Il mondo di Poletti

sfruttamento

di Claudia BALDINI

E’ da un po’ che volevo riordinare tutto quello che ho sentito, visto e letto sul mondo cooperativo. Il mio punto di osservazione è buono ed amico, ma non con le bende sugli occhi e i tappi nelle orecchie.
Questo punto di vista si forma nelle tante assemblee che ho seguito come socia trentennale di Coop, si forma parlando con chi ci lavora, ma si forma anche ascoltando le esperienze del mio sindacato nelle realtà Coop.

Rivendico la legittimità e l’importanza, peraltro riconosciuta dalla Costituzione, di questa forma di associazione produttiva che dopo il fascismo ebbe una grande funzione propulsiva verso l’occupazione e la ricostruzione. Non solo le cooperative di produzione, ma anche quelle di consumo, piccole botteghe sorte nelle città o negli spacci aziendali che, acquisendo un certo numero di soci, sfamarono letteralmente chi non poteva permettersi la sopravvivenza quotidiana. Ricordo che avevo 10 anni, quando mamma mi mandava alla Coop Goldoni a comprare un etto di mortadella con i soldi contati in mano. Ma ricordo bene che tornavo sempre con ben più di un etto di mortadella, perché sapevano che babbo era stato licenziato perché della Fiom e che non avevamo nulla. Ecco il principio affermato della mutua solidarietà. Principio che resse fino agli anni ’60, quando nuovi dirigenti si posero l’obiettivo di diventare la terza economia del Paese.

Posso dire che oggi la Cooperazione associata alla Lega continua ad assicurare probabilmente una sola cosa di tutto quanto era sancito nel suo Atto di nascita: qualità , grandi controlli sulla merce e prezzi controllati. Nello stesso tempo la quota di ristorno socio, una ulteriore forma di risparmio. Si può quindi dire che, per il consumatore, Coop sia conveniente.

Tutto il resto è diventato mercato. Le relazioni personali prescindono dall’etica, servono agli affari, lo sfruttamento dei dipendenti è identico, a volte peggio di una azienda marchionnesca. L’intolleranza comune di tutti i presidenti, accentuatasi nell’ultima presidenza Poletti, a discutere di politiche aziendali col sindacato, il precariato dei giovani fatti girare come trottole da un paese all’ altro a coprire la domenica. Il divieto di porre avvisi di sciopero nello spazio Coop. E potrei continuare. Le cassiere, le commesse, in tutti i punti coop in cui sono con metodo andata a fare spesa nella provincia di Modena e lo potete notare dalle RSU Coop che sono in rete, sono avvelenate contro i capi-negozio, contro come lo chiamano loro ‘il padrone’. Non avrei ma voluto che i giovani non distinguessero tra una Coop e un privato qualunque, per questo dobbiamo spiegare qual era la differenza all’origine.
E’ già dal 1990 che Cofferati accusa il mondo Cooperativo di considerare il lavoro come OCCASIONE DI PROFITTO SULLA PELLE DEI GIOVANI. Abbandonando i principi di equità e di solidarietà nativi. Un’ azienda potente sul mercato che necessita di rete finanziaria e relazioni politiche. L’appoggio del PCI una volta, quello renziano ora. Ma mai si era arrivati ad una commistione e ad un comportamento, diciamo, allegro come dalla gestione Poletti. Che giustamente si è meritato il posto in un governo che si caratterizza per seguire gli interessi dei poteri forti , economici e finanziari.

L’attacco deciso è stato sferrato da Susanna Camusso al congresso di Rimini: “Sappiamo bene che veniamo dalle stesse radici , ma ci indigniamo quando non si dà risposta alle false cooperative sociali , quando , come ManutenCoop, presenta un progetto per l’ASL di Brindisi per avere i finanziamenti e poi lascia vuoto il cantiere per stornare i finanziamenti verso l’Expò dove il guadagno è maggiore, dove il presidente Levorato è agli arresti domiciliari, con altre 50 persone”.

E per mettere in atto ciò si corrompono consiglieri regionali e ci si serve di un mediatore plurindagato per i contatti. Più che indignati ci siamo anche vergognati. Ci indigniamo quando si disdicono gli accordi in modo unilaterale, quando non si firmano i contratti, quando si impone di lavorare alla domenica senza nemmeno lasciarla facoltativa. E non sto a parlare di tanto altro.

Non è un caso che si attacchi – fino ad esaurirne ogni tutela – lo statuto dei lavoratori proprio grazie ad un Ministro del Lavoro fresco di Presidenza Coop.

”Io non penso affatto che si possa tornare ormai alle radici di mutua solidarietà che erano la base della Cooperazione, recepite per questo in pieno dalla Costituzione. Ma spero che una Nuova Sinistra indichi un diverso modello di sviluppo economico in cui si possano tirare fuori dalla polvere valori soffocati. Per questo spero che Coalizione Sociale non si rassegni a mettere qualche toppa, ma indichi chiaramente la via per una nuova economia , dove le persone sono attori principali e non valore di mercato. E a quel punto la corruzione è sconfitta dalla stessa gente dirigente e dipendente dell’azienda cooperativa”, così si parla.
Le parole sono macigni in questo caso. E’ in questo mondo che si può capire – al di là del consenso ricercato del popolino riguardo il fatto che scaricare le cassette di frutta farà bene a questi ‘giovani bambocci viziati’ (e vedrete quanta gente sarà d’accordo) – come si può, senza ritegno e senza conoscere quello che già è in atto, andare incontro alle coop agricole (una lobby potente) che necessitano di lavoro stagionale. Non solo di braccia , ma anche di testa , di gente che sappia utilizzare Internet per promuovere il prodotto, di gente che sappia stendere una relazione sul raccolto , di gente che sappia utilizzare fogli di lavoro elettronici per archiviare, confrontare le produzioni.

Tutto questo la scuola lo fa durante l’anno con degli stage. Per far capire ai giovani che cos’è il lavoro. Bene.

Ma, e Poletti lo sa, serve d’estate ai produttori agricoli e gratis, perché passa come Formazione. Ma d’estate mi pare anche giusto che lavorare venga pagato, messo in regola e con i contributi.

O, no? Se un ragazzo vuole andare a lavorare per contribuire in casa, a parte che ultimamente non riesce, ma bisogna pagarlo anche poco , ma riconoscere valore al lavoro. Però, intanto l’annuncio è partito.
E quello che passa è questo “Al gha razoun. In seimper in streda a fer dal casein An spol gnanch durmir. Tvedrè che si van a scarcher dal cassetti ed fruta i van a let” Traduco per i non romagnoli quello che tanti bravi elettori del PD dicevano ieri in Polisportiva : “Ha ragione. Sono sempre in giro a fare casino e non si riesce nemmeno a dormire. Vedrai che se vanno a scaricare delle cassette di frutta poi vanno a dormire.”

Forse se Poletti avesse continuato a scaricare cassette di frutta non avrebbe blandito, aiutato e foraggiato gente come Levorato o Buzzi. E nemmeno sfruttato i giovani coop ,applicando quello che in questo Paese è assunto come sistema, il metodo Marchionne: fuori i sindacati che rompono e job act per tutti. Il grande merito di Landini e speriamo di tutta la CGIL è quello di riuscire ad opporsi a questo degrado morale e chiamarci fuori a lottare ancora, perché ci hanno depredato di tutto.

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2 Pensieri su &Idquo;Il mondo di Poletti

  1. Sono assolutamente contraria a che i giovani studenti vengano sfruttati l’estate facendoli lavorare se non gratis quasi, anche se sotto le mie finestre appena il tempo è buono si riuniscono e fanno casino. Ma per questo sono giovani, se poi trovano un lavoretto retribuito che consenta loro di guadagnare qualcosina meglio ma no allo sfruttamento minorile, perché spesso di minorenni parliamo…A me basta che d’inverno non dormano sui banchi ma realmente studiino, si impegnino e non solo a scuola perché lì, in questo periodo, così come l’hanno conciata forse si combina poco, ma che abbiano la voglia e la curiosità di apprendere….

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  2. Pingback: Il mondo meraviglioso del ministro Poletti | Panequotidiano.info

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