Il nemico numero 1

ITALY-TRADE UNIONS

 

di Nello BALZANO

JOBS ACT. La legge magica che esalta il Governo, Confindustria ed il fuoriuscito Marchionne, la panacea di tutti i mali, lo strumento che ha convinto l’imprenditore (di non so quale ramo) Velardi, ad assumere prima che fosse pienamente operativo. E ora aspettiamo Taddei (no, l’ha già detto la Madia) che ci dirà che i 130.000 lavoratori in più del 2014, sono arrivati grazie al mitico, fantasmagorico JOBS ACT.

Nelle sue pieghe è nascosto il suo obiettivo specifico: l’annichilimento definitivo dell’unico strumento di lotta del Sindacato, lo SCIOPERO nell’ambito del lavoro privato.

Forse qualcuno riterrà esagerata questa affermazione, altri forse penseranno (a ragione), che da anni l’astensione dal lavoro, quale forma di lotta, ha già subito notevoli attacchi, si pensi, ad esempio, alla legge 83 del 2000, (ex 146/90), che regolamenta i servizi minimi essenziali, le sanzioni, l’obbligo di rispetto di tempi estremamente dilatati per espletare uno sciopero, il rispetto di periodi di franchigia, che non oso immaginare come saranno formalizzati durante l’EXPO; senza escludere altre forme di ricatto per i lavoratori a tempo determinato o esclusioni per determinate forme di precariato.
Con il JOBS ACT si arriva alla chiusura del cerchio, le Aziende dove il Sindacato conserva ancora un minimo di potere contrattuale, assumeranno con tutti i benefici economici che ne conseguono, lavoratori che, non più tutelati dalle principali norme dello statuto dei lavoratori, sostituiranno colleghi più “anziani”, che non solo dovranno subire l’umiliazione dell’inutilità delle loro proteste, ma si troveranno in una “guerra tra poveri”, dove sarà impossibile comprendere chi sbaglia.
Con la fine dello sciopero inizierà il degrado dei rapporti tra le parti, solo l’azienda avrà voce in capitolo, tutto ciò non solo per quanto riguarda le rivendicazioni economiche, ma soprattutto per ciò che riguarda le normative (orari di lavoro, demansionamento mobbizzante (previsto nel provvedimento), sicurezza ecc..
Inizierà un viaggio all’indietro agli anni ’50, diluito nel tempo e l’effetto nefasto sarà che tutto ciò verrà lentamente assimilato e tutto sembrerà “normale”.

La manifestazione sindacale, con la partecipazione di oltre un milione e mezzo di lavoratori del 25 ottobre – durante la Leopolda a Firenze dove non a caso un certo Serra (il finanziere con i capitali alle Cayman, e con interessi nelle banche popolari rese Spa da Renzi) aveva lanciato dure accuse sull’utilizzo dello sciopero – aveva questi obiettivi: la difesa di un già martoriato Statuto, ma soprattutto il rispetto della dignità di tutti i lavoratori.
Non bisogna abbassare la guardia, non dobbiamo darci per vinti, l’affermazione che con il JOBS ACT, si sono creati lavoratori di serie A e B, all’apparenza può risultare vera, ma è una visione parziale, perché nei fatti volevano ridurli tutti alla serie “C”.
Una società dove prevalgono questi ragionamenti è estremamente miope, gioca a dividere invece che unire, pensa che il poter timbrare un cartellino per tanti, la possibilità dell’acquisto di un auto a rate, sia la soluzione di tutti i mali, non comprendendo che simili ragionamenti travisano il senso dell’Art.1 della Costituzione: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro; il lavoro come dignità, come guardare al futuro con l’obiettivo di crescita personale e familiare, seguendo i normali percorsi di attitudine e merito, non schiacciare ed umiliare chi ti sta a fianco.

Occorre utilizzare tutti gli strumenti che la Democrazia ci mette a disposizione per contrastare questi disegni, fare opera di divulgazione a tutti i livelli, soprattutto con i giovani continuamente umiliati e sottomessi a logiche che mai sono appartenute alla nostra società del dopoguerra, costretti a rimanere parcheggiati o a dover fuggire lontano dai loro affetti, dopo aver consapevolmente messo a disposizione i loro anni migliori per formarsi, nella speranza che ciò servisse a qualcosa, nella speranza di poter affrontare percorsi migliori dei loro genitori, che con i tanti sacrifici hanno sempre perseguito questo valore per i loro figli.

 

(immagine dal web)

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2 Pensieri su &Idquo;Il nemico numero 1

  1. La mobilitazione deve continuare non si può mollare adesso,  il JOBS ACT è incostituzionale , bisogna fermare lo scempio del reuccio Renzi,  Basta compromessi . e lo dico alla sinistra DEM ,uscire da questa gabbia , formare un nuovo soggetto di sinistra .  Ciao  da Gianni.

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