28 marzo 2015 – Unions

unionslandini

di Nello BALZANO

Questa manifestazione partecipata al di là di ogni aspettativa è stata, a mio giudizio, la rappresentazione di ciò che noi immaginiamo, quando pensiamo alla nostra Costituzione, il fondamento, la grammatica della libertà e della cittadinanza politica e sociale.

IL LAVORO

Inteso come completamento della persona, nella sua dignità, nel rispetto dei diritti, con una giusta remunerazione, protagonista della società nella crescita del Paese, nel lasciare a chi viene dopo il solco tracciato per migliorare giorno per giorno le condizioni.
Oggi invece viviamo un continuo degrado e cancellazioni di conquiste importanti, di esaltazione dell’individualismo a discapito di una giusta forza da contrapporre a chi intende servirsi della tua opera per i suoi scopi personali o di un sistema malato di “finanza”, ma un individualismo monco e sterile, perché pur se ti sbatti contro il tuo collega per conservare ciò che è un tuo diritto, rimani povero.

LA LIBERTÀ

La libertà di poter manifestare la tua idea, il tuo pensiero, il tuo sogno, la tua speranza, per un giorno sei protagonista di te stesso. Anche chi viene deriso ironicamente dai commenti di “piccolo”- opinionisti, che vedono la presenza di quei simboli come la “falce e martello“, come qualcosa di vetusto ed inutile, non comprendendo che anche lì c’è una parte importante della nostra storia, che si condividano o no i loro ideali, pacificamente e civilmente, queste persone hanno la possibilità senza vergogna e con tanto orgoglio, di camminare al fianco di chi magari la pensa diversamente da loro. E questo non è altro che il senso condiviso di comunità e di unione dei lavoratori.

IL RISPETTO, LA DIGNITÀ

Il coraggio di poter gridare i tuoi rancori, usando anche parole pesanti, per dire a chi gestisce il potere, che non ce la fai più e anche se chi pronuncia quelle frasi, dà un senso di minaccia o di mancanza di rispetto, lo fa perché è l’unico modo di sfogare la sua rabbia, rifletta chi osteggia queste manifestazioni, invece di tenere questo atteggiamento, immagini per un istante, cosa sarebbe questo Paese, se non ci fossero i Sindacati che danno questi spazi, queste possibilità, quelle rabbie senza controllo, in che mani potrebbero finire.

LA SOLIDARIETÀ

È con il contributo dei lavoratori che si può permettere a chiunque di partecipare per esprimere la sua volontà di cambiamento: studenti, disoccupati, immigrati. Permettere l’organizzazione dei viaggi, della sicurezza, della scenografia, senza chiedere niente a nessuno, senza gravare sui bilanci dello Stato – se non per quel minimo di controllo delle Forze dell’Ordine -, valore di opposizione e dissenso, di rivendicazione politica, economica, culturale costituzionalmente da garantire. Tutto questo perché chi lavora e contribuisce al sostentamento del Sindacato, non lo fa solo per sé stesso, ma anche per permettere che esista una struttura che tuteli il più possibile il mondo del lavoro.

L’UGUAGLIANZA

Nelle manifestazioni rivolte alla tutela dei tuoi diritti, non esistono “ultimi” da combattere o da ridimensionare, tutti hanno la stessa dignità, questo è sentirsi Sinistra, questo rappresenta la grande differenza con le manifestazioni della destra, dove vige la continua ricerca delle paure, dei divieti, del controllo, dell’oppressione verso chi sta peggio e non ha strumenti di difesa.

Ecco perché UNIONS non costituisce la sola nascita del nuovo leader: è ingeneroso ragionare così verso chi vuole dare rappresentanza a chi in questi anni viene lasciato ai margini, non è un partito, ma la richiesta politica alla Politica istituzionale di aprire gli occhi e le orecchie verso questo richiamo e se si usano toni pesanti o sprezzanti, lo si fa per richiamare efficacemente l’attenzione.

Maurizio Landini ha dato il “LA”, ora sta a tutti noi proseguire il cammino per cercare di unire il più possibile le uniche vere forze del Paese, quelle del LAVORO, in tutte le sue forme, in tutte le sue tipologie.

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