Parla con lei: Giorgia e il sindacato

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In occasione dell’8 marzo Essere Sinistra intervista le donne. Quelle che tutti i giorni vivono la realtà della vita in Italia. Che credono, ricordano, immaginano, progettano. Vivono, appunto e ci danno la loro sensazione del mondo. Sono diventate un soggetto attivo sociale, culturale, politico grazie alla loro lotta e ai partiti di sinistra.
Perchè la sinistra è emancipazione di ogni forma di vita umana che non deve più essere oppressa o repressa in alcun modo.
Per questo i lavoratori vogliono parlare ed essere ascoltati. Come gli studenti, le minoranze, i poveri. E da quando parlano e si ascoltano le donne, abbiamo un mondo più degno di essere vissuto. 

La Redazione


Parliamo con GIORGIA, 42 anni, di Bologna. Convivente, un figlio.


ES: Ciao Giorgia. Sei giovane, puoi dirmi la tua età? 

Ho 42 anni.

ES: Oggi si dice che sinistra e destra non sono più blocchi che abbiano senso. Tu che ne pensi?

Per me sono storielle. Io sono di sinistra, non per scelta ma per natura! Vuole dire essere contro le ingiustizie e dalla parte dei più deboli. Diciamo che, appunto, la mia natura e forse anche la mia educazione non mi hanno lasciato scelta.

ES: Attualmente lavori? Cosa pensi del Sindacato? Hai avuto occasione di confrontarti con questo tipo di organizzazione dei lavoratori?

Sì, per fortuna lavoro stabilmente da molto tempo. Certo, sono iscritta ad un sindacato, ma da un po’ di tempo ho fatto di più. Ho deciso di intraprendere l’attività sindacale per poter dire a me stessa che almeno ‘ci ho provato’! Troppo facile lamentarsi e mandare avanti gli altri a cercare di far funzionare le cose! Non fa per me!

ES: Hai famiglia? Figli? Come riesci, se riesci, a conciliare famiglia e lavoro ?

Sì, convivo e abbiamo un magnifico figlio. E’ dura mettere in fila tutto. Ma sostanzialmente faccio come fanno tutte. Mi rimbocco le maniche e mi sono specializzata in triplice salto mortale. Per fortuna in famiglia non sono l’unica a farlo!

ES:  Hai detto che ti stai impegnando sindacalmente. Nell’impegno sindacale, secondo il tuo parere, ha una valenza diversa nel concreto essere uomo o donna?

Mah, ora sono molto legata alla mia RSU e non ho visto differenze. Credo però che nel sindacato, come in ogni altro aspetto della vita, la differenza reale fra l’uomo e la donna, stia nell’essere portatori di più o meno neuroni in attività!!!

ES:  Consiglieresti ad una ragazza di impegnarsi in politica?

Consiglio ad una donna ma anche ad un uomo, se non l’impegno politico, quantomeno di avere un pensiero politico, che sia il proprio però! Una coscienza politica ecco!

ES: Perché oggi i giovani, e non solo, sono abbastanza critici e lontani dalle organizzazioni sindacali?

I giovani sono distaccati e talvolta critici nei confronti del sindacato, perché troppo spesso sono stati cresciuti nel mito che ‘gli altri debbono fare per te’ o ‘Il sindacato deve tutelare i miei interessi anche se io non muovo un dito per farlo’ e se questo poi non avviene ecco la colpa è del sindacato. C’è nella nostra cultura un enorme problema di assunzione di responsabilità da parte di tutti!

ES: Hai una tua idea di donna sui fatti di terrorismo in nome di una religione?

Discorso lunghissimo! Mi chiedo però quale Dio professa il sacrificio di donne e bambini in nome di sè stesso!

ES: Secondo la tua esperienza, ma anche di tue conoscenze, nella famiglia italiana l’attività extra lavoro della donna nel sociale è supportata?

In famiglia spesso si fatica a raggiungere un certo consenso e un equilibrio. Nella società in generale il lavoro sociale femminile è totalmente sottovalutato e talvolta pure deriso!

ES: Le donne studiano più degli uomini, ma ancora trovano lavoro meno degli uomini. Secondo te, perché?

Credo che il poter procreare sia anche oggi e lo sarà per sempre, una discriminante per la donna nel mondo del lavoro. Lo studio spesso conta poco, ormai anche la professionalità è una parola in disuso!

ES: Pensi che il femminicidio sia un problema personale di violenza o culturale?

Il femminicidio è una piaga culturale alla quale purtroppo non si riesce a far fronte, specialmente in un paese come l’Italia dove la certezza della pena è un’utopia!

ES: Speriamo che le cose cambino anche grazie all’impegno di donne come te quindi Giorgia, per cominciare buon 8 marzo con l’augurio che l’8 marzo sia presto ogni giorno!

 

 

(immagine dal web)

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