La Madia, l’eutanasia e la vita mia

puntina

Rubrica “IN BREVE”


di Ivana FABRIS

La Ministra Marianna Madia, Ministra per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione nel Governo Renzi, alle Invasioni Barbariche, parlando di eutanasia, ha detto di preferire l’assenza di leggi, di preferire una “zona grigia che affidi alla comunità amante del malato il discernimento di quel passaggio così misterioso”.
Cara Ministra, in quel passaggio non c’è nulla di misterioso, proprio un bel nulla, ma evidentemente LEI non lo sa perchè non si è mai vista sbattere in faccia dalla vita la sofferenza, forse non ha mai dovuto assistere al calvario e l’angoscia di chi, come un malato di SLA – tanto per fare un esempio – è prigioniero in corpo di cui non può muovere un solo muscolo, in cui non può nemmeno respirare (!!!) mantenendo però, viva e lucida la coscienza al pari di un film dell’orrore o di un racconto degno di Edgar Allan Poe.
O, forse, ha potuto semplificare delegando ad altri non solo l’accudimento ma anche il dolore e la rabbia dell’assistere impotenti, del non poter far nulla per porre fine alle inutili sofferenze di un proprio caro.
Ora, d’accordo che LEI è Ministra della Semplificazione, ma sapesse invece quant’è difficile e complicata la vita di noi comuni mortali!
E badi bene, lo è proprio a causa di persone come LEI che decidono per noi semplificando molto ma che alla fine non è che semplifichino è che sono proprio semplici, sono terra-terra in modo semplicistico.
In realtà, forse sono solo banalmente quanto pericolosamente delle sempliciotte. Con le vite degli altri, però.

 

(immagine dal web)

Far leggere Pirandello ad un palestinese

gazabombing

Signora Ponza: Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede.
(Guarderà attraverso il velo, tutti, per un istante; e si ritirerà. In silenzio).

Laudisi: Ed ecco, o signori, come parla la verità
(Volgerà attorno uno sguardo di sfida derisoria).
Siete contenti?
(Scoppierà a ridere).
Ah! ah! ah! ah!
(Così è, se vi pare. L. Pirandello 1925)

di Massimo RIBAUDO

Non so come potremo giustificarci, questa volta. Il titolo dei giornali – se usassimo le categorie del 1440, quasi 1500 -, dovrebbe essere “cattolici ed ebrei impediscono ogni processo di pace coi Mori”. Ma noi crediamo – ci pare – di non vivere più quei tempi lì.

Si trattava di prendere un impegno formale e simbolico. Riconoscere lo Stato palestinese per rendere il processo di pace con Israele un elemento non più prorogabile e porre le due entità statali sullo stesso piano giuridico, con una pressione verso il governo israeliano ad ammettere il riconoscimento ed eliminando uno dei maggiori impedimenti – certo, non il solo – ad una neutralizzazione del conflitto.

Continua a leggere