Mai più tortura in Italia

notorture

di Luca SOLDI

Articolo 3 convenzione sui diritti dell’uomo: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti“.

Questo dice il Diritto internazionale, ma lo grida ancora di più il rispetto al Diritto umano.

La Corte Europea dei Diritti chiamata in causa, dopo quasi 14 anni, emette una condanna senza appello nei confronti del nostro Paese. Con accuse provate che non lasciano spazi ad interpretazioni. Siamo colpevoli.
Il nostro Paese presenta una legislazione colpevolmente inadeguata.
Non ci possono essere deroghe. Non ci possono essere eccezioni. Non possiamo essere minimamente paragonati ad altri luoghi dove il diritto viene continuamente e ripetutamente violato.
Terre e mondi che ci sembrano lontani ed ai quali la Corte Europea dei Diritti, oggi, ci accomuna.

Ogni dubbio deve essere sciolto con una normativa che impedisca si ripetano i fatti avvenuti a Genova per il G8. Fatti che avvennero scientemente programmati, organizzati ed eseguiti.

Dunque più che indignarci per quello che non può essere rimediato e del quale si è occupato e si occupa la giustizia, dobbiamo indignarci per tutti questi anni che sono passati e nei quali nulla ha compiuto la politica per porvi rimedio.

Alle forze politiche attuali il dovere di porre rimedio nel più breve tempo possibile.

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