Attaccare!

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di Vincenzo G. PALIOTTI

Io sto cercando di capire come mai l’italiano si è di nuovo innamorato del solito “pifferaio magico”. Non trovo un motivo valido, secondo le mie ottiche, per cui questo ragazzotto arrogante e poco incline – diciamolo pure, incapace – a ricoprire un ruolo così importante della vita pubblica del nostro Paese sta raccogliendo tanti consensi, anche dai media.

E’ simpatico? A me no di certo, odio gli sbruffoni, i primi della classe, i figli di papà intesi come tutti quelli che hanno il culo al caldo e l’avvenire provveduto dai genitori, in modi poco “chiari”.
E’ serio? Non direi, uno che parla alla gente con slogan e via tweet che alle conferenze stampa con suoi omologhi invece di stare attento “giochicchia” con il suo iPhone. Non si può ritenere serio uno che promette, promette e poi fa l’esatto contrario. E’ competente? Per carità.
Io non credo assolutamente che Renzi abbia capacità per portare il Paese fuori dalle secche e farlo crescere, ma neppure la volontà, legato come è ai poteri forti. Questo è dovuto principalmente dalle sue dipendenze: Renzi infatti è uno dei tanti lacchè del Fondo Monetario, della Commissione europea neoliberista, della BCE, delle banche, di Confindustria, in poche parole dei poteri capitalisti che si disinteressano completamente dell’andamento generale dei paesi di pertinenza. L’importante è che vengano rispettati i loro dettami e le loro strategie. Se non fosse così le misure da prendere sarebbero altre, non quelle attuali che non servono altro che a mantenere invariata la situazione.

Cancellazione dei diritti dei lavoratori, limitazione di quelli dei cittadini, smantellamento della Costituzione, del Senato, provvedimenti economici che prevedono solo tagli e sempre ai danni dei soliti, l’ultima è quella di mettere mano alle pensioni, naturalmente quelle più “accessibili”, quella dei soliti noti che già sono tassati fino al 35% dell’importo a loro dovuto, dei poveri disgraziati che hanno sgobbato una vita per assicurarsi una vecchiaia tranquilla ai quali egli “regala” un futuro incerto quasi quanto quello che sta riservando ai giovani distruggendo i diritti sul lavoro.

Tutte queste misure, come detto, servono solo a mantenere immutata la situazione di emergenza in cui viviamo da tempo ormai lontano e che evidentemente fa comodo. Emergenza che, orami è chiaro, è funzionale a dare una giustificazione alle incapacità di chi ha il timone della nave in mano. E a proseguire politiche economiche che hanno condotto alla distruzione del ceto medio ed all’impovermento generale della popolazione. E’ questo che vogliono.

Emergenza che non finirà fino a quando il Paese stagnerà grazie a queste misure irrilevanti per far scattare la sola cosa che serve a noi: la crescita! In poche parole, e parafrasando il calcio, noi ci stiamo solo difendendo lasciando che l’avversario ci chiuda nella nostra area di rigore, e come accade nel calcio chi subisce così tanto prima o poi capitola: un gol o più te lo rifilano e se non hai né un centrocampo forte né un attacco altrettanto forte di gol ne prenderai più di uno senza poter replicare.

Attaccare! Questa sarebbe l’alternativa alle politiche attuali di un “allenatore” ormai fermo al vecchio catenaccio” con la filosofia cara a tanti “vecchi tromboni”: prima non prenderle. Attaccare significherebbe attuare le vere riforme di cui abbiamo bisogno rispettando le nostre priorità e non quelle dei poteri forti. Una riforma del fisco che preveda più equità, chi più ha più deve dare e chi non dà nulla deve essere colpito senza pietà, aumentare quindi le entrate fiscali per permettere allo Stato di dare più servizi al cittadino: dare più servizi significa alzare il livello della qualità della nostra vita e avere più soldi a disposizione.
Questo e solo questo permette di contrastare una crisi generale della domanda.

Lotta alla corruzione: un km di autostrada a noi costa 5 volte quello che costa in Europa.
I passaggi di mano, le mazzette, i favori fanno aumentare i costi e il debito pubblico aumenta.

Fine della missioni dei militari all’estero, politicamente inutili e ormai anche obsolete. Ridimensionamento delle Forze Armate in linea con l’art. 11 della Costituzione che prevede la natura difensiva del nostro esercito, riservare una parte delle risorse recuperate a formare e aggiornare le forze dell’ordine.

Cancellazione di tutte le leggi ad personam per riaffermare il concetto “La legge è uguale per tutti”.
Mettere mano alle rendite finanziarie e regolamentarle secondo i parametri europei. Rivedere la tassazione sui grandi patrimoni immobiliari, creare una regolamentazione chiara e che combatta i tanti escamotage per evadere.

Si vuole dare ossigeno alle aziende? Il Jobs Act, questa enorme ennesima porcata, non serve a nulla: serve solo a tagliare i diritti ai lavoratori, i licenziamenti facili sono un altro modo per attuare la filosofia della difesa. Fai pagare i debiti che lo Stato ha con migliaia di aziende, altro che ossigeno!

Si dovrebbe creare un po’ di lavoro incentivando l’edilizia scolastica riparando tutte quelle strutture che cadono a pezzi. Anche quella carceraria, dove il livello di degrado ha raggiunto livelli medioevali. Rivedere tutte le politiche industriali, tenendo presente che nel giro di 10 anni abbiamo perso 25 punti di produzione industriale e cosa abbiamo fatto fino ad oggi?

Tutto questo ed altro ci sarebbe da fare per un vero cambiamento. E’ inutile che egli continui a parlare di modernizzazione, il suo è l’ulteriore governo di sopravvivenza non diverso dai precedenti Monti e Berlusconi.

Ma la sopravvivenza non è eterna, finiremo come la Grecia con la differenza che in quel paese hanno capito di chi sono le colpe ed hanno cacciato i “mercanti dal tempio”, da noi i mercanti governano ancora indisturbati.

Finiamola una buona volta di smìanettare sui telefonini come accade dappertutto: la gente non ti guarda più; una volta si leggeva il giornale in metro, in tram, oggi sono tutti attaccati a quei maledetti aggeggi che ci impediscono di guardarci intorno e vedere quanti nostri fratelli sono alla fame, in barba ai cieli azzurri del premier/segretario, ai presunti arricchimenti delle famiglie – che avvengono sì nelle “famiglie” -, ma in quelle della criminalità organizzata.

Proviamo a pensare tutti in modo collettivo e non individuale, a pensare che noi cittadini siamo lo Stato e da noi deve dipendere la sua vita e non la sopravvivenza come ci sta garantendo questo governo.

Un’ultima riflessione che è un appello: non cadiamo nello stesso errore fatto con Berlusconi, finiamola con il gossip e parliamo di politica, di argomenti, di idee, di concretezza. La Boschi che ingrassa a chi può interessare? Cosa porta di arricchimento alla nostra causa? Chi se ne frega dell’elicottero del premier/segretario se cade o non cade.
Bisogna attaccare questo governo ed il suo capo sul concreto, sulle cose che fa e che non fa per il Paese, delle priorità che non rispetta, delle riforme che servono a noi e non agli altri per crescere, per dare lavoro a chi non ne ha, per aiutare chi è alla fame, per curare gli ammalati, è vergognoso che un cittadino malato di una malattia rara debba vivere sulla carità della gente mentre lo stato sottrae risorse alla ricerca per riempire gli arsenali del suo esercito.
E’ su questo che va attaccato e battuto il premier/segretario ed il suo governo.
Io continuo a pensarla così.

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