberismo stesso.

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      • Carissimi, scardinare il trend è impossibile, sarebbe più semplice invertire la rotazione del pianeta, perché la disoccupazione in continuo aumento come da dati OCSE, banca e sindacato mondiale sono in primo luogo il risultato dell’automazione e informatizzazione di produzione e servizi. Potrei fare innumerevoli esempi, ma è sufficiente dire che il fenomeno riguarda sia le attività manuali che di concetto. L’Oxford Martin Programme e il think tank belga Bruegel prevedono che il 47%-50% dei posti di lavoro verrà reso superfluo dal progresso tecnologico entro 15 anni. Continuando a difendere il posto di lavoro a tutti i costi credo che sia la sinistra a rimanere intrappolata in una narrazione, la narrazione del neoliberismo che vede la sinistra come una forza che si batte in una guerra persa, quella del lavoro contro il progresso. L’aveva previsto Keynes: l’aumento costante della produttività avrebbe decretato la fine del lavoro intorno all’inizio del XXI secolo. In effetti a partire dal 2000 due accademici, Andrew McAfee ed Erik Brynjolfsson hanno analizzato un fenomeno noto come “grande disaccoppiamento”, che in sostanza certifica la fine del lavoro come fattore di crescita economica dato che non determina più né produttività né PIL. L’osservazione è confermata dalle “jobless recovery” americane di questi anni, dai dati empirici sulla stagnazione dei redditi della classe media occidentale, e dai dati sulla partecipazione al lavoro che, a dispetto dei proclami, ha raggiunto il suo minimo storico negli USA proprio a gennaio 2015. Tornando a parlare di ideali e di principi… Per cosa ci battiamo? Per il lavoro? O per il benessere delle persone, che sono cittadini, prima di essere lavoratori? Bisogna tornare alle radici del concetto di sinistra e di progressismo, a prima dei primi movimenti sindacali, a prima delle lotte che per decenni hanno permesso alla classe media di formarsi e di diventare la ricchezza delle nazioni. Ora c’è un 1% della popolazione che sta diventando sempre più ricco, ricchezza immobile che non si rigenera in un sistema che sta soffocando per mancanza di domanda aggregata, la tecnologia è l’elemento che ha esautorato il lavoro dal suo ruolo tradizionale di redistribuzione della ricchezza, quindi è ciò che sta permettendo ai ricchi di diventare ancora più ricchi a dispetto del sindacato e di qualsiasi battaglia per il lavoro. Occorre bypassare il lavoro e usare altri strumenti per redistribuire la ricchezza. Secondo me essere di sinistra oggi vuol dire questo: introdurre il reddito di cittadinanza per rendere il sistema economico funzionale ad uno scenario tecnologico mutato, per il bene di tutti.

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        • Gianluca, la tua posizione – e l’impostazione teorica molto ricca ed articolata – è interessante e va valutata con attenzione e senza nessuna preclusione. Quello che dici è supportato dai fatti, ma questi non possono essere interpretati unidirezionalmente. Il lavoro manuale “grezzo” e automatico scompare. Halleluia. Però il lavoro manuale specializzato di qualità – e lo dico perché mio fratello è un mago della tornitura anche in 3D – non scompare. Il lavoro non manuale non scompare. Non ci credo a tutti “imprenditori di sé stessi”. Il lavoro cambia, e dobbiamo prenderne atto e le cose che dici sono importanti Gianluca. Ma il lavoro subordinato non sparisce. La posizione di eccessivo potere dell’imprenditore va sempre considerata e attenuata con quella che si chiama “lotta di classe”. Pensaci Gianluca. Il lavoro è sparito perché non abbiamo avuto innovazione vera. Perchè non si è sviluppato il telelavoro. Perchè gli imprenditori europei sono vecchi e retrogradi. Ti invio un altro link interessante. https://zeroconsensus.wordpress.com/2012/05/12/una-lettura-schumpeteriana-della-crisi/

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          • Mi avete proposto di leggere Schumpeter come se voleste contrapporlo a Keynes, quando quello che mi interessava porre alla vostra attenzione di Keynes era la sua analisi sulla produttività e la previsione, ora convalidata dal ‘grande disaccoppiamento’, che la crescita della produttività avrebbe messo in crisi il lavoro nella sua funzione redistributice della ricchezza.

            In fondo l’articolo conferma la necessità immediata di misure redistributive, infatti sia i bassissimi tassi di interesse che il ricorso massiccio al quantitative easing di questi anni sono stati attuati nella vana speranza di risollevare i destini della domanda aggregata, ma sempre nell’ottica della trickle down economy, in altre parole, sperando che l’impresa creasse posti di lavoro facendo crescere i consumi, ma non è andata così, perché l’occupazione a dispetto dei proclami non è cresciuta (negli USA siamo tornati a malapena ai livelli antecrisi, e comunque la qualità della nuova occupazione è molto bassa) e gli stipendi sono stagnanti: il 95% della ricchezza aggiuntiva prodotta dal 2008 in poi negli USA è finita nelle mani dell’1% più ricco della popolazione. Se questa non è la dimostrazione che occorrono i famosi “lanci di soldi dall’elicottero” di friedmaniana memoria non ho idea di cos’altro possa convincervi.

            L’analisi schumpeteriana prevedeva che fasi tecnologiche e fasi economiche si influenzassero vicendevolmente, ma oggi, se mi permettete, prevale l’ipotesi che sia la tecnologia la vera playmaker dell’impianto economico, e quindi se dobbiamo dare per accertata la legge dei ritorni accelerati che prevede per la tecnologia un’evoluzione di carattere esponenziale, dobbiamo concludere che le fasi di crescita ed esplosione delle bolle di Schumpeter diventeranno sempre più frequenti, una previsione non difficile da fare alla luce delle tecnologie che stanno per arrivare sul mercato come le auto driverless e i sistemi di informatica cognitiva in grado di svolgere quello che veniva considerato “lavoro di concetto”. Siamo a ridosso di trasformazioni tecnologiche in grado di rivoluzionare il sistema produttivo come il big data associato alla narrow artificial intelligence, la stampa tridimensionale, la internet of things, le smart grid energetiche. Insomma l’economia sta acquistando quelle “imprevedibili e magnifiche doti” di cui parla Larry Page, uno dei fondatori di Google, ma questa trasformazione che apre le porte ad una offerta di qualità e quantità mai riscontrata prima (la terza rivoluzione industriale di Rifkin), lascia pochissimo spazio al lavoro, quindi richiede misure redistributive radicali come il reddito incondizionato di base, su questo concordano Rifkin, Robert Reich, Paul Krugman, e, incredibile ma vero, perfino il Larry Page di cui sopra.

            E per favore, non raccontiamoci la favola della tesi della fallacia luddista un’altra volta, perché ora che stiamo divenendo in grado di sintetizzare l’intelligenza è ridicolo non ammettere che i cambiamenti in atto siano qualitativamente diversi rispetto ai risvolti della prima e seconda rivoluzione industriale.

            Insomma ora che la contraddizione data dall’inconciliabilita apparente tra la ricerca del benessere materiale e le necessità della psiche può finalmente essere risolta mi pare assurdo che la sinistra non voglia cogliere questa opportunità di riconoscere all’umanità il diritto ad un reddito di esistenza.

            Un saluto
            G.

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            • Gianluca, il quadro di riferimento che tu ti poni davanti è affascinante, ed io vorrei condividerlo pienamente. Ma quanto tempo ci vorrà prima che la MAGGIORANZA goda degli effetti di quanto tu e Larry Page prospettano? Guarda che secondo me è sacrosanto provvedere ad un reddito di dignità – forse avrai letto l’articolo di Luca Soldi sulla proposta di Libera – ma, in questa fase di passaggio verso la Terra promessa (a cui non credo mai, ma per miei motivi psicologici), sarebbe anche il caso di continuare a dare un lavoro. Vero. Di non buttare dieci miliardi per autostrade inutili, e usarli, magari, per la riqualificazione e la messa in sicurezza dell’assetto idrogeologico. E’ lavoro anche quello. Saprai certamente che Feynman disse che la scienza può già risolvere tutti i problemi dell’essere umano. Ma c’è l’essere umano di mezzo…

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    • Gianluca, effettivamente la terminologia è un po’ confusa sull’argomento, ma in ogni caso, non ritengo che il tema del reddito minimo di base sia un tema da contrapporre alle tutele ed ai diritti del lavoratore. Il reddito minimo è una misura contro la povertà, ed un giorno potrà e dovrà sostituire parte del sistema pensionistico. Ma il lavoro come fonte d’integrazione sociale e di emancipazione umana è un valore di sinistra. E tale resterà per sempre. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/03/welfare-boeri-introdurre-reddito-minimo-flessibilita-ritiro-dal/1470837/

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