Piazza grande!

piazzagrande

di Vincenzo G. PALIOTTI

La Manifestazione Fiom per la Coalizione sociale di Sabato scorso 28 Marzo è stato una conferma di quella dello scorso Ottobre: la “cosa” sta crescendo e cresce bene.
E questo non lo dico solo io, lo dice il numero dei “violini di spalla” del governo che si sono sentiti in dovere di replicare a Maurizio Landini con commenti anche ironici, come quello di un “tale” Rondolino che parla di morti viventi e di esorcisti, tipico frasario grillino stranamente parafrasato da un ex “comunista” venuto agli onori delle cronache per essere stato responsabile delle comunicazioni di Massimo D’Alema, ed oggi anche lui, appunto, “violino di spalla” di Renzi, con tutto quello che ne consegue.

Mi ha stupito Vittorio Zucconi che credevo affrancato dagli “ordini” editoriali: si vede che anche per lui vige il detto: “tengo famiglia”. C’è stato anche il commento di Francesco Piccolo, intellettuale di sinistra che se ne esce con un: “Per me le idee di Landini sono un ritorno all’indietro, un atto reazionario e in definitiva il male della sinistra”.

Io gli rispondo che prima di tutto è Renzi che ha fatto un salto indietro e di parecchio, parliamo di inizio secolo scorso quando cominciavano le lotte per i diritti dei lavoratori, diritti cancellati poi dal Jobs Act. E riferendosi sempre alla situazione attuale non è neppure paragonabile a quella di 20/30 anni fa se pensiamo che tutti quelli della mia generazione, sono del 1950, intorno ai trenta anni erano già sposati con figli ed avevano un posto fisso e mantenevano la famiglia senza affanni, la disoccupazione non aveva gli indici di oggi, mentre adesso è difficile trovare un trentenne che si trova nelle nostre stesse condizioni di quegli anni. Certo, tutto è cambiato. Ma c’erano alternative alla crisi, che non si sono volute prendere. Siamo stati gettati nella crisi proprio da quel modello che oggi Renzi trasforma in leggi.

Per cui, “caro” Piccolo, magari Landini ci portasse a quel tempo, quando anche la sinistra era forte e si faceva sentire e non come oggi che respira appena anche grazie alle sue considerazioni. Ma non importa, tutto questo non fa che riaffermare che questa “iniziativa”, questo tentativo di riscossa civica, fa realmente paura e le critiche sono solo le solite che si utilizzano quando si vuole “esorcizzare” un nemico pericoloso. Vero Rondolino?
Non starò a citare altri perché sono solo dichiarazioni di paura, di paura perché gli argomenti messi sul tavolo non sono le solite proteste e basta, ci sono dei veri e propri programmi da attuare in alternativa a quelli proposti da questo governo che guardano ad una sola parte del Paese e quella parte meno colpita, quella dei poteri forti, quella di Confindustria che per bocca del suo massimo rappresentante non si discosta dalle dichiarazioni dei “violini di spalla” governativi e specialmente si unisce ai tanti ai quali fa veramente paura questo movimento.

La piazza è un esercito senza divisa e quindi un esercito di popolo e “contro il popolo ci si rimette sempre il grugno” come testimoniano le tante cadute delle dittature nel corso della storia anche recente. Laconica ed offensiva, come sua abitudine, la reazione del premier/segretario: “Ne Salvini né Landini mi tolgono il sonno” e “Landini e Salvini sono fenomeni TV, soprammobili da talk show”. Lasciando perdere, per carità cristiana l’accoppiamento Landini-Salvini, lui parla dei due come fenomeni da TV e qui una risata è d’obbligo visto che il nostro premier/segretario non perde occasione di comparire in televisione, manca solo nelle trasmissioni sportive e nelle previsioni del tempo e poi è dappertutto.

Comunque, anche in questo si vede la scarsa “attitudine” al confronto di Renzi, dalla considerazione “goliardica” dell’opposizione che lui considera irrilevante, con questo modo di fare in maniera sprezzante, proprio come il peggiore dei dittatori.
Quasi come Berlusconi che arrivò a dare del “coglione” all’elettorato di sinistra.

Tornando all’evento di sabato quello che mi ha stupito favorevolmente è la partecipazione, tanta gente, tanti compagni e cittadini onesti che non chiedono il potere assoluto, non chiedono di prevalere, non vogliono visibilità: vogliono che i loro diritti siano tutelati, vogliono poter contare su un futuro per loro ed i loro figli in questo Paese.

Chiedono quella giustizia sociale che manca del tutto, elemento indispensabile per la vita di un paese che si vuole chiamare civile.

Chiedono che i corrotti siano cacciati dai posti e dai palazzi del potere.

Ma la partecipazione della gente non si è fermata alla sola piazza, perché c’era tanta gente che è rimasta a casa, ma che c’è, si sente. E va ad ingrossare quel numero che già consente di fare delle stime su quanto potrebbe incidere questo movimento in termini di percentuali dell’universo politico.

Tutti avrete notato al presenza di alcuni leader della sinistra, da Vendola a Civati, da Fassina alla Rosy Bindi che pare abbia avuto il maggior gradimento sia dalla piazza che dallo stesso Landini che l’ha ringraziata della presenza. Solo lei, però. Ed è un segno.

Oltre a quello di Landini, ho apprezzato molto l’intervento di Sandra Bonsanti – che portava un messaggio di Zagrebelsky -, e quello di Stefano Rodotà che considero ormai la guida spirituale di questo movimento.
L’età è un dettaglio: Rodotà è una risorsa di cui non si può fare a meno, c’è gente di 40 anni che è già vecchia dalla nascita e lo sta dimostrando.

Aspetto quindi con fiducia che si compia quello che i politici non sono riusciti, o non hanno voluto fare.

Apprendo adesso che la direzione PD ha approvato l’italicum con l’astensione della minoranza. Un’altra prova di forza vinta da quello che è ormai diventato il “signore” incontrastato delle riforme. Sono quasi certo che metterà la fiducia anche su questa riforma, ormai è diventata una questione tra segreteria e parlamentari PD, gli altri gruppi ed il parlamento intero non contano più nulla.

Questo deve essere un ulteriore motivo di sprone perché questa iniziativa vada avanti e si realizzi, e direi anche in tempi brevi visti gli sviluppi e la velocità con la quale questo governo prende provvedimenti che stanno demolendo lo Stato.

Qui stiamo rischiando veramente la deriva autoritaria. Ormai ogni riforma è diventata una questione interna del PD, maggioranza contro minoranza e poi laddove non si trova la sintesi si mette la fiducia eliminando di fatto le funzioni del Parlamento.

Si era partiti che le riforme vanno fatte con tutti, poi si è passati al “trio” Renzi, Verdini Berlusconi. Poi, rotto il patto del Nazareno ( ne siamo sicuri?) siamo passati alla direzione del partito, che somiglia sempre di più alla “camera dei fasci e delle corporazioni”. Non sto esagerando: in pratica il parlamento esautorato delle sue funzioni.

C’è anche poi il fatto che il partito democratico pretende in due ore, dico due, di decidere della sorte dei cittadini elettori. Ed è ridicolo, superficiale e da irresponsabili. Un argomento del genere non può limitare la discussione che dovrebbe essere seria e specialmente ampia in modo da trovare una sintesi ragionata e non scaturita dalla “prepotenza” del premier segretario che nel discorso di apertura della direzione stessa ammonisce che questa legge deve, ripeto, deve andare avanti così com’è rendendo gli interventi di chi non è d’accordo inutili e vani, perché l’indicazione alla maggioranza è stata “democraticamente” espressa per bocca del premier/segretario.

Spero quindi di poter vedere presto uno sviluppo di quella che dovrebbe essere la nuova sinistra da porre in alternativa al governo e a Renzi, rigidamente al di fuori dei partiti, rigidamente al di fuori dei tatticismi della politica con la sola Costituzione come guida. Basta solo questa per ritrovare la via perduta, siamo ancora in tempo per farlo ed abbiamo dalla nostra quella parte produttiva ed onesta del Paese.

Maurizio Landini sempre di più riafferma il suo ruolo di portavoce aspettando di affidare il coordinamento di questa iniziativa ad uomini che meritano la fiducia di quanti hanno schiuso cuore ed il credito a questa riscossa civica, uomini probi che nel nostro Paese non mancano, basta solo coinvolgerli.

Auguri a tutti e portiamo uniti avanti questa iniziativa, appoggiamola e sosteniamola con ogni mezzo.

Per parafrasare il mio grande amico Lucio Dalla, conosciuto a Roma – lui, cliente settimanale ed io Direttore dell’Hotel Exedra di Piazza della Repubblica a Roma, proprio da dove è partito il corteo: “voglio vivere in questa piazza grande!”.

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Un pensiero su &Idquo;Piazza grande!

  1. Mussolini non è bastato a far ritrovare all’elettorato italiano un po’ di denno; Berlusconi a suo modo ha provato a demolire la Costituzione ma non glielo abbiamo permesso. Riuscirà il gioco a Ren zi o finalmente gli italiani si assumeranno le loro responsabilità rei cponfronti dei futuri cittadini?

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