Rivediamoci a Sinistra

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di Andrea NOBILE

In maggio ci saranno le elezioni regionali in Veneto a cui guardo stupito e perplesso perchè stanno già tristemente assomigliando a quanto avvenne un anno fa.

Proprio come l’anno scorso, alle europee, la “minoranza” pidì correva con dei suoi candidati sostenendo di dover mantenere una rappresentanza all’interno di un partito ormai di destra economica.

Già, un anno fa, in quel 40,8% c’erano le schede di chi sosteneva candidati civatiani come Elly Schlein, candidati bersaniani che sostenevano la “ditta”, e che, insieme a tutti gli altri garantirono un potere illimitato al segretario rottamatore che le uniche cose che sta rottamando sono le conquiste sindacali e la Costituzione.

Come un rullo compressore, da allora, forte anche dei voti dei cosiddetti dissidenti, il segretario presidente del Consiglio, a braccetto con Berlusconi e Verdini, iniziò il suo esercizio di potere e nessuna, dico nessuna, influenza hanno i suoi detrattori interni. Non ce l’hanno quelli che votano le fiducie in nome della difesa della ditta e nemmeno quelli che escono ininfluentemente dall’aula. Non ce l’hanno quelli che paventano le dimissioni da senatore, ma che poi non concretizzano e e non ce l’hanno quelli che si arrabbiano mortalmente ogni qualvolta una parte del loro elettorato li invita ad uscire dal partito tossico di cui fanno parte.

Ancor più ininfluenti quelli che si adirano con chi sostiene che siano complici delle porcherie di questo governo dove il loro partito è socio di maggioranza. Dovrebbero comprendere che sia possibile che qualcuno, educato a non accompagnarsi a cattive compagnie, possa pensare che militare nello stesso partito di Renzi sia una forma di complicità.

Possiamo davvero dar torto a loro?

Ho parlato, fin qui, di altri, di quelli che sono la base elettorale scontenta di questo partito. Io, non ne faccio parte, sono uno di quelli che si ritengono traditi da molti anni. Ritengo, però, dannoso e scorretto paralizzare le speranze di un popolo che continua ad aspettare un messia che non arriva e si ritrova invece provvedimenti che non voleva.

Inoltre ho visto volare dei distinguo pericolosi verso il sindacato. Proprio quando la sinistra avrebbe dovuto far quadrato senza se e senza ma. Ho sentito dire che le proposte di Landini non vanno bene perchè “identitarie”. Proprio quando le crisi di identità della sinistra si fanno più gravi.

La politica del “ma anche”, che ci ha condotti fin qui, sembra non aver fine.

E allora avanti tutta, con i candidati della minoranza interna, a tirare la volata ad Alessandra ladylike Moretti, ex portavoce di Bersani e ora donna di punta del suo carnefice. E lo si fa ancora sostenendo di dover mantenere una presenza critica all’interno del partito inesistente.

Tutto questo avviene mentre si spazzano via conquiste sociali, diritti sindacali e di rappresentanza. Tutto ciò quando il rischio fortissimo di recrudescenze di destra populista si fanno forti e vicine, Salvini che sfila impunemente a fianco di CasaPound a Roma non è cosa tranquillizzante.

Allora non posso non guardare stupito e perplesso alla campagna elettorale in Veneto. E penso pure male, penso che, in fondo, l’attacco quotidiano a Renzi, da parte di alcuni, altro non sia che desiderio di rivalsa, desiderio di una leadership mai conquistata. Se poi lo sommo ai distinguo verso certe iniziative che scaldano i cuori della sinistra, allora penso ancor più male, penso che si punti solo ad essere una volta ancora solo e banalmente leader di qualcosa o di qualcuno. Proprio mentre quel qualcosa e quel qualcuno si allontana sempre di più.

Non voterò alle prossime regionali in veneto, annullerò la scheda, ma non smetterò di seguire o credere nella politica. Che è una cosa molto diversa da chi contesta la linea del suo partito ma non ne prende le distanze. Da chi bolla come demagogie le ambizioni che sono la nostra storia ed i nostri ideali. Syriza e Podemos suggeriscono che qualcosa di migliore è possibile, che non sono io, non siamo noi i demagoghi, ma che sono altri che si stanno collocando fuori dalla storia della sinistra.

 

(immagine dal web)

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2 Pensieri su &Idquo;Rivediamoci a Sinistra

  1. Leggendo questo scritto di andrea nobile, che invita a non andare a votare , o di annullare la scheda elettorale , mi fa venire in mente quel bettino craxi che , invitava gli elettori ad andare al mare , anzicchè , recarsi ai Seggi Elettorali per Votare. Niente di ” personale ” verso andrea nobile che , aggiunge di essere ANCORA di sinistra : però, mi fa ” riflettere ” che , a non volere che il P.D. RITORNI ad essere Riformista ,Progressista , Democratico , Europeista , e di SINISTRA , non sono SOLTANTO quanti ” obbediscono stando sull’attenti ” osannando il ” re che è già nudo ” , ma anche TANTI che si definiscono di essere di sinistra , e che si recano nelle ” leopoldine ” regionali , come è successo , qualche giorno fa , nella Città di Palermo , dove , un ” faraone MUMMIFICATO da secoli “,alzandosi dal sarcofago benediva gli astanti , facendo finta di non vedere che nel mucchio c’era di tutto : berlusconiani, grulloni in libera uscita , fascisti , e non mancavano nemmeno rappresentanti della PEGGIORE maffia che , purtroppo , ANCORA continua a fare ” affari “, anche , col VOTO DI SCAMBIO. PIU’ IN BASSO DI COSI’, NON POTEVAMO , MAI, ARRIVARE. P.S. , Chiedo SCUSA ai due personaggi della Foto !!!

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  2. Gentile Giuseppe, non mi pare di aver invitato nessuno all’astensione. Ho solo dichiarato la mia, ma non mi pare davvero di avere incitato nessun altro a farlo. Paragonare le mie parole a quelle di Craxi, che nel ’91 invitò (per davvero) a disertare le urne, guarda la coincidenza, per questioni di legge elettorale, mi pare operazione spericolata. Pare che a Craxi, come agli attuali politicanti, faccia piacere decidere le regole del gioco e della rappresentanza. Credo sia più costruttivo, per me, per te, per tutti noi, attenerci ai fatti attuali e , se ve ne fosse ragione, contestare nel merito l’affermazione che vede nelle minoranze PD un traino ai vari Renzi, Moretti & C, paralizzando, nei fatti, una fetta di elettorato che si aspetta qualcosa di molto diverso da quanto fatto da questo governo a guida partito democratico. La battaglia “dall’interno” ha già permesso l’affossamento dello statuto dei lavoratori e la manomissione della costituzione. Cos’altro dovremmo aspettare?
    Temo che il punto, invece, sia che certi leader o vessilli non vadano “toccati”, ma su questo, almeno su questo, permettimi, sono ancora libero di farlo

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