Landini, Bersani, il marketing ed il futurismo renziano

tortoise-hare

di Nicola BATTISTONI

“Compagni, compagne, dove abbiamo sbagliato?”.
Quanto volte abbiamo iniziato così le analisi politiche a seguito di un’iniziativa, una campagna elettorale o qualsiasi cosa nata a sinistra e da sinistra?
Tante. Troppe. Il male della sinistra italiana è sempre stato quello di un eccesso di autocritica, di autoanalisi che mai o quasi mai è sfociata in una proposta politica che superasse gli errori commessi.
Sempre a rincorrere qualcuno che comunicava meglio di noi, che arrivava prima di noi e che aveva mezzi e conoscenze che gli anno consentito di intercettare e costruire consenso. Sì: sto parlando di Berlusconi e di Renzi.
Della comunicazione e del marketing che si sono fatti politica. Della proposta politica che interroga prima gli elettori e poi gli promette ciò che hanno chiesto, salvo negarglielo il giorno dopo rilanciando su altri temi.

Dobbiamo capirlo: il modo di far politica è cambiato. E’ cambiata la struttura dei partiti, passati dallo stato solido a quello gassoso; è cambiato il profilo della elaborazione e proposizione politica, ridotta alla diffusione di messaggi web di 140 caratteri volta e passata dagli organi di partito alla pagine patinate dei settimanali di gossip.
Un tempo il giornale fondato da Antonio Gramsci era una voce autorevole, oggi per apparire bisogna rivolgersi ad Alfonso Signorini.
Dalla scuola delle Frattocchie al Casting Televisivo. Dalla lotta dura e senza paura agli accordi con Confindustria; dai fagioli con le cotiche alle cene chic da 1.000 euro a testa.
Dobbiamo rassegnarci a tutto ciò?

No. Ma dobbiamo fare lo sforzo di comprenderne i meccanismi e reagire.

Perchè se la politica si riduce a marketing e i partiti a comitati elettorali significa che c’è uno spazio lasciato vuoto da poter riempire: a sinistra, in particolare e su questo blog ne abbiamo parlato spesso. In particolare, nel mio ultimo post, ho rappresentato Renzi come futurista parlando della velocità con cui agisce e rilancia continuamente l’agenda politica, dettandone i tempi. Tempi insostenibili e incomprensibili per chi viene dal passato.
E’ il vecchio contro il nuovo: Renzi viaggia su fibra, la vecchia politica va ancora a 56k.
E’ una questione di tempestività, di timing: se azzecchi i tempi giusti, anche televisivi, puoi vincere o farti notare.
Lo ha dimostrato Maurizio Landini lanciando la sua proposta di “coalizione sociale”, azzeccata nei modi e nei tempi. Il Landini, sui media, rende bene; persona perbene, concetti semplici, faccia onesta e atteggiamento di quello che per il culo da un ragazzotto di Firenze non si fa prendere. E basta.
Lo ha dimostrato, a suo modo, Pierluigi Bersani in questi giorni con il suo “all’assemblea dei parlamentari PD con Renzi non ci vado”. In questo modo sbagliando i tempi, poiché il gesto è arrivato dopo la fiducia sul Jobs Act e quindi, nella percezione dei più, a buoi già fuori dalla stalla.
Il fatto che Bersani stia ripetendo in questi giorni che la legge elettorale sia uno scempio costituzionale, peggio della famigerata Legge Acerbo per qualcuno, che compromette gli equilibri democratici è fatto vero e innegabile. Purtroppo l’appello giunge da uno che, per questioni di timing, ha perso appeal su chi lo ascolta. Comprereste un’auto usata da Bersani? Io sì, conoscendolo e avendolo visto in azione sia da amministratore locale che da Ministro della Repubblica, ma qui stiamo ragionando di marketing. E Bersani, purtroppo, non vende.

Il Renzi, invece, è un piazzista formidabile. Un Berlusconi 2.0 (definizione sentita la settimana scorsa a “Un Giorno da Pecora”, Radio Due). Uno che sui tempi e sulla velocità impressa sta massacrando tutti, oppositori esterni e interni.
Giorgio Mastrota contro Guido Angeli. Non c’è partita.

Il gioco che fa è evidente e di facile comprensione: forza su un tema fino all’esasperazione, lasciando tuttavia le porte aperte su una possibile mediazione. Peccato che quella mediazione sia su un tema ancora da affrontare. Sul quale forzerà di nuovo, rilanciando su un altro tema.
Rileggere all’indietro gli eventi dell’ultimo anno per sincerarsene. E’ così e ci sono cascati tutti, chi per dabbenaggine, chi per interesse, che per cambiali firmate che sta riscuotendo ora. Sui vari “chi” datevi una risposta da soli, ne siete capaci.
Il renzismo sta tutto qui: nella velocità con cui fa accadere le cose e le fa.

Pensate alle immagini del calcio degli anni ’70 e a quelle di oggi: quarant’anni fa si vedevano gesti tecnici egregi ma a velocità bradipesche. Poi fu Ronaldo. E fece le stesse cose a velocità tripla.
Stessa cosa oggi nell’agone politico. E chi viene da lontano, a uno così non gli può star dietro.
Dobbiamo rassegnarci a tutto ciò?
Certo che no! Noto il meccanismo, possiamo provare a mettere qualche sassolino nell’ingranaggio perfetto del futuristico motore renziano.
E come? Elaborando una nuova proposta politica di sinistra?
Ovviamente sì. Ma nel tempo in cui io scrivo il post, qualcuno lo pubblichi e voi lo leggiate, quello li sarà già tre passi avanti: ha dei bravi spin doctor, che hanno studiato molto e bene.
Sarà necessario studiare molto e bene; utilizzare le stesse armi con la stessa velocità; mettere in evidenza le contraddizioni dell’agire quotidiano del governo e chi lo presiede; sottolineare la vacuità delle proposte; indignarsi per i metodi antidemocratici ove utilizzati; inculcare il dubbio nei nostri interlocutori sul fatto che se è vero che “è sempre colpa dei governi precedenti” se qualcosa riparte sarà certo “per merito dei governi precedenti”.

Non possiamo farlo sui mass media, possiamo farlo con le persone con cui parliamo quotidianamente. Lì il marketing futuristico non arriva. Quando Landini parla di coalizione sociale, a pensarci bene, parla esattamente di questo.
Per i nostalgici del PCI si tratta delle mai troppo rimpiante “cellule” di quartiere e caseggiato.
Landini lo ha capito. Bersani pure, ma in ritardo. Renzi ha capito che Landini ha capito: e infatti è partito il fuoco di sbarramento. Si dovrà rispondere al fuoco. Con tutti i mezzi a disposizione, rapidamente.
Occorre tuttavia svolgere, parallelamente, un lavoro più lento, casa per casa, persona per persona, profilo facebook e twitter per profilo facebook e twitter.
Per questo c’è tempo. Quel tempo che chi governa non può permettersi di impiegare, avendo fretta di arrivare al risultato.
E noi, di tempo da impiegare ne abbiamo parecchio. Da sprecare, neanche un millesimo di secondo.

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8 Pensieri su &Idquo;Landini, Bersani, il marketing ed il futurismo renziano

  1. A me pare che le analisi politiche e le autoflagellazioni fossero rituali. Siamo bravi sempre nella sola enuciazione dei temi generali, nel rimando a monte, nel non fare nomi e cognomi, non identificare fatti e situazioni precise, dati, numeri oggettivi e soprattutto nell’incapacità propositiva.
    Peccato , sempre a posteriori !
    Fraterni saluti

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  2. Anch’io comprerei un’auto usata da Bersani, ma sul suo operato da Ministro ho una lunga lista di serie critiche motivate. Un po’ di demogagia e di ideologia. Sarà anche un buon diavolo ( Penati, i Riva, la Finmeccanica dicono niente ?) , dalla Gruber dice cose anche non contestabili, è pacioso , un sorriso che induce alla benvolenza,ma se la struttura del partito è in queste condizioni ( voi la conoscete a fondo ? ) è in gran parte per demerito suo. Landini fa bene a non fondare un partito : in generale un’aggregazione della sinistra mi affascina, ma attendo di vedere come si concretizzerà nel reale.

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  3. Caro Giuseppe,

    Innanzitutto scusa per il ritardo con cui ti rispondo, ma cosa vuoi che ti dica ? Sono d’accordo con ciò che scrivi che descrive e rappresenta i motivi per i quali mi sono allontanato da un partito (il PD) nel quale non mi ci ritrovo per incompatibilità di DNA politico e di visione sociale.

    Su Bersani: posso solo aggiungere che, al netto delle innegabili responsabilità legate al ruolo ricoperto (sue e personali), mi rifiuto di scaricare solo su di lui le responsabilità, che in un partito sono sempre e solo collettive. Il problema è che Bersani è rimasto indietro nel tempo: purtroppo oggi c’è un’approssimazione e una profondità di pensiero politico diverso dai vecchi tempi.
    Ciò non toglie che ciò che sta dicendo sugli equilibri istituzionali sia sacrosanto.

    Su Landini: sono d’accordo con te. Peraltro anche ieri (7 marzo) ribadisce il suo ruolo e reclama la dignità del sindacato che rappresenta. E del sindacato in quanto istituzione. Landini, sul piano della comunicazione, in questo momento, è l’unico che riesce a contrastare efficacemente Renzi.

    A noi il compito, con l’impegno personale e la testimonianza storica, di evitare derive autoritarie. La storia è costellata di caudilli e dittatori che, ancorchè tutti finiti male (chi appeso per i piedi, chi suicida in un bunker, chi bombardato dai vecchi alleati, chi ai servizi sociali…), hanno avvelenato al storia patrie e non solo e il futuro di intere generazioni).

    Ecco, il nostro impegno deve andare in quella direzione: se ci riusciremo, bene. Se la maggioranza deciderà (quanto democraticamente lo valuteranno i posteri) di andare in un direzione diversa da quella che auspichiamo, pazienza (pazienza un ca..o, mi dirai, e sono d’accordo con l’uso del francese, beninteso). Ma almeno ci avremo provato.

    Che, peraltro, è quallo che tentiamo di fare da sempre.

    Ricambio fraternamente i tuoi saluti.

    Hasta la vicotria ! Siempre.

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  4. caro Battistoni, conosco bene le differenze tra il calcio di oggi e quello degli anni 70. Oggi giocano a 1000 km all’ora, ma quello che fanno è tutto telecomandato e tutto solo velocità e forza fisica. Il gioco è’ diventato un prodotto industriale ( vedi Germania) Il fatto fondamentale è che oggi non ci si diverte piu’ come spettatori, è difficile godere del bel gioco; oggi lo spettatore è tifoso e basta.
    Chiedi a qualche vecchio allenatore informazioni sulla tecnica individuale dei singoli il confronto tra gli anni 70 ed oggi.

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  5. Caro Giuseppe,
    da interista agnostico prischiano non posso di certo mettermi a discutere di calcio con troppa cognizione di causa, ma vedo che siamo perfettamente allineati sul concetto.

    Siamo perfettamente d’accordo che a livello tecnico Messi non valga Maradona. Per quanto nel calcio di oggi, il Messi si lascia guardare. Così come Ibra non vale un’unghia di Gigi Riva, e tralascio l’intelligenza calcistica.

    A livello cestistico, da vecchio pivot, posso dirti che i ggiovani d’oggi (con due g) avranno della fisicità e del fiato, ma in campo corrono senza costrutto alcuno. Non sanno ciò che fanno, però saltano come i capretti: giocano un altro sport rispetto a quello che mi hanno insegnato (eh, già, perché trent’anni fa si insegnava il calcio, il basket e la politica… oggi solo a correre e twittare…).

    Che poi, visti i giovani d’oggi, è il motivo per cui inizio – e sia chiaro che è un’amara quanto improvvida provocazione di cui mi assumo la responsabilità – a rimpiangere Cirino Pomicino o il caro vecchio ed esule Craxi (rispetto agli attuali, due giganti).

    A riguardarsi le vecchie tribune politiche anni ’70 con Berlinguer attorniato da giornalisti non proprio accondiscendenti (e ad ascoltarsi le risposte) vien la pelle d’oca. Con gli attuali ci si limita alla pelle di cappone…

    …però, al netto della nostalgia, oggi si gioca su campi diversi e a velocità diverse: ciò non toglie che anche i vecchi come me (cestisticamente parlando) ancora facciano la loro porca figura in campo.

    Ecco, Landini sta provando a giocarsela alla vecchia maniera. Con tecnica e talento. e sul SUO campo. Ammirevole e da aiutare. Il senso di ciò che volevo dire (e che hai compreso) sta tutto qui.

    Secondo me vinciamo ai supplementari per 4-3…

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    • Caro Nicola, Sono daccordissimo su tutto, ma un po’ meno su Ibraimovic e Gigi Riva : Contro “rombo di tuono” ho giocato 2 o forse 3 volte : lui col Cagliari ed io con l’Udinese ; siamo entrambi del ’43 ed avevamo 19-20 anni; lui non era ancora sbocciato però, era uno determinato : anche nel calcio ho visto fare carriera gente che si è affidata soprattutto alla propria determinazione rispetto ad altri che avevano capacità calcistiche molto superiori ma non erano così caparbi. Non sto a farti un’analisi tecnica delle differenze tra Gigi e Ibra.
      Dicono che oggi i giocatori di allora non avrebbero potuto gocare perchè tutto è muscoli e velocità : vediamo che oggi i vecchietti come Pirlo, Totti, Toni e Di Natale sono ancora sulla cresta dell’onda.
      Vorrei inviarti il file che ho registrato su DVD (da videocassette) delle tribune politiche di Toglaitti contro Almirante e di Berlinguer contro Fanfani, ma non so come fare perchè ogni file pesa piu’ di 1 giga. Suggeriscimi qualcosa. Se vuoi ho anche il DVD dei funerali , ed interviste connesse, di Berlinguer. Ho anche un file video ( b/n) sull’inter di Herrera ( piu’ interviste che partite , ma interessante) e del Milan di Rocco suo rivale. Herrera effettivamente ha fatto una rivoluzione nel calcio.

      Sull’iniziativa di Landini vedo che , come dice lui, molti non capiscono e di questi alcuni sono in buona fede ,altri no. Gente come la Camusso, Bersani, Speranza(nato vecchio) che non hanno altri scenari che gli apparati ed i partiti (o la ditta )è naturale che non capiscano. Per come la vedo io, la riuscita dell’iniziativa sarà se essa, anche numericamente, non sarà una cosa dimostrativa : la pressione a riforme di sinistra puo’ derivare anche dall’esterno dei partiti e del parlamento, per questo si deve in molti e ci si deve far sentire . stare dentro questo PD mi pare inutile : io sono stato iscritto fino a che ho visto come governava Renzi e la base, in generale, è un gregge acritico che si crogiola ad appartenere ad un grande partito,si autodefinisce di sinistra e cio’ la fa sentire progressista . La cosa di Landini rispetto ad un partito tradizionale ha il vantaggio di poter progettare scenari senza avere la preoccupazione della gestione quotidiana del potere. Deve darsi anche una solida base teorica e gli intellettuali disponibili non mancano. Mi piacerebbe sapere come la pensi tu . JE SUIS LANDINI.
      A risentirci
      Giuseppe Del Zotto – Udine gdelzot@tin.it

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      • Hai giocato contro Riva ? E allora taccio. E ti invidio, se posso.

        Ma sui vecchietti hai ragione. La dimostrazione è che a 44 anni quasi suonati e ai miei livelli di sempre (infimi) contro chi ha 20 anni in meno di me faccio ancora la mia porca figura. Un amico ex cestista di fama mi raccontava di una partita di Over 75 ai mondiali di categoria. Mi disse “camminavano in campo, ma in campo erano meravigliosi da vedere”.

        Sul partito renziano, io che vengo dalla mozione Mussi ho la tua stessa sensazione e visione. Dentro a questo PD non val la pena starci. Non a queste condizioni e non per sostenere con le nostre facce questa accozzaglia di disvalori sociali.

        La genialata – io la vedo come tale – di Landini sta proprio nell’aver proposto un “non partito” ma un movimento volto a “far cultura” e a risvegliare le coscienze. O, meglio, a prendere coscienza che se non ci si mette la gente e non si costruisce un progetto politico a monte formare un partito non serve a nulla. E il ripetere allo sfinimento che a lui del potere non interessa nulla fa impazzire gli altri.

        Io, su questo, a Landini gli credo. Mi pare davvero sincero. se porta Renzi o chi per lui a combattere sul terreno che ha scelto, molto semplicemente, lo disintegra.

        In ogni caso sarà un percorso lungo: Landini ci ha messo la faccia e la struttura del sindacato. Sta a noi cogliere l’opportunità ben sapendo che sarà solo sangue e stridore di denti: niente poltrone per nessuno, forse qualcosa dalla prossima generazione.

        Insomma se ci sarà un On. Battistoni sarà forse mio figlio, non di certo io. Ma questa sfida io vorrei coglierla e pure al volo: la gestione del potere per il potere la lascio volentieri ad altri. Io sono per far fare un passo avanti a tutti e tutti insieme.

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        • Ho giocato contro diversi interisti, come ad esempio Skoglund , te lo ricordi? grandi finte di corpo. Ma allora giocava con la Sampdoria che allora aveva una gran squadra. Invece in B feci la mia migliore partita contro Bolchi, l’ex mediano dell’ Inter. Ecc.
          Vedo diverse analogie tra lo sport di oggi e la politica : una volta si andava allo stadio per vedere giocare bene, oggi quegli spettatori sono diventati solo tifosi per la vittoria e basta.
          Quando ero nel PD mi ero dato abbastanza da fare , rifiutando cariche,ma scrivendo documenti congressuali ed elaborati su modi di rivitalizzare la base del partito, ma nessuno di questi è stato nemmeno preso in considerazione;la gente non riesce a leggere piu’ di 140 caratteri e non ha il gusto della discussione non volendo correre il rischio di mettersi in gioco ; non c’è alcuna elaborazione, nè ai vertici nè alla base; il senso critico è bandito come l’eresia.Questo è il pD di oggi (non credo che nelle altre parti del Paese sia diverso)
          Io voglio sperare in Landini .Io giocavo mezzala-mediano ed ho sempre avuto senso di squadra. Mi metterò a disposizione di questa iniziativa . Intanto mi pare che Coalizione sociale possa già annoverare tra i propri aderenti , oltre a Landini, anche te ed il sottoscritto. cordialmente. giuseppe

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